la posizione
Rugby escluso dai campi sportivi di Gorizia, «non c'è reale alternativa»
Il presidente dei Cinghiali, Federico Gabrielcig, replica alla mancata assegnazione di un campo in tempi brevi: «No condizioni per restare».
“Il rugby non rimane in standby a Gorizia ma, semplicemente, ritorna definitivamente a Mossa”. Ci tiene a specificarlo Federico Gabrielcig, presidente del Gorizia Rugby all'indomani dell'assegnazione dei campi sportivi di Piedimonte e Lucinico alla Pro Gorizia. La società biancazzurra gestirà gli impianti rispettivamente per due anni e un anno, con il primo che attende il rifacimento del manto erboso in sintetico e il secondo che necessita di altri lavori. La società della palla ovale aveva chiesto di poter gestire almeno uno dei due.
Già nei mesi scorsi, questa aveva svolto diverse attività giovanili e non solo nella struttura di via della Mocchetta, non nascondendo di aver bisogno di servizi che attualmente il campo di Mossa non può disporre. Su tutti: gli spalti, un'area ristoro adeguata e una clubhouse per gli atleti. “A Gorizia non ci sono le condizioni per restare - accusa Gabrielcig -, è legittimo dare entrambi gli spazi a un'altra società ma non si offre una reale possibilità ”. àˆ anche vero, però, che è stata proposta una variante urbanistica per trovare uno spazio ad hoc.
L'idea è stata avanzata dal consigliere delegato allo sport, Giulio Daidone, ma inevitabilmente l'iter per arrivare alla sua approvazione non sarà breve. Ci certo è che si cercherà una zona periferica della città , ma come evidenzia il vertice del club poi bisognerà attrezzare il campo. In passato, i “cinghiali” hanno giocato proprio a Piedimonte, oltre che a Straccis. Da diverso tempo, invece, le formazioni si sono spostate a Mossa: “Grazie al sindaco Emanuela Russian e alla sua amministrazione, possiamo svolgere le nostre attività in autonomia ma ci sono limitazioni”.
Proprio a causa di queste, non è stato possibile ospitare uno dei turni di Serie A femminile che da quest'anno vede una squadra regionale partecipare, composta anche grazie al forte supporto del Rugby Gorizia con giocatrici e allenatori, sotto il nome di Forum Julii. Una cosa inedita per l'intero Friuli Venezia Giulia. “Il problema non è l'allenamento in sé - precisa il presidente - ma il cosiddetto ‘terzo tempo' e tutto ciò che fa da contorno”. Per riuscire a realizzare un impianto da zero, quindi, “serviranno diversi investimenti prima di essere usato”.
Ora, nell'agenda del club c'è la ricerca di uno spazio dove organizzare i prossimi raggruppamenti, ossia i tornei giovanili che richiamano tantissimi ragazzi da tutta la regione. A spingere l'assegnazione dei campi alla Pro è stata anche la necessità di riservare ore per l'utilizzo degli stessi ad altre squadre. Gabrielcig, però, si domanda “se l'anno scorso non c'erano di questi problemi, perché ora si manifestano nonostante due squadre siano chiuse?”, ossia il Piedimonte e la stessa Lucinico, che ha annunciato lo scioglimento.
La squadra, proponendosi per la gestione delle strutture, aveva evidenziato come “l'intento è di impegnarsi per il rifacimento del campo a spese della società o mediante l'utilizzo di fondi ad hoc, al fine permettere al ‘Gorizia Rugby' di svolgere al pieno tutte le attività che l'attuale ed i futuri direttivi riterranno opportune, per garantire una crescita socio-sportiva dell'unico movimento rugbistico nella provincia”. Si era quindi chiesta una concessione quinquennale oppure a una gestione annuale con “un eventuale ‘diritto di prelazione'”.
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