Ruda, a San Nicolò si chiudono i ‘Vespri d’arte’: il viaggio dell’Azione Cattolica alle radici della fede

Ruda, a San Nicolò si chiudono i ‘Vespri d’arte’: il viaggio dell’Azione Cattolica alle radici della fede

L'INCONTRO

Ruda, a San Nicolò si chiudono i ‘Vespri d’arte’: il viaggio dell’Azione Cattolica alle radici della fede

Di Redazione • Pubblicato il 12 Giu 2026
Copertina per Ruda, a San Nicolò si chiudono i ‘Vespri d’arte’: il viaggio dell’Azione Cattolica alle radici della fede

Conclusa la sesta edizione del percorso diocesano che ha fatto sosta anche a Vermegliano e Brazzano. Relatori i professori Santeusanio, Zuch Grion e Zanolla in un dialogo tra preghiera, storia e territorio.

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Si è concluso nella chiesa di San Nicolò a Ruda il ciclo dei “Vespri d’arte – Alle radici della nostra fede”, iniziativa promossa dal Settore Adulti dell’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Gorizia per coniugare spiritualità, cultura e valorizzazione del patrimonio artistico e religioso del territorio. Un percorso che l’Azione Cattolica porta avanti da sei anni e che continua a suscitare interesse e partecipazione. Il cammino ha accompagnato i partecipanti alla scoperta di tre significativi luoghi di culto della diocesi: la chiesa di Santo Stefano Protomartire a Vermegliano, illustrata dal professor Italo Santeusanio; la chiesa di Santa Maria, in vulgo Santa Apollonia, a Brazzano di Cormons, presentata dalla professoressa Verena Zuch Grion; e infine la chiesa di San Nicolò a Ruda, approfondita dalla dottoressa Rachele Zanolla.

In ogni appuntamento, la celebrazione dei Vespri ha costituito il cuore dell’incontro, offrendo un tempo di preghiera e contemplazione nel quale la bellezza artistica è stata riletta alla luce della fede. Un’esperienza che ha permesso di cogliere come l’arte sacra non sia soltanto testimonianza storica, ma espressione viva della spiritualità delle comunità che l’hanno generata e custodita nel corso dei secoli.

A suggellare il significato dell’iniziativa è stato anche il saluto di don Manuel Millo che, intervenendo nell’ultimo appuntamento, ha richiamato un’antica intuizione della tradizione cristiana: la bellezza non come semplice ornamento del vero, ma come sua manifestazione. Un pensiero che ben sintetizza il senso dei Vespri d’arte, dove la preghiera e la contemplazione delle opere si incontrano in un’unica esperienza capace di aprire lo sguardo alla presenza di Dio nella storia.

Nel suo messaggio, don Manuel ha inoltre sottolineato come la valorizzazione del territorio non rappresenti un esercizio di nostalgia o una semplice opera di conservazione culturale, ma il riconoscimento di una storia nella quale il Signore continua a manifestarsi. Le chiese, le opere d’arte, le tradizioni e i paesaggi delle nostre comunità diventano così luoghi attraverso i quali riscoprire le radici della fede e il legame tra la vita quotidiana e l’orizzonte del Vangelo. Concludendo il suo saluto, don Manuel ha invitato tutti a custodire con gratitudine i doni ricevuti e a condividerli con gli altri, affinché la ricchezza spirituale, culturale e umana del territorio possa continuare a essere trasmessa alle nuove generazioni. 

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