RIGENERAZIONE CULTURALE
Ronchi, la ‘Stecca’ diventerà la nuova Biblioteca comunale: progetto da 5,8 milioni
Approvato lo studio di fattibilità per il recupero dell’edificio storico. L’intervento sarà diviso in due lotti e dovrà ora trovare le risorse necessarie.
La “Stecca” di Androna Palmada si prepara a diventare la nuova casa della Biblioteca comunale di Ronchi dei Legionari. La Giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità tecnico-economica per il recupero e il restauro conservativo dell’edificio, compiendo così il primo passo progettuale verso un intervento destinato a ridisegnare l’intero sistema degli spazi culturali del centro cittadino.
Il progetto, redatto dallo studio associato LGSA Architettura & Impianti su incarico del progettista, l’architetto Fabio Legisa, non si limita infatti alla riqualificazione di un edificio storico. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è più ampio: creare una nuova relazione tra Biblioteca, Antiquarium, piazza della Concordia e gli spazi pubblici circostanti, recuperando strutture già esistenti e senza nuovo consumo di suolo.
La prima fase dell’intervento prevede il recupero di circa 600 metri quadrati distribuiti su due livelli. Con il secondo lotto, attraverso l’ampliamento previsto dal progetto, la superficie complessiva della futura Biblioteca arriverà a circa 1.300 metri quadrati, sempre articolati su due piani.
La nuova struttura è stata pensata per ospitare funzioni diverse e complementari. Al piano terra troveranno posto reception, punto informazioni e guardaroba, oltre agli spazi destinati alle esposizioni, ai corsi e alle conferenze, una ludoteca e i servizi. Il primo piano sarà invece dedicato allo studio, alla consultazione, alla lettura e alle attività video.
Una parte importante del progetto riguarda anche gli spazi esterni, concepiti come una naturale prosecuzione delle attività della Biblioteca e come luoghi da utilizzare per iniziative, manifestazioni ed eventi.
Particolare attenzione è stata riservata al rapporto con l’Antiquarium e con i percorsi pedonali del centro. L’ingresso principale della nuova Biblioteca sarà collocato sul portico esterno e il percorso di accesso accompagnerà gli utenti anche in relazione alle opere dell’Antiquarium, fino alla reception e al punto informazioni.
L’idea è quindi quella di mettere maggiormente in rete i diversi luoghi della cultura presenti nel cuore di Ronchi. Biblioteca, Antiquarium, piazza della Concordia e spazi pubblici potranno così diventare parti di un unico sistema. All’interno di questo ragionamento potrà essere valutata anche l’ipotesi di un diverso collocamento dell’Antiquarium, verificando se una nuova distribuzione degli ambienti possa aprire ulteriori possibilità per le attività culturali e per la comunità.
Il quadro economico complessivo dello studio di fattibilità ammonta a 5,8 milioni di euro, suddivisi in due lotti: 3,6 milioni per il primo e 2,2 milioni per il secondo. Una cifra che, viene sottolineato dall’Amministrazione, non corrisponde però a un finanziamento già disponibile.
L’approvazione dello studio rappresenta infatti soprattutto la base progettuale necessaria per poter candidare l’intervento ai diversi strumenti di finanziamento. Il Comune potrà ora lavorare alla ricerca delle risorse attraverso bandi e programmi regionali, nazionali ed europei, costruendo progressivamente il quadro finanziario necessario alla realizzazione dell’opera.
«Non stiamo dicendo che oggi abbiamo già finanziato un’opera da 5,8 milioni di euro – spiegano il sindaco Mauro Benvenuto e l’assessore Michela Lorenzon – ma ci stiamo dotando di un progetto concreto, approfondito e pronto per essere candidato ai diversi canali di finanziamento».
Il trasferimento della Biblioteca nella “Stecca” potrebbe inoltre produrre un secondo effetto sul patrimonio pubblico cittadino. L’attuale sede della Biblioteca potrebbe infatti essere ripensata e trasformata in un Centro Civico destinato alle associazioni, con nuovi ambienti per riunioni, attività, iniziative e momenti di aggregazione.
È questo l’effetto moltiplicatore su cui punta l’Amministrazione: la “Stecca” come nuova sede della Biblioteca, l’attuale edificio bibliotecario da trasformare in un possibile spazio per il mondo associativo e l’Antiquarium inserito in una riflessione complessiva sulla distribuzione delle funzioni culturali.
«Non recuperiamo semplicemente un edificio – sottolineano sindaco e assessore – ma costruiamo un nuovo sistema di luoghi per la cultura, per le associazioni e per le persone, valorizzando edifici e spazi già presenti nel centro cittadino».
La sfida sarà ora conciliare la conservazione dell’identità storica del borghetto con la necessità di creare ambienti contemporanei, accessibili e capaci di rispondere alle esigenze future della città.
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