LA DECIMA EDIZIONE
Ronchi, si apre Librinfesta: «Cultura è bene comune». Partenza con Piero Dorfles e Donato Carrisi
Un salotto letterario che propone 15 incontri con gli autori e 13 eventi collaterali tra appuntamenti letterari, performance artistiche ed escursioni.
Ha preso il via nella serata di oggi, venerdì 10 aprile, la decima edizione del Festival Letterario Librinfesta a Ronchi dei Legionari. Tutti gli incontri del cartellone si terranno all’interno del Palatenda allestito nel Parco Excelsior di via Roma. La rassegna, conferma il suo ruolo di punto di riferimento culturale per il territorio e non solo. Sono 15 gli incontri con gli autori che verranno proposti. Previsti anche altri 13 eventi collaterali tra performance artistiche, letteratura ed escursioni. Non mancheranno le escursioni sul Carso e le visite guidate all’Antiquarium, alla Villa Romana e alla Villa Vicentini Miniussi. Tutti gli incontri si terranno al Palatenda allestito nel Parco Excelsior di via Roma.
L’apertura ufficiale, appunto stasera, affidata all’incontro con Piero Dorfles, protagonista di un dialogo con il giornalista Luca Perrino a partire dal libro I fantasmi del mare, un viaggio letterario che attraversa secoli e autori, da Dante Alighieri a Herman Melville, da Robert Louis Stevenson a Joseph Conrad, fino a Gabriel García Márquez, intrecciando narrazioni di mare che diventano metafore delle inquietudini e dei destini umani. Visto che si è parlato di comunità come luogo di cultura, prima di entrare nel vivo dell’incontro con l’autore, Perrino ha sottolineato che il Ministero della Cultura non ha finanziato il docufilm sulla vita di Giulio Regeni. Per Dorfles, un chiaro segnale «che ci chiede ancora di fare più cultura, ce n’è bisogno».
Alle 19 l’attenzione si è poi spostata su Donato Carrisi, che dialoga con Francesco De Filippo presentando La bugia dell’orchidea, un romanzo che conduce il lettore in un’atmosfera sospesa e inquietante, dove la quiete apparente di una campagna estiva viene infranta da un evento drammatico che mette in discussione l’idea stessa di famiglia perfetta.
«La rassegna si conferma un appuntamento consolidato nel panorama culturale cittadino – sono le parole dell’assessore alla cultura Monica Carta – la nostra città diventa così un luogo di produzione culturale. La cultura è uno strumento prezioso per raccontare i cambiamenti. I Libri danno la possibilità di fermarsi a riflettere su storie che non restano confinate in un contesto ristretto ma generano connessioni, parlano di vissuti e territori».
Carta ha pure fatto riferimento ai cambiamenti sociali e al valore della memoria. «Librinfesta si propone quindi come una vetrina sul contemporaneo, un’occasione di dialogo tra le generazioni e spazio di confronto e rinnovamento» così ancora l’assessore.
A portare il saluto del Consiglio Regionale è stato il consigliere Enrico Bullian secondo il quale «la manifestazione fa parte della primavera culturale del Mandamento». L’esponente ha pure messo in evidenza le sinergie messe in campo per realizzare le tante iniziative in programma.
Il festival proseguirà domenica 12 aprile, in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale Amici delle Erbe, con l’incontro delle 10.30 con Wateki Taliana Tobert, affiancata da Alfredo Altobelli, che presenta una guida dedicata al riconoscimento e all’utilizzo delle piante spontanee commestibili, offrendo un approccio pratico e accessibile che unisce conoscenza botanica e tradizione, seguito da una degustazione finale curata dai volontari.
Martedì 14 aprile, alle 18, sarà la volta di Oscar Farinetti, in dialogo con Martina Vocci, che con La regola del silenzio racconta una storia di crescita e perdita in cui il silenzio diventa una forma alternativa di conoscenza e relazione, mentre alle 20.30 il programma si apre al linguaggio teatrale con lo spettacolo Chi ha paura di Moby Dick di Leonardo Merlini, una riflessione sulla forza dei grandi romanzi mondo che attraversa figure come Miguel de Cervantes, Herman Melville, David Foster Wallace e Roberto Bolaño.
Mercoledì 15 aprile alle 17.30 Daniele Novara dialoga con Serenella Dorigo presentando Il papà peluche non serve a nulla, un testo che riflette sull’evoluzione della figura paterna e propone un modello educativo più consapevole, seguito alle 19 dall’incontro con Alessandro Cattunar, in dialogo con Enrico Bullian, che con Quel che resta di un giorno costruisce un calendario civile del Friuli Venezia Giulia intrecciando memoria, storia e identità territoriale.
Giovedì 16 aprile alle 17.30 Marzio G. Mian, affiancato da Margherita Reguitti, affronta i nuovi scenari geopolitici tra Artico e Russia, mentre alle 19 l’attenzione si sposta su Il cammino goriziano, presentato da Andrea Bellavite e Nace Novak con la moderazione di Enrico Valentinis, un percorso di 82 chilometri tra Italia e Slovenia che trasforma i confini in luoghi di incontro e riconciliazione.
Venerdì 17 aprile alle 17.30 Giovanni Sponton presenta, insieme a Rachele Zanolla e Gabriella Burba, Una panchina a Betlemme, un racconto di viaggio che intreccia fede e quotidianità nei luoghi della Terra Santa, mentre alle 19 Michela Marzano, dialogando con Francesca Lanzara, presenta Qualcosa che brilla, una riflessione intensa sulla fragilità e sull’ascolto nel mondo degli adolescenti. «Quanto verrà proposto costituisce una manifestazione che ha uno sguardo rivolto al Mondo intero» sottolinea ancora l’assessore Carta evidenziando la “regia rosa” del Festival al quale – tra i vari collaboratori – hanno lavorato le dottoresse Eva Ricupero e Ada Fachin come referenti progettuali e la dottoressa Anna Novelli, responsabile dell’Ufficio Cultura dell’Ente. Nel team è entrato a far parte anche Emilio Baldassini, studente dell’Istituto Cossar che farà foto e video a tema per tutta la durata dell’evento.
La giornata conclusiva di sabato 18 aprile si apre alle 16 con Chiara Montani, che insieme a Margherita Reguitti racconta Il destino di Sofonisba, romanzo storico dedicato alla figura di Sofonisba Anguissola e alla sua affermazione artistica in un contesto ostile, prosegue alle 17.30 con Daria Bignardi, in dialogo con Martina Vocci, che con Nostra solitudine esplora il senso di smarrimento contemporaneo, e si chiude alle 19 con Mauro Corona e Marianna Corona, accompagnati da Luca Dalla Marta, in un dialogo che intreccia natura, memoria e identità attraverso i rispettivi libri.
Con un programma ricco e articolato, Librinfesta celebra così il traguardo della sua decima edizione confermando la propria capacità di mettere in relazione storie, discipline e linguaggi diversi, offrendo al pubblico uno spazio condiviso di riflessione e partecipazione culturale. Come evidenziato da Novelli, quello che contraddistingue le proposte 2026 è il prolungamento delle iniziative sul territorio anche al di fuori della “platea” di via Roma: sono infatti previsti escursioni, percorsi tematici e il coinvolgimento delle scuole. Librinfesta è realizzato in partnership Cantieri Culturali Creativi Ets, CCM, Leali delle Notizie, la Struttura Complessa Disturbi del neuro sviluppo e psicopatologia dell’età evolutiva di Asugi e l’ISIS D’Annunzio – Fabiani. Tra le new entry c’è la Libreria Lovat di Trieste mentre prosegue la storica collaborazione con il Kulturni dom di Gorizia.
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