Ronchi, ritorna la Missa Rorate a lume di candela alle prime luci dell’alba nel tempo di Avvento

Ronchi, ritorna la Missa Rorate a lume di candela alle prime luci dell'alba nel tempo di Avvento

NELLA CHIESA ARCIPRETALE DI SAN LORENZO

Ronchi, ritorna la Missa Rorate a lume di candela alle prime luci dell'alba nel tempo di Avvento

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 11 Dic 2025
Copertina per Ronchi, ritorna la Missa Rorate a lume di candela alle prime luci dell'alba nel tempo di Avvento

Monsignor Sudoso, «la moltitudine delle luci rappresenta la nostra Fede». La celebrazione sarà  accompagnata dal canto tradizionale e inizierà  illuminata dalle sole fiammelle.

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Sarà  un appuntamento particolare, quello che la parrocchia dei Santi Lorenzo e Domenica proporrà  sabato 13 dicembre al mattino, alle 7, nella chiesa arcipretale di San Lorenzo martire a Ronchi dei Legionari. Alle prime luci dell'alba sarà  celebrata dall'arciprete parroco, monsignor Ignazio Sudoso, la Missa Rorate. Un'antica tradizione della Chiesa cattolica sparita dalle nostre zone negli ultimi decenni che prevede una liturgia votiva in onore della Madonna e che viene officiata al mattino presto, proprio prima dell'alba e con la sola luce delle candele.

«Un simbolo importante che ricorda come le tenebre non vincono sulla luce soprattutto in questo periodo liturgico», così il parroco, don Ignazio. «La Messa Rorate è dunque una splendida tradizione della Chiesa che ci aiuta a inserirci nel periodo dell'Avvento. Al di sopra di tutto, ci aiuta a ricordare e a riflettere su una verità  centrale della nostra fede: l'oscurità  è un'ombra, e si dissolve più rapidamente quando vede una moltitudine di luci», così ancora il sacerdote.

La celebrazione sarà  accompagnata dal canto tradizionale con all'organo Ivan Bianchi e sarà  resa possibile dai vari volontari che, quotidianamente, contribuiscono nel silenzio a mantenere viva e vivente la parrocchia. Questa celebrazione è in memoria della Madonna, e riceve questo nome per via delle prime parole dell'antifona in latino cantata all'inizio della Messa, l'antifona Rorate caeli, che significa “Effondete, cieli”. La Messa è più comune nelle comunità  che seguono la forma straordinaria del Rito Romano, ma è anche un'opzione per le parrocchie che celebrano in lingua volgare.

Per Ronchi si tratta sicuramente di una piacevole riconferma, in un cammino che ha visto il recupero di gesti e simboli che, con il Covid o con il passare degli anni e il diminuirsi del volontari, erano andati perduti. Va detto, infine, che, collegato al simbolismo del Cristo “Sol Invictus” che vince le tenebre nel Natale che viene, c'è il fatto che questa Messa, come detto, viene celebrata in memoria della Santissima Vergine Maria, chiamata anche “Stella del Mattino”. Astronomicamente parlando, la “Stella del Mattino” è il pianeta Venere, che viene visto con maggior chiarezza in cielo prima dell'alba e dopo il tramonto.

«La Vergine Maria è l'autentica Stella del Mattino, che ci indica sempre suo Figlio. In questo modo, la Messa 'Rorate' ci ricorda il ruolo di Maria nella storia della Salvezza. Ci ricorda anche che l'oscurità  della notte viene sempre vinta dalla luce del giorno. àˆ una verità  semplice, ma che spesso dimentichiamo, soprattutto quando pensiamo che tutto sembra distruggerci. Dio ci tranquillizza, dicendoci che questa vita è temporanea e che siamo forestieri che hanno come destino il Paradiso», conclude il parroco. 

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