LA STORIA
Ronchi, produce 100mila chilowattora di energia pulita: la famiglia Roblegg diventa un esempio di sostenibilità e solidarietà
Marco Piemonte racconta la buona pratica di Claudio, «le energie rinnovabili non solo una scelta ambientale, offrono sostegno concreto alle famiglie più fragili e contrastano la povertà energetica».
Un traguardo che va ben oltre i numeri e racconta una storia di sostenibilità, resilienza e attenzione alle fragilità sociali. È quella della famiglia di Claudio Roblegg, residente a Ronchi dei Legionari, il cui impianto fotovoltaico, installato nel 2012, ha recentemente raggiunto i 100 mila chilowattora di energia prodotti. Un risultato che testimonia i benefici economici e ambientali delle energie rinnovabili ma anche il loro valore sociale. A rendere nota la vicenda è Marco Piemonte, che in quell’anno seguì la realizzazione dell'impianto da 6 kW installato sull'abitazione di via Fratelli Bandiera.
«Alcuni giorni fa, Claudio mi ha telefonato per condividere una notizia che lo riempiva di soddisfazione: il suo impianto aveva raggiunto il traguardo dei 100mila kWh prodotti. Ancora oggi continua a generare circa 32 kWh al giorno» racconta Piemonte. I due hanno poi ripercorso insieme i dati raccolti in quattordici anni di funzionamento dell'impianto: produzione energetica, incentivi ricevuti e risparmi ottenuti. Numeri che, come sottolinea Piemonte, descrivono una realtà concreta. «Oggi gli incentivi percepiti superano di oltre due volte la spesa sostenuta dalla famiglia per i consumi energetici. È la dimostrazione che un investimento nelle energie rinnovabili può produrre benefici duraturi nel tempo».
Dietro ai risultati economici, però, emerge soprattutto la storia di una famiglia che affronta quotidianamente una situazione di particolare delicatezza. Claudio Robbleg vive infatti accanto al figlio Fabio, una condizione che rende ancora più significativo il contributo garantito dall'autoproduzione di energia. «In casi come questo si comprende ancora di più come l'energia rinnovabile non rappresenti soltanto una scelta ambientale, ma anche uno strumento di tutela sociale, capace di alleggerire il peso delle spese quotidiane e offrire maggiore serenità economica alle famiglie». Pur non operando più professionalmente nel settore delle energie rinnovabili, Marco Piemonte continua a mettere a disposizione l'esperienza maturata negli anni, offrendo orientamento e consigli a chi desidera migliorare l'efficienza energetica della propria abitazione.
«Lo considero non solo un patrimonio di competenze tecniche, ma anche un impegno sociale. Credo che accompagnare le persone verso un uso più consapevole dell'energia significhi contribuire al benessere delle comunità». L'esperienza della famiglia Roblegg diventa così anche uno spunto di riflessione sulle prospettive del territorio. «Se una sola famiglia è riuscita a produrre 100mila kWh in circa quattordici anni, immaginiamo quale potenziale potrebbe esprimere un intero comune lavorando insieme. Quanta energia pulita si potrebbe produrre, quante risorse economiche potrebbero rimanere sul territorio e quante famiglie potrebbero essere aiutate a contrastare la povertà energetica» riflette Marco.
Una convinzione che, ricorda ancora, ha portato nel 2023 alla nascita della Comunità Energetica e-Oikos, fondata insieme ad altri cittadini con l'obiettivo di promuovere la condivisione dell'energia e i benefici collettivi derivanti dall'autoconsumo. «È la stessa convinzione che oggi guida anche il mio impegno pubblico. Se ho l'opportunità di portare avanti queste idee attraverso l'attivismo politico, lo devo al Movimento 5 Stelle e alle tante attiviste e ai tanti attivisti che credono in una politica fondata sulla partecipazione e sull'attenzione ai bisogni delle persone» evidenzia l’esponente pentasetellato.
L'obiettivo, conclude Piemonte, «è fare delle comunità energetiche uno strumento stabile di sviluppo locale».
«Il futuro non può dipendere esclusivamente dai bonus e dagli incentivi, destinati progressivamente a ridursi. Dobbiamo costruire un modello capace di generare un vero reddito energetico attraverso l'autoconsumo e la condivisione dell'energia tra cittadini, imprese ed enti locali. È questa la strada per ridurre la povertà energetica, creare benefici economici permanenti e rendere il nostro territorio sempre più autonomo dalle fonti fossili».
La vicenda della famiglia Robbleg dimostra come la transizione energetica possa tradursi in benefici concreti per le persone, soprattutto quando incontra situazioni di fragilità. Si tratta di una storia locale che racconta come sostenibilità ambientale, solidarietà sociale e attenzione alla disabilità possano procedere insieme, trasformando un investimento in energia pulita in una risorsa capace di migliorare la qualità della vita e rafforzare il senso di comunità.
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