FINANZE COMUNALI
Ronchi, Pef e Tarip al vaglio del Consiglio, Cumin: «Tariffe più eque, si premiano le pratiche virtuose»
Il Piano economico e finanziario segna un incremento del +1,8%. Raccolta differenziata salita al 78,7% nel 2025. Adeguamento «contenuto» dello 0,34% per le tariffe non domestiche.
Oltre alle verifiche degli equilibri di bilancio e ad alcune sue variazioni e storni a valere sul previsionale 2026-2028, tra i punti all'ordine del giorno dell'ultimo Consiglio Comunale di Ronchi dei Legionari ci sono stati l'adozione del Piano Economico Finanziario 2026, il PEF, validato dall'Autorità Unica per i Servizi Idrici e i Rifiuti, l'AUSIR, e l'approvazione delle tariffe della Tassa sui Rifiuti, la TARI, per l'anno 2026. Su questi due ultimi temi è intervenuto il consigliere del Pd Savio Cumin, che ha concentrato la propria analisi sull'evoluzione del sistema di tariffazione puntuale, sui risultati della raccolta differenziata e sugli effetti che il nuovo meccanismo potrà avere sulle utenze domestiche. «Riguardo all'approvazione del Piano Finanziario 2026 e alla determinazione delle conseguenti tariffe della TARIP, non si discostano sostanzialmente rispetto a quelle espresse nello scorso anno» esordisce il dem. Cumin ricorda quindi che anche il PEF 2026 è stato validato da AUSIR, in qualità di ente territorialmente competente, sulla base delle risultanze della gestione dei servizi di raccolta svolti nel 2024 e dell'applicazione del metodo tariffario rifiuti MTR-3 stabilito da ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
La principale novità sul fronte delle tariffe riguarda però, secondo il consigliere dem, l'introduzione della misurazione puntuale del conferimento del secco residuo. Un sistema che lega quindi una parte della componente variabile della tariffa alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente conferito dall'utente.
«La tariffazione puntuale è un sistema per la gestione dei rifiuti che consente di introdurre una tariffa calcolata in parte in base alla misurazione della produzione di rifiuto indifferenziato conferito dall'utente. È un criterio, quindi, orientato a una maggiore equità, che responsabilizza i cittadini e permette di raggiungere risultati ambientali importanti in termini di raccolta differenziata e di riduzione dei rifiuti e di contenimento dei costi». Per Cumin, in questo percorso assume un ruolo importante anche la sperimentazione avviata nel 2025, seppure limitata alle utenze domestiche, che ha consentito di verificare gli svuotamenti del contenitore del residuo indifferenziato e di raccogliere dati utili per l'applicazione del nuovo metodo di calcolo. «Nel 2025 si è potuto riscontrare un miglioramento della percentuale di raccolta differenziata, che ha raggiunto il 78,7% rispetto ai dati stagnanti degli anni precedenti».
Un risultato che, nella lettura del consigliere del Pd, lascia intravedere la possibilità di puntare a un ulteriore miglioramento, anche guardando alle esperienze di altri comuni del territorio regionale. «Personalmente ritengo che superare la fatidica soglia dell'80% nella raccolta differenziata, come già del resto avviene da alcuni anni in comuni del Pordenonese, rientranti nell'analoga fascia di popolazione di Ronchi, possa essere un realistico obiettivo da perseguire ai fini del contenimento dei costi, in particolare di quelli legati allo smaltimento del secco residuo presso l'unico impianto regionale del termovalorizzatore di Trieste».
Nel suo intervento, Cumin ha affrontato anche il tema della situazione societaria di Isontina Ambiente e del percorso, ancora in corso, per arrivare a una possibile aggregazione tra i gestori pubblici del settore nelle province di Gorizia e Udine.
«Anche l'esercizio 2025 ha prodotto un discreto utile pari a circa 822.000 euro, di cui una parte l'assemblea dei soci ha deciso di distribuire ai comuni, su sollecitazione in particolare del nostro Sindaco». Parallelamente, prosegue la trattativa tra ISA, NET S.p.A. e A&T 2000 per la costituzione di un gestore unico pubblico dei rifiuti nelle province di Udine e Gorizia. Un'operazione che, nelle intenzioni, dovrebbe rafforzare il sistema pubblico di gestione del ciclo dei rifiuti e aumentarne la capacità di intervento. «Tale aggregazione strategica mira a garantire stabilità tariffaria, maggiore peso sul mercato e una gestione più efficiente del ciclo dei rifiuti» aggiunge il consigliere. Passando ai numeri del PEF, Cumin evidenzia quindi le voci che l'amministrazione comunale ha potuto portare in detrazione rispetto all'importo lordo deliberato da AUSIR. Si tratta del contributo MIUR per le istituzioni scolastiche statali, pari a 7.860,90 euro, del contributo regionale per la discarica di Pecol dei Lupi, di 74.186,20 euro, delle entrate derivanti dall'attività di recupero dell'evasione, pari a 49.397,82 euro, e della quota comunale dell'utile 2025 di Isontina Ambiente, di quasi 27mila euro.
Complessivamente, le detrazioni ammontano a 158.350 euro, con le entrate da recupero evasione che risultano in crescita di circa 13.000 euro rispetto all'anno precedente. «Pertanto il PEF netto 2026 del nostro comune registra un leggero incremento dell'1,8% rispetto a quello dello scorso anno». Sul fronte delle tariffe, l'elaborazione dei dati porta invece a un adeguamento contenuto per le utenze non domestiche, mentre per le utenze domestiche l'importo sarà determinato anche sulla base del numero di esposizioni dei contenitori del secco residuo effettuate nel corso del 2026. «Si prevede un contenuto adeguamento dello 0,34% per le tariffe non domestiche, mentre la determinazione di quelle domestiche è legata al numero delle esposizioni dei contenitori del secco residuo, che verranno effettuate nel corso del 2026». Secondo il consigliere del Pd, proprio dalle simulazioni effettuate sulle tariffe domestiche emergono alcuni primi elementi positivi. In particolare, il nuovo sistema potrebbe tradursi in una riduzione della tariffa complessiva per quei nuclei familiari che nel corso dell'anno non supereranno il quantitativo minimo di rifiuto indifferenziato assegnato.
«A seguito di simulazioni sulle tariffe domestiche, alcuni dati confortanti vanno evidenziati già a partire da quest'anno per i nuclei familiari che nel 2026 non supereranno i quantitativi minimi di rifiuto indifferenziato a loro assegnati. In questi casi la tariffa complessiva 2026 sarà inferiore rispetto a quella del 2025».
Per Cumin, si tratta di un primo risultato che confermerebbe la direzione intrapresa dall'amministrazione comunale con il passaggio alla tariffazione puntuale: non soltanto uno strumento per migliorare le percentuali di raccolta differenziata e contenere i costi, ma anche un meccanismo capace di collegare il comportamento dei cittadini all'importo effettivamente pagato. «Questo primo significativo risultato non fa che ribadire la validità della scelta dell'amministrazione riguardo al passaggio alla tariffa puntuale, al fine non solo di raggiungere migliori risultati di raccolta differenziata e di conseguente contenimento dei costi, ma anche di garantire una tariffa che premi concretamente i comportamenti virtuosi dei cittadini nella gestione dei rifiuti».
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