Ronchi, il dem Cumin sui 7 Giurati e sul municipio ‘Casa Vetro’: «Proposte provocatorie, evitare derive populistiche»

Ronchi, il dem Cumin sui 7 Giurati e sul municipio ‘Casa di Vetro’: «Proposte provocatorie, evitare derive populistiche»

CONSIGLIO COMUNALE

Ronchi, il dem Cumin sui 7 Giurati e sul municipio ‘Casa di Vetro’: «Proposte provocatorie, evitare derive populistiche»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 26 Feb 2026
Copertina per Ronchi, il dem Cumin sui 7 Giurati e sul municipio ‘Casa di Vetro’: «Proposte provocatorie, evitare derive populistiche»

Dal richiamo all’Antifascismo e al valore della memoria storica ai riferimenti alla Costituzione. I rilievi su democrazia diretta e partecipativa.

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Il consigliere comunale del Pd Savio Cumin replica alla mozione relativa ai “7 Giurati di Ronchi” presentata dal consigliere di minoranza Massimo Di Bert e quella relativa alla richiesta di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale avanzata dai consiglieri Di Bert, Marocco e Borgia. L’esponente ritiene che la prima proposta sia «ingiustificata e provocatoria». Per lui, normalmente, «l’intestazione di vie o piazze è riservata a persone che hanno dato lustro alla comunità attraverso onestà, impegno sociale, risultati nelle arti o nel sacrificio per il bene comune, legati alla storia e alla tradizione culturale della città». Il dem evidenzia pure che la storia di Ronchi, come quella di molti comuni della regione, è stata segnata dai due conflitti mondiali, con gravi perdite umane, evacuazioni e sofferenze, e con la partecipazione attiva alla Resistenza che ha portato alla Medaglia d’Argento al Valor Militare. Questi eventi hanno formato la tradizione antifascista e la cultura democratica della città, fondata sui principi di pace, libertà, giustizia, solidarietà e uguaglianza.

Al contrario, i fatti del settembre 1919 legati ai sette ufficiali non hanno cambiato il destino del territorio né costituiscono un esempio valoriale da trasmettere alle nuove generazioni, soprattutto in un contesto storico attuale segnato da nazionalismi e tensioni internazionali. La memoria storica, come sottolineato dal richiamato studioso Gianni Oliva, diventa davvero significativa quando supera la cronaca, trasformandosi in strumento di comprensione del presente e guida per il futuro. Quanto alla mozione sulla tutela della democrazia diretta che le opposizioni definiscono come istituzione della “Casa di Vetro” per richiedere una maggiore trasparenza della macchina municipale, Cumin parla di «una tematica storicamente controversa che riguarda la dicotomia tra rappresentanza diretta e democrazia rappresentativa».

Il dem richiama così la Costituzione nella quale è sancita la sovranità del Popolo, esercitata principalmente tramite la democrazia rappresentativa, mentre la democrazia diretta è prevista solo come strumento complementare tramite referendum, petizioni e iniziative popolari. «Analogamente, a livello comunale, lo Statuto regola l’organizzazione degli organi rappresentativi e promuove la partecipazione dei cittadini, riconoscendo strumenti di consultazione popolare e trasparenza amministrativa» sottolinea Cumin. Sebbene la mozione evidenzi una ridotta presenza fisica alle sedute consiliari, «è da considerare che i cittadini possono già seguire le riunioni in streaming, consultare il sito dell’amministrazione trasparente e usufruire di strumenti digitali e social per interagire con l’ente».

L’introduzione di ulteriori forme di partecipazione diretta solleva quindi interrogativi sulla reale necessità dei cittadini, sulla capacità degli organi comunali di gestirle senza conflitti e sul rischio di ostacolare il processo decisionale. Pur riconoscendo l’importanza di ascoltare i cittadini e promuovere incontri informativi, Cumin ritiene che una singola mozione non sia sufficiente per valutare l’efficacia di nuove modalità partecipative, che richiederebbero un’analisi approfondita e condivisa per evitare derive populistiche e garantire trasparenza e funzionalità amministrativa.

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