Ronchi e i fuochi di San Giovanni, ritorna la notte del solstizio

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Ronchi e i fuochi di San Giovanni, ritorna la notte del solstizio

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Giu 2022
Copertina per Ronchi e i fuochi di San Giovanni, ritorna la notte del solstizio

Giovedì la serata con l'associazione Jadro, l'appuntamento a San Lorenzo.

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"Solstizio" viene dal latino “solis statio” cioè fermata, arresto del sole. Sono momenti di grandi potenziali energetici, dovuti ad un cambiamento di intensità della stella. "Le celebrazioni solstiziali sono quelle estive collegate alla memoria di San Giovanni Battista che apre la fase discendente dell'anno, o quelle invernali collegate a San Giovanni Evangelista che apre la fase ascendente" ricorda Carlo Mucci, presidente dell'associazione Jadro di Ronchi dei Legionari. Il sole e il fuoco che ne è il simbolo, sono al centro di tutte le religioni delle antiche civiltà e rappresentano le divinità positive, contrapposte a quelle tenebrose e malvagie.

Ecco perchè il solstizio viene celebrato con feste, falò, rituali magici e religiosi. "Fuoco che brucia e disinfetta, che distrugge, che imita il sole. La purificazione attraverso il fuoco è complementare della purificazione attraverso I'acqua. Si narra che da tempo immemorabile le genti d'ogni parte d'Europa hanno usato accendere dei falò e ballarvi intorno o saltarvi sopra. Il falò aveva funzione purificatrice: per questo vi si gettavano dentro cose vecchie, o marce, perchè il fumo che ne scaturiva tenesse lontani gli spiriti maligni. Anche il saltarvi sopra, il danzarvi intorno o il far passare il bestiame tra il fumo si diceva che proteggesse sia dalle malattie che dalle fatture e malie".

"Nel falò si bruciavano pure erbacce mentre si usava fare con erbe particolari delle coroncine o dei piccoli fasci da appiccare in posti appropriati come le porte delle case" spiega ancora Mucci. L'appuntamento allora, per rivivere questa tradizione, è fissato per il prossimo giovedi 23 giugno alla sera dopo le 21.15, quando verrà acceso il tradizionale falò di San Giovanni negli spazi del parco della chiesa di San Lorenzo. La notte è legata pure a tantissime forme di divinazione, utilizzando come base l’acqua, le piante e la cenere. Le divinazioni più famose vertevano sull' indovinare qualcosa del proprio futuro amoroso e matrimoniale.

Dal 1993, l’associazione culturale Jadro di Vermegliano - a cui ultimamente si è aggregata la Tržič di Monfalcone - si è fatta promotorice dell’organizzazione della festa del solstizio d’estate. Questa ricorrenza tipica presso gli sloveni, che nel territorio fino alla Seconda guerra mondiale si svolgeva per esempio nella zona di via Romana a Monfalcone, si è tenuta con l’associazione Jadro in località diverse. Inizialmente sulle alture di Polazzo, poi a Gradina di Doberdò del Lago, con una indimenticabile serata al lido di Staranzano e ultimamente nell’area dei festeggiamenti a Selz.

Da qualche anno, si è deciso di riportare alla luce l’abitudine antica con la quale si voleva che le giovani del luogo intrecciassero per l’occasione delle coroncine di fiori con le quali adornarsi il capo. Questa simpatica idea richiede che le fanciulle si rechino nei prati e campi, per la raccolta dei fiori spontanei con i quali guarnire la composizione. Jadro, per rendere più sicura la partecipazione delle fanciulle, ha deciso di istituire una giuria che selezionerà le ghirlande facendo una simbolica graduatoria, seguita da una premiazione.

Foto di archivio

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