Ronchi combatte la solitudine degli anziani: nasce il progetto ‘Il Tempo Ritrovato’

Ronchi combatte la solitudine degli anziani: nasce il progetto ‘Il Tempo Ritrovato’

L’INIZIATIVA

Ronchi combatte la solitudine degli anziani: nasce il progetto ‘Il Tempo Ritrovato’

Di Redazione • Pubblicato il 03 Mar 2026
Copertina per Ronchi combatte la solitudine degli anziani: nasce il progetto ‘Il Tempo Ritrovato’

L'amministrazione comunale lancia un nuovo modello di welfare di comunità per trasformare la residenza Corradini in un centro di relazioni aperto al territorio e allo scambio intergenerazionale.

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In un territorio come il Friuli Venezia Giulia, tra le regioni più longeve d’Italia, il tema della solitudine degli anziani non è più marginale, ma strutturale. Si tratta di una trasformazione demografica che interpella direttamente le politiche pubbliche e impone una visione di lungo periodo. Anche per questo l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari ha deciso di partecipare al bando previsto dalla legge regionale n. 22, presentando il progetto “Il Tempo Ritrovato”. «L’obiettivo – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Elisa Sandrigo – è quello di integrare la residenza protetta “Domenico Corradini” nel tessuto territoriale, trasformandola in un luogo capace di generare relazioni e prevenire l’isolamento».

Il progetto, tra le altre azioni, prevede l’attivazione di un centro estivo e di un centro invernale per anziani, con incontri settimanali aperti non solo ai residenti della struttura, ma anche agli anziani che vivono nelle proprie abitazioni nei Comuni della gestione associata. Attività motorie dolci con fisioterapista, laboratori creativi, momenti di socializzazione e confronto saranno guidati da operatori socio-sanitari e animatori professionali, in collaborazione con le associazioni del terzo settore. Saranno occasioni che permetteranno anche il confronto con i bambini che frequentano i centri estivi. La sfida è voler creare uno spazio condiviso dove ritrovare amicizie, costruire nuove relazioni e mantenere un ruolo attivo nella comunità. Non si tratta soltanto di organizzare attività ricreative, ma di proporre un modello di welfare di comunità che agisce in chiave preventiva, intercettando le fragilità prima che si trasformino in emergenze sociali o sanitarie.

«In una comunità che invecchia rapidamente – prosegue Sandrigo – la politica ha il dovere di assumersi responsabilità e visione. La solitudine degli anziani non è un problema privato: è una questione pubblica che riguarda la coesione sociale, ma anche la tutela e la trasmissione della nostra memoria storica. Con “Il Tempo Ritrovato” intendiamo avviare un cambiamento di prospettiva. La casa di riposo non deve essere considerata un luogo chiuso, ma un presidio territoriale capace di dialogare con la comunità, con il terzo settore e con le famiglie, diventando uno spazio aperto, inclusivo e generativo di relazioni. Vogliamo costruire un modello strutturato di welfare di comunità, capace di prevenire le fragilità prima che si trasformino in emergenze sociali o sanitarie. È una scelta politica precisa: investire sulle relazioni, sulla partecipazione attiva e sulla dignità delle persone anziane significa rafforzare la coesione sociale e rendere più sostenibile il nostro sistema di welfare. L’eventuale contributo regionale – conclude l’assessore – rappresenterebbe un’opportunità concreta per avviare questo percorso e dare forma a un progetto stabile e continuativo. È questa la direzione che vogliamo indicare per il welfare locale: più prevenzione, più rete, più comunità». 

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