Naso all’insù
Il rombo delle Frecce conquista Grado, Airshow da tutto esaurito
Dalle esibizioni dei piloti civili alla Pattuglia Acrobatica Nazionale, un pomeriggio di spettacolo seguito da migliaia di turisti e residenti.
Stupore, meraviglia e tanta adrenalina. Sono gli ingredienti che hanno fatto registrare il tutto esaurito per il Grado Airshow del 7 giugno, per il quale si sono riversati in spiaggia o lungo le coste dell’Isola migliaia di turisti, pronti a immortalare le acrobazie con cellulari e apparecchi fotografici. Dopo le prove di sabato con un tempo parzialmente nuvoloso, ad accogliere i velivoli e la Pattuglia Acrobatica Nazionale non poteva essere che il sole dell’Isola d’Oro, dove fin dalla prima mattinata hanno cominciato a raccogliersi code di auto. Una festa anticipata dalla tradizionale processione eucaristica del Corpus Domini, il cui corteo ha sfilato per le vie del centro nelle prime ore del mattino. L’evento acrobatico – organizzato in collaborazione con il Comune di Grado, GIT Spa, Aeroclub d’Italia e Aeronautica Militare – ha animato il litorale dalle 16 alle 17.30 tenendo incollati col naso all’insù appassionati di volo e fan. A controllare dall’alto il corretto allineamento del grappolo di boe gialle è l’istruttore di volo Gianluca Rossi - del gruppo Flying Donkeys con base all’aerocampo della Comina – che a bordo del suo Pioneer 300 si esibisce poi in una danza del cielo attraverso il “voltige”, sorta di «pennellate che scrivono in cielo punti di movimento». A seguire, l’esercitazione simulata di Personnel Recovery a opera di tre elicotteri del V Rigel di Casarsa. Al ritmo di “Paradise City” dei Guns ‘N Roses un biturbina Nh90 da trasporto tattico e due Mangusta creano «una bolla di sicurezza», immaginando di «recuperare il personale rimasto isolato dalle proprie unità».
Finché entra in campo il comandante Maurizio Costa sul suo S2B pitts, reso noto grazie al videogioco Air Race, volteggiando per ben tre minuti. Le delizie si moltiplicano con l’ingresso del CAP 321 pilotato dal campione di freestyle Andrea Pesenato, che spinge la cloche per affrontare il noto “looping” – il giro della morte – fino a rendere omaggio al suo amico Francesco e salutare il pubblico con uno strepitoso battito d’ali. Sulla scia della Capitale europea transfrontaliera non poteva mancare l’esibizione del capitano dell’Aeronautica Slovena Andrej Fiorelli con il Pilatus PC-9M “Hudornik” - sul quale vanta oltre 2mila ore – che gira con la virata “Schneider” o avanza in un lento tonneau. Ma le star indiscusse dell’Airshow sono loro, le Frecce Tricolori, che in un boato sorprendono alle spalle il pubblico assiepato da Pineta al Lungomare Nazario Sauro, accolte dall’Inno Nazionale. Cuffie di collegamento e tuta blu, il comandante Franco Paolo Marocco (Pony zero) dirige dalla spiaggia la squadra dei jet, che arrivano a volare anche a meno di due metri di distanza. I topo gun italiani di quest’annata sono: Pierluigi Raspa (Pony 1), Alessandro Sommariva (Pony 2), Leonardo Leo (Pony 3), Luca Pozzani (Pony 4), Giovanni Morello (Pony 5), Simone Fanfarillo (Pony 6), Emanuele Bernuzzi (Pony 7), Tommaso Calogeri (Pony 8) e Oscar Del Do’ (Pony 9). «Era il 1929 – interviene come speaker il maggiore Giovanni Lo Presti – quando sul cielo di Campoformido vennero eseguite le prime formazioni ala contro ala».
Looping d’ingresso, cuore e tonneau, e ancora: Arizona e scampanata, Schneider con i freni e il celebre Alona con inserimento del solista, fino alla stupefacente scintilla tricolore e lomkovák. Da brividi anche la famosa manovra del “volo folle” di Pony 10 - ruolo quest’anno ricoperto da Federico De Cecco – dove il jet viene configurato in assetto di atterraggio con carrello abbassato e flap estesi. Dopo aver puntato il pubblico, l’MB339 ha effettuato una discesa improvvisa verso il suolo simulando una sorta di perdita di controllo, “caduta” interrotta a circa 50 metri da terra, dove il velivolo prende a ruotare sull’asse longitudinale trasversale. Una manovra «solo all’apparenza scoordinata», ottenuta grazie al virtuosismo di Pony 10, che conduce la barra di comando a fondo corsa «su tutti gli assi». E poi l’ultima fase, in cui il velivolo sale verso le nuvole per invertire nuovamente la rotta e ripresentarsi con i fumi bianchi, virando verso la formazione che procede in direzione opposta. Un climax di emozioni sfociato nell’incrocio tra solista e resto della squadra, che rilascia ben cinque chilometri di Tricolore dalla forma di un gigantesco sorriso, per testimoniare «la grande gioia di essere italiani». «È con orgoglio ed emozione – interviene il sindaco Giuseppe Corbatto a conclusione dell’Airshow - che vi rivolgo i più sentiti ringraziamenti. Oggi i nostri occhi sono rimasti incollati al cielo rapiti, il vostro volo è stata una dimostrazione geometrica di cosa significhino disciplina e spirito di squadra. Con l’Aeronautica Militare – prosegue - si rinnova il connubio storico con le Frecce Tricolori, dove Grado diviene palcoscenico naturale per accogliere la vostra eccellenza.
Ciò che ci rende ancora più fieri è la vostra capacità di avvicinarvi ai giovani – rimarca – a dimostrazione che le Fecce sanno scendere anche a terra e camminare al fianco dei nostri piccoli». Storie fatte di «impegno e sacrificio» portate dai piloti nelle scuole d’infanzia dell’Isola, insegnando loro «che è possibile toccare il cielo con un dito». «Parte del successo della Git – specifica il presidente Roberto Marin con voce rotta dall’emozione - è dovuto anche alle Frecce, grazie alle quali due stagioni fa i nostri collaboratori hanno compreso il significato del successo di squadra». A definire Grado «una bomboniera» è invece il generale Maurizio Cantiello: «È una meraviglia – aggiunge – per ricettività e ospitalità, con le quali portate in alto questo territorio». Concorde Chiara Belliazzi, che in rappresentanza del prefetto Ester Fedullo considera lo spettacolo «preziosa occasione per promuovere il territorio». Mentre il comandante del V Rigel Pasquale Argenio sottolinea come la dimostrazione di Personnel Recovery fosse la prima esperienza a Grado: «È una città unica», evidenzia consegnando all’amministrazione il crest del reggimento. «Le Frecce rappresentano competenze e professionalità dell’Aeronautica – prende la parola Marocco - dove uomini e donne si pongono al servizio del cittadino. La nostra Pattuglia cerca di farlo attraverso uno spettacolo, per rendere il messaggio fruibile a tutti e diffondere la cultura aeronautica». Una squadra di uomini e donne a tutela dell’Italia, che ripudia la guerra senza rinnegare la difesa.
Foto Rossana D'Ambrosio,
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.





























_6a266ac86214c.jpeg)
_6a266ac86576e.jpeg)
_6a266ac866e97.jpeg)
_6a266ac868d36.jpeg)
_6a266ac86b10f.jpeg)
_6a266ac86c013.jpeg)
_6a266ac871b11.jpeg)
_6a266ac870b22.jpeg)
_6a266ac86f6c2.jpeg)
_6a266ac86e299.jpeg)
_6a266ac86d421.jpeg)
_6a266ac872b4e.jpeg)
_6a266ac873cc7.jpeg)
_6a266ac874dcf.jpeg)
_6a266ac875cac.jpeg)
_6a266ac877270.jpeg)
_6a266ac877e73.jpeg)
_6a266ac87a561.jpeg)
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione











