Romans d'Isonzo diventa set cinematografico e rinasce il primo villaggio dei Longobardi

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Romans d'Isonzo diventa set cinematografico e rinasce il primo villaggio dei Longobardi

Di Redazione • Pubblicato il 17 Feb 2021
Copertina per Romans d'Isonzo diventa set cinematografico e rinasce il primo villaggio dei Longobardi

Prosegue il lavoro per creare un docufilm sul leggendario regno. Gitate alcune scene anche a San Floriano del Collio.

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Sono arrivate anche a Romans d'Isonzo le riprese della docufiction "Langobardi-Alboino e Romans", ideata dalla locale associazione Invicti Lupi e finanziata dalla Regione. "Un grande sforzo logistico e di ricostruzione storica - spiega il presidente del sodalizio, Matteo Grudina, in una nota - ha permesso di ricreare la coreografia del primo villaggio longobardo sorto nel 568 d.C. con all'interno tutti i cosiddetti primi coloni e mestieri che si potevano vedere in quell’epoca". Una frazione ancora rurale del territorio (nella foto) è stata così trasformata nel primo insediamento longobardo, dove 1.500 anni fa ebbe origine il paese che oggi conosciamo.

A curare le riprese è il regista di Cervignano Simone Vrech e la casa di produzione cinematografica Base2 video Factory, con sede a Gorizia, nell’area industriale di Piedimonte. “Sempre nel mese di febbraio - prosegue Grudina - è stata anche girata l'intervista a Nicola Bergamo di Venezia, lo storico grazie al quale verrà raccontata ed approfondita la storia del re longobardo Alboino e dell'arrivo dei longobardi nella penisola italiana con la conseguente nascita del villaggio di Romans d'Isonzo. Queste riprese sono state realizzate nella magica cornice del castello Formentini a San Floriano del Collio”. A cofinanziare il tutto sono anche istituzioni locali e partner privati.

L’obiettivo è anche far conoscere queste zone al grande pubblico, nonché “far riscoprire, conoscere ed apprezzare alla popolazione le nostre radici e la nostra identità, valorizzando il nostro passato storico e rendendolo fruibile alle generazioni presenti e future con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Il cinema mescolato ed amalgamato all'approfondimento ed alla divulgazione storica diverrà uno strumento efficace che porterà lo spettatore a rimanere affascinato e coinvolto da ciò che vedrà, in questo modo si potrà raggiungere l'obiettivo di scatenare nel suo animo un'emozione e un interesse che lo porteranno ad approfondire la sua ricerca storica”.

Il docufilm verrà quindi tradotto in diverse lingue (friulano, inglese, tedesco, sloveno, spagnolo, catalano) al fine di avere un'ampia diffusione europea. Sarà inoltre sottotitolato, per essere diffuso in tutta Europa e non solo e guardato anche dal pubblico non udente. Avviata da qualche tempo anche una campagna di crownfunding, dove è possibile sostenere il progetto attraverso un piccolo aiuto e contributo. “Ovviamente al termine della realizzazione tutti i sostenitori verranno citati nel docufilm e riceveranno un ringraziamento e un regalo per l'aiuto offerto” precisa il presidente dell’associazione.

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