Romans d’Isonzo, aperto il nuovo Museo Archeologico da 1 milione di euro

Romans d’Isonzo, aperto il nuovo Museo Archeologico da 1 milione di euro

L’INAUGURAZIONE

Romans d’Isonzo, aperto il nuovo Museo Archeologico da 1 milione di euro

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 31 Gen 2026
Copertina per Romans d’Isonzo, aperto il nuovo Museo Archeologico da 1 milione di euro

Il polo di piazza Garibaldi valorizza i primi reperti longobardi rinvenuti nel 1986 con un percorso digitale finanziato da Regione, Fondazione Carigo e Gect. Il sindaco Calligaris, «fondamentale il lavoro di squadra».

Condividi
Tempo di lettura

È stato inaugurato stamane, sabato 31 gennaio, il nuovo Civico Museo Archeologico di Romans d’Isonzo consegnato alla cittadinanza dopo quasi quattro anni di lavori. Figlio di un progetto e di interventi pari ad oltre 1 milione di euro – provenienti dalla Regione, dalla Fondazione Carigo e dal Gect – il neonato museo archeologico si mostra al suo numeroso pubblico come una realtà storica e al contempo digitale, accompagnando l’esposizione tradizionale dei reperti di età longobarda, rinvenuti fortuitamente nel 1986 proprio nell’antica necropoli locale, ad un percorso digitale ed interattivo.

Una realtà museale, quella di piazza Garibaldi 6, che propone ai futuri visitatori un viaggio in tre lingue diverse, narrando la vita dei Longobardi attraverso tre figure simboliche: il guerriero, che rappresenta il viaggio, la difesa e l’identità del popolo; la donna di alto rango, custode della famiglia, delle tradizioni e della memoria; e Adelinda, una bambina pensata come simbolo dell’infanzia e della continuità tra generazioni. Attraverso le loro storie, il museo mira a far conoscere la vita quotidiana dei Longobardi e il valore dei reperti, tutto di recente dato in gestione alla cooperativa “La collina”.

«Quello che inauguriamo oggi è frutto di un progetto complesso, risultato di un’ottima sinergia fra le varie parti che hanno collaborato per la sua creazione – ha rilevato il sindaco di Romans, Michele Calligaris – abbiamo finalmente destinato uno spazio consono ai preziosi reperti ritrovati ormai quarant’anni fa».

Ad esprimersi positivamente anche la dottoressa Paola Ventura, responsabile dell’Area Patrimonio Archeologico della Soprintendenza della Regione: «Questo museo rappresenta ad oggi una grande opportunità culturale – ha spiegato – è stato fondamentale poter restituire le oltre 200 cassette colme di reperti al territorio, in modo da poter incrementare anche il turismo e far conoscere di più le zone locali». Un’attenzione particolare, ha voluto poi approfondire la dottoressa Ventura, andrà anche a far riconoscere ufficialmente nel grande patrimonio di Romans le rievocazioni storiche, molto amate e da diverso tempo radicate nelle tradizioni paesane. Ha invece definito il polo museale come «un grande e bellissimo obiettivo al quale la Regione ha creduto e per il quale ha stanziato 300mila euro» il consigliere regionale Diego Bernardis.

Positive le parole da parte della presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin: «Quello che viene inaugurato oggi non è solo un semplice polo museale, ma rappresenterà un vero e proprio percorso per l’intera comunità». Ad impartire la benedizione è stato il parroco monsignor Michele Centomo, che ha definito il nuovo museo archeologico come «un vero e proprio luogo di umana coesione». 

All'evento erano presenti anche i consiglieri regionali Laura Fasiolo e Diego Moretti.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione