Rita Pierobon spegne le 100 candeline, oggi la festa in casa di riposo

Rita Pierobon spegne le 100 candeline, oggi la festa in casa di riposo

IL COMPLEANNO

Rita Pierobon spegne le 100 candeline, oggi la festa in casa di riposo

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 27 Set 2022
Copertina per Rita Pierobon spegne le 100 candeline, oggi la festa in casa di riposo

Classe 1922, è stata una delle colonne dell'Azione Cattolica diocesana. In giornata anche il saluto del sindaco Cisint.

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Dopo i 100 anni di Nino Fragiacomo celebrati a Monfalcone nel caldo mese di agosto, è di nuovo festa per la grande famiglia dell' Azione Cattolica diocesana di Gorizia. Questa volta a raggiungere la tappa del centenario è Rita Pierobon nata a Pirano d'Istria il 27 settembre del 1922: si tratta della quarta centenaria nella Città dei cantieri. Ancora una volta, a fornirci le linee guida legate alla testimonianza di vita di uno dei personaggi di spicco, una delle colonne dell'associazione diocesana, è il libro "Il volto femminile dell' Azione Cattolica nella diocesi di Gorizia" curato da Maria Serena Novelli con la collaborazione di Barbara Spanedda. A 2 anni dalla sua nascita, Rita si trasferì prima a Trieste dove studiò e poi giunse a Monfalcone dove lavorò prima in cantiere e poi all' Ansaldo. In città frequentò la parrocchia del santuario della Beata Vergine della Marcelliana .

Pierobon ebbe il privilegio di conoscere la fondatrice della Gioventù Femminile Armida Barelli. Nelle "trasferte" romane conobbe pure Padre Agostino Gemelli grazie al quale riuscì a conoscere ed apprezzare la realtà universitaria della Cattolica. Negli anni, l'impegno per la Gioventù Femminile non venne mai meno da parte di Rita che assunse anche la delega diocesana per accompagnare le giovani lavoratrici. Tra gli anni cinquanta e sessanta, prese a cuore anche l'impegno politico e poi si sposò senza mai dimenticare Ac che seguì con rinnovato entusiasmo nella parrocchia del duomo di Sant'Ambrogio. Fu zelatrice del seminario, vide crescere nella fede e nella vocazione tanti giovani sacerdoti.

Nel cuore di Rita non mancava la solidarietà, infatti diede il suo fattivo contributo al gruppo missionario locale e si impegnò con i Volontari della Sofferenza. Da quando le sue forze sono diminuite, Rita è stata ricoverata nella Casa Albergo di via Crociera a Monfalcone dove oggi l'abbiamo incontrata in occasione di un momento di festa organizzato da suo fratello Mario Pierobon assieme a sua moglie Nedda. Alla festa hanno – assieme ad alcuni ospiti della casa di riposo che sono legati a Rita - hanno partecipato anche le nipoti Simonetta e Giulia, don Remo Ceol e il sindaco Anna Maria Cisint accompagnata dall’assessore Giuliana Garimberti. Nell' intrattenerci con la festeggiata, le abbiamo fatto una breve intervista. Vista la lucidità di questa donna, le risposte non sono mancate e ve le proponiamo in questo servizio.

Cosa l'ha spinta ad entrare nell'associazionismo cattolico? I suggerimenti suscitati dalla figura di Armida Barelli e poi il desiderio di aiutare tante ragazze di cui ricordo il sorriso, l’impegno e l’esperienza dei campi estivi in montagna.

Ci parli del suo legame con l’Università cattolica e con Padre Gemelli …
Per l’università ho organizzato e vissuto tanti incontri pubblici e conferenze. Lì ho raccontato il vissuto delle persone e ho raccolto ingenti somme per le giovani in difficoltà attraverso delle raccolte di cui mi facevo carico nelle conferenze che organizzavo. Le raccolte benefiche venivano destinate anche per contribuire alla costruzione del policlinico e provvedere al suo sviluppo.

Armida Barelli fu un grande esempio per lei …
Ricordo tutto di lei. Per me, lei è stata una compagna di viaggio ma soprattutto una sorella maggiore. Ricordo ancora che una volta finita la guerra sono stata con Armida e padre Gemelli a Laverna dove insieme abbiamo guidato e vissuto profondamente degli esercizi spirituali.

Da delegata diocesana della Gioventù Femminile incontrava i giovani e le lavoratrici. Quali tematiche trattava e di quali di queste avverte che ci sia il bisogno oggi?
Ho sempre detto a loro, e lo ribadisco anche oggi, che Gesù ha bisogno del nostro impegno e della nostra azione in tanti ambiti della società. Soprattutto delle nostre preghiere che sono un messaggio sempre attuale. Conservo ancora un quaderno con le preghiere che componevo per la crescita dei giovani e dei sacerdoti che ho conosciuti. Oggi la preghiera vale sempre. (poi Rita cita uno per uno i nomi dei sacerdoti per cui prega ogni giorno).

Come vede il futuro dell’ Azione Cattolica?
È un futuro possibile. Ci sarà se si lavora per farlo vivere. Ai giovani dico: partecipate, non mollate mai!

Dopo la nostra intervista, la festeggiata ha concesso delle foto ricordo a tutti. Non si è sottratta a nulla. Per lei sono state intonate le canzoni popolari come Viva la Roca e Madonnina del Mare. Lo sguardo di Rita – che qualche lacrima ce l’ha fatta vedere – è stato vivace e complice anche nel momento del taglio della torta. Per lei sono stati letti alcuni messaggi preparati dai suo amici della residenza protetta e dalla signora Virginia, sua dama di compagnia per dieci anni. Attorno a lei non sono mancati l’affetto e i saluti ufficiali legati alla speciale occasione. Prima del sindaco, don Remo Ceol le ha portato i saluti del parroco don Flavio Zanetti. È stata data lettura anche di una lettera di auguri spedita da parte di monsignor Arnaldo Greco che ha ricordato l’impegno di Rita come zelatrice del seminario. Un particolare ringraziamento va rivolto anche al personale infermieristico della struttura della casa albergo di via Crociera composto dalla responsabile infermieristica Sabrina del Vecchio, dalla educatrice Giada Fragiacomo, Adriana, Vera, Lorenza, Eleonora e Mirella. La festa di Rita continua e da domani l’instancabile Rita ricomincia a guidare il rosario pomeridiano della casa di riposo!

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