la lettera
Rischio accorpamento dell'Ic Macor a Romans, prof e genitori scrivono ai sindaci
Il Consiglio d'istituto scrive ai sindaci del territorio per continuare a premere sulla Regione, appello alla difesa dell'attuale struttura dell'Istituto.
Continua a preoccupare il possibile futuro dell'Istituto comprensivo Celso Macor di Romans d'Isonzo, alla luce dei rischi di accorpamento con altre realtà . A prendere posizione è il Consiglio d'Istituto, che ha indirizzato una lettera aperta a sindaci e consigli comunali di Mariano del Friuli, Medea, Villesse e della stessa Romans affinché si facciano «promotori di azioni politiche unanimi, coese e condivise, e manifestiamo loro il pieno supporto di questo Consiglio di Istituto al fine di scongiurare lo smembramento».
La missiva, firmata dalla presidente Rachele Petrin a nome delle componenti dei genitori e docenti, rileva che l'organo «segue con grande responsabilità e partecipazione il tema del dimensionamento scolastico, posto all'attenzione dei consiglieri nel corso della riunione del 30 giugno 2022 e ripreso dagli stessi in ogni successiva seduta al fine di poterne monitorare l'evoluzione e considerare le azioni da doversi intraprendere». Nell'agosto scorso, una lettera dei sindaci è stata indirizzata all'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen.
Più di recente, l'Aula di Romans ha votato all'unanimità una mozione per scongiurare possibili accorpamenti della realtà scolastica locale. «L'Istituto - prosegue la lettera - ha conseguito negli anni una sua identità specifica riconosciuta ed apprezzata anche dagli Istituti secondari del goriziano. Basti ricordare il forte legame con le realtà associative e culturali del territorio che vede gli alunni partecipi di svariate iniziative sul territorio». Anche grazie a questo, c'è stata una «tenuta negli anni del numero degli iscritti (715 lo scorso anno, 707 quest'anno)».
«Il territorio riveste un ruolo centrale nella proposta didattica di tutti gli ordini di scuola - rimarca il Consiglio - grazie ad uscite didattiche mirate alla scoperta delle peculiarità storiche, artistiche e ambientali locali (spostandosi anche a piedi o con i mezzi pubblici per educare alla mobilità sostenibile), alle collaborazioni con le associazioni e con il mondo del volontariato, a iniziative volte a lasciare il segno sul territorio come la realizzazione di murales e altre opere artistiche».
«Negli anni - ricorda ancora la lettera - l'Istituto ha realizzato gemellaggi e scambi con scuole slovene, austriache, ungheresi e rumene. L'attenzione nei confronti dell'educazione alla pace, della dimensione interculturale che caratterizza le nostre terre di confine, della valorizzazione della lingua e della cultura friulana sono ben rappresentate dalla figura di Celso Macor, a cui l'Istituto è dedicato e di cui ricorre nel 2025 il centenario della nascita».
Elencando i diversi obiettivi raggiunti nel corso degli anni, le componenti dell'organo si dicono convinte «che una Regione dotata di una certa autonomia, orientata alla tutela delle peculiarità delle varie comunità , non procederà alla fusione o (ri)dimensionamento di istituti che funzionano bene misurando solo il numero delle iscrizioni o il peso politico dei comuni, ma anche e soprattutto la valenza di tutto quanto qui su evidenziato».
A oggi, quindi, «la configurazione organizzativa e la conformazione geografica dell'Ic Macor permettono di rispondere in modo efficace e soprattutto funzionale ai bisogni educativi e di servizio delle famiglie e, dunque, sia meritevole di tutela e mantenimento nel suo attuale assetto, ammettendo semmai integrazioni a suo favore».
Foto I.C. "Celso Macor" Romans d'Isonzo
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