VERSO IL VOTO
'Riforma Nordio', i richiami del Pd su carenze di Tribunali e Procure
All'incontro pubblico sono intervenuti Antonio De Nicolo, Annunziata Puglia e Livio Grapulin. Le osservazioni delle dem Fasiolo e Vito.
Sala molto affollata ieri a Gorizia, al Palace Hotel, per l’incontro dedicato allo stato della Giustizia, con particolare attenzione al referendum sulla riforma Nordio. Una partecipazione numerosa che ha confermato, come emerso nel corso della serata, un diffuso bisogno di approfondimento e informazione su un tema di grande rilievo istituzionale.
Ad aprire i lavori è stata Sara Vito, segretaria provinciale del Partito Democratico, che ha introdotto il confronto sottolineando l’importanza di un dibattito pubblico consapevole sui contenuti della riforma e sulle sue possibili conseguenze. La consigliera regionale Laura Fasiolo ha ribadito come i cittadini avvertano la necessità di comprendere le criticità del sistema giudiziario e le motivazioni alla base del voto referendario, evidenziando come l’elevata affluenza abbia rappresentato una risposta concreta a questa esigenza.
Nel corso degli interventi è stato posto l’interrogativo centrale sull’effettiva capacità della riforma di rendere la Giustizia più efficiente ed efficace. L’ex procuratore capo Antonio De Nicolo, oggi coordinatore regionale dell’associazione referendaria, ha espresso una forte contrarietà al progetto di riforma, definendolo uno strappo senza precedenti che rischia di ridimensionare l’autonomia della magistratura e di alterare l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione. Una valutazione condivisa anche dall’ex sostituto procuratore Annunziata Puglia.
Preoccupazioni analoghe sono state espresse dall’avvocato Livio Grapulin, che ha richiamato l’attenzione sull’indebolimento del Consiglio Superiore della Magistratura, oggi garante dell’indipendenza dei giudici dal potere esecutivo. Secondo i relatori, il rafforzamento del ruolo del Pubblico Ministero potrebbe portare a una concentrazione eccessiva di potere, mentre la separazione delle carriere, definita un falso problema, non produrrebbe benefici né in termini di rapidità dei procedimenti né di tutela dalle pressioni politiche.
Nel suo intervento, Laura Fasiolo ha inoltre illustrato le gravi carenze di organico che interessano tribunali e procure, soffermandosi sulla situazione di Gorizia, dove le scoperture di personale amministrativo raggiungono circa il 50%. La consigliera ha ricordato le iniziative e le interrogazioni presentate in Consiglio regionale per affrontare una criticità che incide direttamente sul funzionamento degli uffici giudiziari. Pur in assenza di competenze dirette, la Regione può fornire un supporto concreto attraverso l’assegnazione di idonei dei concorsi amministrativi regionali: alcune unità sono già operative a Gorizia, mentre interventi più consistenti hanno riguardato Udine e Trieste.
Fasiolo ha infine annunciato di essere in attesa di un’audizione dei magistrati regionali in aula, con l’obiettivo di raccoglierne le esigenze e individuare strumenti di sostegno adeguati per garantire un servizio giudiziario più efficiente.
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