La riforma sulla disabilità spiegata a Gorizia, cosa cambierà dentro Asugi

La riforma sulla disabilità spiegata a Gorizia, cosa cambierà dentro Asugi

il confronto

La riforma sulla disabilità spiegata a Gorizia, cosa cambierà dentro Asugi

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 11 Mar 2024
Copertina per La riforma sulla disabilità spiegata a Gorizia, cosa cambierà dentro Asugi

Martedì pomeriggio l'incontro all'ospedale San Giovanni di Dio per spiegare cosa sta cambiando, dialogando con i vertici di Asugi e sanitari.

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La nuova legge sulla disabilità cambierà molte cose in Friuli Venezia Giulia, in particolare nei servizi alle persone direttamente coinvolte. Proprio per spiegare le modifiche già introdotte e quelle che si dovranno raggiungere entro il 2025, martedì 12 marzo è in programma un incontro nell’Auditorium dell’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia, dalle 16.30. Un appuntamento organizzato dalla Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, insieme a quella provinciale.

A intervenire a nome dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina (Asugi) saranno: il direttore socio-sanitario Giulio Antonini, l’omologo della Struttura complessa Disturbi dell'Età evolutiva Boris Černic e quello della Struttura complessa Disabilità Adulti, Cristiano Stea. Sarà presente anche un’équipe che opera attualmente nel Goriziano, descriveranno come, dove e in che modo la nuova realtà socio-assistenziale di riferimento per la disabilità adulti stia prendendo forma e il suo attuale funzionamento.

«La nostra Regione - spiega Roberta Zona, presidente della Consulta di Gorizia - ha approvato la nuova legge sulla disabilità nel novembre 2022. Era arrivato il momento per modificare la norma perché, oltre al linguaggio, bisognava riformare il sistema essendo nel frattempo arrivata la Convenzione Onu del 2006 e la nuova legge quadro varata dal governo Draghi». Nell’estremo Nordest, quindi, il processo ha visto coinvolte le stesse associazioni impegnate sul tema, a partire dalla Consulta regionale ma anche le quattro provinciali.

Con la legge regionale 16, quindi, c’è stato il riconoscimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) anche per i servizi alla disabilità. «È stata fatta la scelta strategica - prosegue Zona - di portare sotto le Aziende sanitarie tutto il mondo legato alla disabilità. Per Asugi, la rivoluzione è importante perché i servizi dell’Isontino erano delegati al Cisi, per Trieste se ne occupava il Comune. Ora tutto è sotto una regia unica, definendo la figura del direttore socio-sanitario per attuare questa riforma», arrivata lo scorso dicembre.

L’obiettivo dell’appuntamento di domani, a cui si potrà partecipare anche in videocollegamento, è quindi «informare e permettere un confronto con le famiglie. In questa logica di grande collaborazione, vogliamo fare un primo incontro con l’Azienda sanitaria per spiegare cosa sta cambiando e come possiamo collaborare per rispondere alle esigenze». Ulteriori momenti sono attesi anche a Monfalcone. «Le rivoluzione in atto sono tante e le persone hanno bisogno di capire cosa sta accadendo. Oltre alla struttura per la disabilità in età evolutiva, muove i primi passi anche quella per la disabilità negli adulti».

«Non si vuole chiudere niente - precisa Zona - dicendo che si è cambiato idea: la transizione di tutto il sistema segue degli step, serve per traghettare verso il nuovo modello senza togliere i servizi. Già dal primo gennaio 2024 c’è stato il riconoscimento dei Lea». Alla base c’è la considerazione che «la persona con disabilità non è solo legata al sanitario, ma è solo una delle sue componenti. Non è persona solo da curare, ma è un cittadino come tutti e non solo un paziente. Dobbiamo lavorare affinché tutti siano parte della società con i giusti sostegni».

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