LA CERIMONIA
«Un riferimento essenziale per affermare il valore della legalità », Monfalcone ricorda la Strage di Capaci
A 33 anni dall'attentato la commemorazione si è tenuta in Piazza Falcone e Borsellino. Nei prossimi giorni verrà accolto l'Albero Falcone, nato dalle gemme del ficus che ancora oggi cresce davanti alla casa del giudice a Palermo.
Cerimonia commemorativa nel 33esimo anniversario della Strage di Capaci in Piazza Falcone e Borsellino a Monfalcone. Il pensiero è andato al Giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonino Montinaro. «A distanza di tanti anni, dopo tante sentenze che hanno condannato come responsabili i vertici di Cosa Nostra, il ricordo di questa strage, a cui seguì l'uccisione di Paolo Borsellino, continua ad essere un riferimento essenziale per affermare il valore della legalità quale fondamento della convivenza civile della nostra società » ha sottolineato il sindaco Luca Fasan. «Giovanni Falcone diceva che gli uomini passano ma le idee restano, e Paolo Borsellino ripeteva che il vero nemico è l'indifferenza che diventa complicità . Ecco perché tener viva la memoria dei fatti e delle vicende che appartengono a questa nostra storia non è fine a sé stesso ma necessario» così ancora il primo cittadino.
«Faccio parte di quella generazione di amministratori che il 23 maggio 1992 non era ancora nata – sono le parole del giovane presidente del Consiglio Comunale, Gabriele Bergantini - per questo sento ancora più forte la responsabilità di fare in modo che quella data, e ciò che rappresenta, non scivolino nel dimenticatoio». «Durante le prossime settimane accoglieremo l'Albero Falcone, nato dalle gemme del ficus che ancora oggi cresce davanti alla casa del giudice, a Palermo – ha aggiunto Bergantini - un simbolo vivo, che sarà lì dove siedono tutte le rappresentanze della nostra città , per ricordarci cosa significa scegliere di servire».
La cerimonia si è aperta con l'ingresso del Gonfalone della Città di Monfalcone e la deposizione di una corona d'alloro in omaggio a memoria delle vittime. A seguire, il Coro “Ermes Grion” ha intonato l'Inno nazionale, dando voce al sentimento di unità e partecipazione dell'intera comunità . Nel corso della cerimonia, la signora Elisa Chiandussi, in rappresentanza del gruppo “Lettori in Cantiere”, ha letto la poesia “Solo” di Pierpaolo Freschi, dedicata al coraggio e alla solitudine di chi sceglie di difendere la legalità . Don Giovanni Da Rosa, ha guidato un momento di preghiera e impartito la benedizione. Il Coro Grion, diretto dalla Maestra Denise Marcuzzi ha poi eseguito i brani “Stelutis Alpinis” di Arturo Zardini e “Signore delle cime” di Bepi De Marzi, contribuendo a rendere il momento ancora più toccante e sentito. Presenti anche il Prefetto di Gorizia Ester Fedullo, alcuni sindaci dei comuni vicini, numerose autorità civili e militari, i Lettori in Cantiere e le Associazioni d'Arma.
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