LA CERIMONIA
Ricordata l'impresa di Fiume a distanza di 107 anni al monumento tra Ronchi e Monfalcone
Fasan, «celebrato il sentimento patriottico del nostro territorio». L’analisi storica e lo studio come base reale delle commemorazioni al centro dell'intervento di Adriano Ritossa.
A distanza di quel 12 settembre di 107 anni fa, è stata oggi ricordata l’impresa di Fiume. Dinanzi al monumento dedicato a Gabriele D’Annunzio e ai legionari che segna il confine tra Ronchi dei Legionari e Monfalcone, si è tenuta l’usuale cerimonia commemorativa organizzata da Lega Nazionale di Trieste e Comune di Monfalcone, in collaborazione con il Comitato per la valorizzazione storico – letteraria di Gabriele D’Annunzio.
Diverse le rappresentanze che hanno partecipato al momento delle ore 18: sezioni di Gorizia e Monfalcone della Lega Nazionale, Associazioni Combattentistiche, Federazione Arditi Italia, Associazione Nazionale Volontari di Guerra, Associazione Granatieri di Sardegna, associazioni degli esuli istriani e dalmati. Presente anche la senatrice Francesca Tubetti.
La cerimonia si è aperta con la deposizione delle corone d’alloro commemorative. Il vicepresidente della Lega Nazionale Diego Guerin ha poi esposto al pubblico un’analisi del carattere storico dell’impresa di Fiume. Al centro della riflessione il sentimento di italianità e insofferenza per la “vittoria mutilata” di cui d’Annunzio «si fece interprete», le diverse sfaccettature dell’esperienza fiumana nei 16 mesi d'occupazione della città e della Costituzione che da essa nacque. Con la sua formula «difficilmente classificabile secondo le categorie politiche nazionali», un’unione di «elementi nazionalisti e suggestioni del sindacalismo rivoluzionario», la Carta del Carnaro ha posto probabilmente le fondamenta per alcuni elementi delle costituzioni moderne. Ricondurre tutto ciò al solo sorgere del Fascismo negli anni successivi significherebbe «ignorare le dinamiche complesse della sua nascita», ha concluso Guerin.
In rappresentanza del Comune di Monfalcone, il sindaco Luca Fasan: «Oggi si ricorda il valore dell’appartenenza italiana e il sentimento patriottico del nostro territorio». «L’impresa di D’Annunzio e dei Legionari è stata un grandissimo gesto di amor di Patria – le parole del primo cittadino – celebrarla vuol dire ricordare un’importante pagina di storia, che va riconosciuta senza cancellazioni, timori o reticenze per convenienza politica». Messaggio condiviso anche da Anna Maria Cisint: «Ancora oggi c’è chi contesta il 12 settembre, ma noi vogliamo ricordare che la storia sta nei fatti e la verità non è nell’oblio». L’europarlamentare e consigliera comunale ha poi dichiarato che questa data è «un’occasione per richiederci da che parte stiamo», per «far ritornare i valori nella nostra memoria e farli rientrare in un percorso fondato sul senso di appartenenza al nostro Paese».
In conclusione, il presidente del Comitato per la valorizzazione storico-letteraria di D’Annunzio, Adriano Ritossa, ha espresso il pensiero che «le commemorazioni hanno senso, forza spirituale e restano negli uomini se si basano sullo studio, sulla analisi storica, sulla riscoperta di ciò che è stato dimenticato o volutamente dimenticato in odio alla storia e alla verità». L’impegno del Comitato consiste nel «costruire ponti e condivisione attraverso la cultura e mondo accademico»: è stata dunque confermata anche per l’anno 2027 l’assegnazione di due borse di studio per un valore complessivo di 5mila euro a studenti meritevoli che frequentano il corso di Italianistica all’Università di Fiume, per permettere loro di frequentare i prossimi corsi estivi dell’Università per stranieri di Perugia. Gli estremi del contributo finanziario sono stati consegnati da Ritossa a Rosanna Turcinovich, rappresentante dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, in chiusura alla cerimonia.
Ha collaborato Gregorio Bazzocchi.
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