Riconversione di A2A a Monfalcone solo a determinate condizioni, la Regione pone i vincoli

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Riconversione di A2A a Monfalcone solo a determinate condizioni, la Regione pone i vincoli

Di Redazione • Pubblicato il 04 Mag 2021
Copertina per Riconversione di A2A a Monfalcone solo a determinate condizioni, la Regione pone i vincoli

La giunta regionale ha legato la compatibilità ambientale a 13 criteri. Critiche dal Pd: «I nodi vengono al pettine».

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La Regione ha preso atto che la parte tecnica potrà riconoscere la compatibilità ambientale alla centrale termoelettrica di Monfalcone solo se verranno accolte specifiche 13 indicazioni. Così si è espressa ieri la giunta regionale, approvando - su proposta dell'assessore all'ambiente, Fabio Scoccimarro - una delibera su un parere collaborativo della Regione stessa sulla procedura di Via relativa alla modifica dell'impianto di A2A. Tra i punti fissati, c'è il recupero ambientale/produttivo delle aree che andranno dismesse, lo sviluppo di una rete di teleriscaldamento e il monitoraggio ambientale e sanitario, a carico del proponente, che andrà condiviso con i soggetti competenti.

Secondo le valutazioni compiute dalle diverse direzioni regionali competenti, è emerso che le emissioni in atmosfera andranno verosimilmente a migliorare rispetto alla situazione attuale e, di conseguenza, la situazione sanitaria particolarmente delicata nella popolazione monfalconese, dovrebbe anch'essa migliorare. L'Istituto superiore di sanità, Asugi e la Direzione centrale salute della Regione si sono espressi evidenziando la necessità di monitoraggi ambientali e sanitari per tenere sotto controllo l'impatto determinato dalla centrale. Oltre a ciò, Trieste ha chiesto al ministero che venga tenuto in debita considerazione il parere espresso sullo stesso tema dal Comune.

Quest'ultimo, infatti, ha inviato a fine aprile al ministero della Transizione ecologica la propria valutazione sul progetto, chiedendo che venga approfondita l'analisi di incidenza di tumori nel periodo 2010-2019. Infine, si è deciso che, a breve, verrà istituito un tavolo tra Regione, Comune e proprietà, al fine di analizzare le prospettive di sviluppo dell'area. Dall'opposizione, il Partito democratico non ha risparmiato critiche: "La giunta regionale a trazione leghista dà semaforo verde alla riconversione a gas metano a alla permanenza della centrale in città a Monfalcone per almeno trenta anni" commentano Michela Percuzzi e Lucia Giurissa, rispettivamente segreterio del circolo cittadino e capogruppo in Consiglio comunale.

"Noi lo avevamo detto più volte - continuano -, cioè che tra Regione (leghista) e Comune (leghista) è in atto un gioco delle parti: la prima come tutte le Istituzioni nazionali è favorevole ma finge di ascoltare il Comune il quale, spendendo soldi pubblici per programmi alternativi irrealizzabili, gioca il ruolo del contrario, ma solo gioca. Ora che i nodi vengono al pettine, la sindaca cerca appoggi presso le sue colleghe dei paesi circostanti. che contano nella questione in parola ancora meno di Monfalcone (cioè sotto zero). Noi avevamo anche chiesto la presenza dei due assessori competenti Scoccimarro e Bini (quello che ha detto con linguaggio curiale che il progetto A2A è 'buono e giusto') in Consiglio o nelle Commissioni congiunte economia e salute".

"Qui c’è la vergogna e lo scandalo politico - attaccano -. Infatti, da tre anni non passa settimana che o il presidente regionale o qualche assessore siano presenti ad incontrare la sindaca. Mai che costoro si siano degnati di venire in Consiglio. Inoltre, la tattica di coprire la pretenziosa sindaca con cospicui contributi, anche per opere discutibili come il rifacimento completo della piazza dopo soli 15 anni onde per cui avremo l’inutile biscotto più caro del mondo, serve a eludere i nodi fondamentali. Tra questi, uno dei più eclatanti è la presenza sessantennale di un gigantesco impianto elettrico dentro il perimetro urbano, cosa da terzo mondo, per non parlare della immigrazione che doveva essere ridotta e contenuta dalla destra locale".

Il fenomeno, puntualizzano dal centrosinistra, "invece negli anni 2017-19 è raddoppiata. Ora noi chiediamo con fermezza che i due citati assessori o ancora meglio il 'governatore' (che governatore non è ma presidente) vengano a metterci la faccia nella sede istituzionale più importante (il consiglio comunale) e che si smetta l’andazzo da operetta che abbiamo visto in questi anni. Restiamo in attesa della risposta".

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