L’INTERVENTO
Riattivato il Tavolo Interistituzionale all'Asbestos International Forum. Cisint: «Italia ed Europa agiscano con decisione»
L'europarlamentare della Lega sottolinea l'urgenza di normative più efficaci e regole vincolanti per proteggere i lavoratori, le famiglie e l'intera comunità .
La tragedia dell'amianto non appartiene al passato, ma continua ancora oggi a colpire famiglie, lavoratori e intere comunità . Un'emergenza sanitaria e sociale drammaticamente ancora aperta, al centro dell'Asbestos International Forum, svoltosi alla Camera dei Deputati e promosso da Sportello Amianto. Tra gli interventi anche quello dell'onorevole Anna Maria Cisint che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia di fronte a una problematica tutt'altro che risolta«. Chi crede che, con l'abolizione dell'utilizzo dell'amianto in Europa, questo non rappresenti più un problema per le nostre famiglie e per i nostri lavoratori, sbaglia profondamente - ha affermato Cisint - l'amianto sia ancora oggi una tragedia che colpisce chi ha lavorato a contatto con amianto, le mogli, i figli e intere comunità ».
Un esempio emblematico, ha proseguito l'europarlamentare, è rappresentato dalla storia di Monfalcone, dove «non esiste famiglia che non abbia subito almeno un lutto». Una tragedia che «non è stata solo fisica, ma anche morale», perché le persone colpite «non si sono ammalate per negligenza propria, bensì per responsabilità di altri», come dimostrano «le numerose sentenze penali».
Sul piano normativo, Cisint ha ricordato il ruolo svolto dall'Unione Europea con la direttiva 2023/2668, definendola «un lavoro serio e concreto, non ideologico, fondato su visione, responsabilità e metodo». In Italia «il processo di adeguamento a tale direttiva non ha avuto la sufficiente spinta operativa negli scorsi anni», ma nel mese di novembre «è stato approvato lo schema di decreto legislativo per il suo recepimento e conversione», un passaggio che porterà «alla nascita di una normativa ancora più all'avanguardia in termini di salute e sicurezza sul lavoro».
L'europarlamentare ha inoltre evidenziato come, grazie al Governo e «in particolare all'impegno del vice ministro Gava», sia stato riattivato il Tavolo Interistituzionale Amianto, che rappresenta «un cambio di paradigma reale, non formale». Un organismo che diventa «la cabina di regia nazionale che mancava da oltre dieci anni», con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nel ruolo di guida, insieme ai Ministeri della Salute, del Lavoro, dell'Economia e delle Finanze e agli altri stakeholder istituzionali.
Resta tuttavia aperta, ha concluso l'onorevole, «una sfida fondamentale: la regolamentazione a livello extraeuropeo». Secondo l'europarlamentare «servono regole di ingaggio chiare e vincolanti perché troppi Paesi non hanno una disciplina chiara sull'amianto e, in diversi casi, ne consentono ancora l'utilizzo». Da qui la necessità di «adottare un approccio restrittivo e penalizzante nei confronti degli importatori provenienti da tali Paesi».Â
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