Gorizia sotto il segno dell'Europa, nuovi cartelli al confine e la proposta di cambiare nome al Corso

Gorizia sotto il segno dell'Europa, nuovi cartelli al confine e la proposta di cambiare nome al Corso

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Gorizia sotto il segno dell'Europa, nuovi cartelli al confine e la proposta di cambiare nome al Corso

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 06 Apr 2021
Copertina per Gorizia sotto il segno dell'Europa, nuovi cartelli al confine e la proposta di cambiare nome al Corso

L'idea per rinnovare i cartelli posti all'ingresso dei valichi di confine. Lo spunto dello storico Marco Barone per ridenominare lo storico viale cittadino.

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Arriva una nuova proposta per gli accessi transfrontalieri tra Gorizia e Nova Gorica. L'Accademia europeista del Friuli Venezia Giulia, infatti, ha inoltrato qualche giorno fa ai sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavčič le richieste per la realizzazione di nuovi cartelli stradali bilingue e comuni, da collocare ai principali ingressi stradali delle due città  (nella foto in fondo all'articolo). L'idea, spiega l'associazione in una nota, "rientra nel costruendo anno 2025 che vedrà  le due città  Capitale europea della cultura. La creazione di questi cartelli stradali, "se accolta, non potrà  che essere una, sia pur simbolica, tra le varie iniziative che non potranno essere che comuni e senza frontiere".

"Un esempio - concludono - per l'intera Europa come, del resto, avevano autorevolmente auspicato i Capi di Stato Mattarella e Pahor, all'indomani del conferimento a Nova Gorica e Gorizia di questo importante riconoscimento internazionale". Sull'idea di Unione è inoltre arrivata la proposta del blogger e storico locale, Marco Barone, di intitolare corso Italia proprio all'Europa. "Se c'è un luogo - scrive in una lettera al nostro giornale - vetrina della storia cittadina, questo è certamente l'attuale corso Italia, specchio di questa storia che si è accanita su Gorizia, di cui non è stata inerme spettatrice, ma attrice".

"Quando era la Nizza d'Austria - sottolinea -, a cui deve tutto il suo fascino, la sua bellezza, la sua identità  plurale, si chiamava corso Francesco Giuseppe, poi, dopo la Prima guerra mondiale e con l'occupazione italiana, il corso diventerà  Vittorio Emanuele III. Durante il Ventennio fascista, subito dopo la morte di Ettore Muti nel 1943, verrà  intitolato a questo fascista della prima ora, seguace di D'Annunzio nell'occupazione di Fiume, come fecero poi tanti altri fascisti di primo piano e non. Fu uno dei capi del movimento fascista nel Ravennate, volontario pilota nella guerra di Spagna e, soprattutto, segretario del Pnf. Insomma, un corso fascistissimo".

"Denominazione che rimarrà  tale - aggiunge - durante l'occupazione nazista della città , che finirà  il primo maggio del 1945 con l'avvento dei partigiani jugoslavi. Il viale poi durante i 42 giorni jugoslavi diventerà  corso Tito, a cui seguirà  corso Roosvelt, dedicato al 32º presidente degli Stati Uniti d'America dal 1933 al 1945, cioè il presidente che porterà  gli americani alla vittoria nella Seconda guerra mondiale, anche se morì qualche mese prima della sua fine. L'occupazione angloamericana terminerà  nel settembre del 1947 con il Trattato di pace che assegnerà  Gorizia all'Italia e poi sarà  corso Italia, che ancora oggi resiste".

Da qui, quindi, la proposta di una nuova denominazione. "Eppure nella Gorizia città  d'Europa - conclude Barone -, sulla carta, dovrebbe essere un qualcosa da accogliere con entusiasmo e sarebbe un bel segnale con il quale lasciarsi alle spalle se non definitivamente, ma quasi, il Novecento e che si porrebbe effettivamente in coerenza con il progetto di città  metropolitana transfrontaliera con Nova Gorica, di cui la condivisione del progetto capitale europea della cultura 2025 pone forse le prime basi. Se poi queste saranno fumose spetterà  al tempo giudicare. Dipende solo da noi".

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