dagli inviati
Reportage da Chemnitz - Quel «biglietto vincente» per farsi riscoprire nel Mondo, ecco la festa della città per chiudere il 2025
Rave, parata dei minatori e un grande coro natalizio chiudono i 315 giorni di “C the Unseen”: oltre due milioni i visitatori, partecipazione record in città . Il titolo ora passa a Oulu e Trenčàn.
A Chemnitz si è chiuso un anno che, fino a qualche tempo fa, molti consideravano «un sogno un po' folle». Con una parata mineraria in abiti tradizionali, un grande canto natalizio in piazza e un rave a cielo aperto, la città sassone ha salutato il suo 2025 da capitale europea della cultura, condiviso con Nova Gorica e Gorizia.
Sin dal pomeriggio, il centro si è riempito di persone accorse per l'ultima grande festa: gli organizzatori hanno contato più di 36mila presenze. La Bergparade ha aperto il programma con oltre mille figuranti che hanno sfilato vestiti da minatori accompagnati da bande musicali, prima di intonare collettivamente lo Steigerlied, patrimonio culturale immateriale della Sassonia. Davanti all'Opernhaus sono arrivati poi migliaia di cittadini per il tradizionale canto natalizio, mentre alla Stadthalle lunghe file attendevano l'apertura del Maker Advent, che tra laboratori creativi e piccoli manufatti ha richiamato circa 4mila visitatori.
Con l'arrivo della sera, il cuore dei festeggiamenti si è spostato al monumento dedicato a Karl Marx, dove il programma “Feierabend!” ha ripercorso i momenti più intensi dell'anno. Sul palco, davanti a quattromila persone, si sono alternati musicisti come l'Orchester des Wandels, Bergblech e Clemens Kersten. Ospite speciale il collettivo di danza Xulu202x dalla finlandese Oulu, capitale europea della cultura 2026. Poi, fino a notte fonda, la città ha continuato a ballare tra dj set all'aperto e locali gremiti.
«Più di 2mila eventi hanno trasformato Chemnitz in un magnete internazionale», ha ricordato il direttore del programma Stefan Schmidtke. Dal debutto del 18 gennaio, quando tutto era iniziato con uno spettacolo monumentale al Marx-Monument, la città e le trentotto municipalità della regione hanno messo in scena un calendario che ha portato arte, teatro, danza, festival, concerti, sport e occasioni di incontro. Si stima che oltre due milioni di persone abbiano partecipato alle iniziative del progetto “C the Unseen”. E sarà proprio Fritz Kalkbrenner, il Dj tedesco noto per il proprio stile particolare che aveva aperto la Capitale Europea della Cultura a Chemnitz il 18 gennaio, a chiudere, il 5 dicembre, il progetto di Go! 2025 e di Chemnitz2025 a Nova Gorica e Gorizia.
Il sindaco della città sassone, Sven Schulze ha parlato di «un anno che non dimenticheremo», paragonando la nomina a una sorta di «biglietto vincente» che ha permesso investimenti in infrastrutture e riqualificazione di spazi industriali. Il ministro presidente della Sassonia, Michael Kretschmer, ha sottolineato come l'esperienza abbia rafforzato il senso di comunità e migliorato l'immagine internazionale del Land: «Non è una conclusione, ma un nuovo inizio. Il lascito della capitale della cultura continuerà ben oltre il 2025».
A ricordare gli inizi è stata Barbara Ludwig, ex sindaca che aveva guidato la candidatura: «Era un sogno che sembrava azzardato». Eppure, Chemnitz ha saputo imporsi nella selezione finale su città come Norimberga, Hannover, Hildesheim e Magdeburgo, diventando la quarta città tedesca a ottenere il titolo dopo Berlino Ovest, Weimar ed Essen.
Il viaggio non si chiude qui: il 5 dicembre, a Nova Gorica, Chemnitz passerà simbolicamente il testimone alle prossime capitali europee della cultura, Oulu e Trenčàn. La cerimonia aprirà la “Borderless Party”, dove il dj e produttore tedesco Fritz Kalkbrenner – già ospite dell'inaugurazione tedesca – saluterà musicalmente un anno che ha mostrato, forse più che mai, la forza unificante della cultura.Â
Reportage fotografico di Aurora Cauter.
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