IL COORDINAMENTO
Referendum sulla Giustizia, nato nel Goriziano il Comitato per il ‘No’: «Voto non sia eterodiretto da propaganda governativa»
Giorgio Nogherotto ne è il portavoce. Il segretario della CGIL Andrea De Luca, «la revisione costituzionale richiede grande cautela».
A fine gennaio, anche nell’ex provincia di Gorizia si è costituito il “Comitato Società Civile per il NO nel Referendum Costituzionale”. Le ragioni dell’istituzione di questo coordinamento presentatosi stamane, sabato 7 febbraio a Monfalcone, e definitosi d’ispirazione «plurale» sono state illustrate nella sede della CGIL di via Pacinotti. Questa realtà è promossa in campo nazionale e formata da associazioni espressione della società civile, in particolare Acli, Anpi, Arci, Auser, Cgil, Libera e Legambiente, presenti ed operanti anche nella provincia di Gorizia. Ecco i principali slogan: «Fermiamo la Legge Nordio», «Salvaguardiamo gli equilibri della nostra democrazia» e «Salviamo la nostra Costituzione».
Partecipanti alla nascita di questo Comitato anche altre realtà associative come Libertà e Giustizia, Giuristi Democratici, Salviamo la Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Sbilanciamoci, Lega per le autonomie locali, Articolo 21, Pax Christi, Centro per la riforma dello Stato, Medicina Democratica, Comitati per il NO ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 Lavoro e Dignità, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, Rete #nobavaglio, Unione degli Universitari, Costituzionalisti per il NO.
«Tutte le realtà associative aderenti al Comitato mantengono la loro autonomia operativa, ma hanno condiviso l’opportunità di coordinarsi per rendere più efficacie questa comune battaglia di idee tesa a coinvolgere la cittadinanza per un voto consapevole e non eterodiretto dalla massiccia e ingannevole propaganda governativa» si legge nell’invito all’iniziativa odierna che oggi ha visto relatori il segretario della CGIL, Andrea De Luca e il portavoce del neonato Comitato, Giorgio Nogherotto. Presenti all’incontro la segretaria provinciale del PD, Sara Vito e il suo vice Franco Malaroda. Nel pubblico anche la vicesegretaria regionale dem, Lucia Giurissa e la consigliera Laura Fasiolo.
De Luca ha definito «non pregiudiziale» la scelta del “No” ma una chiara e netta posizione fondata su dubbi in merito alle conseguenze della riforma che «non affronta i problemi strutturali dei processi», non tiene conto delle necessità organizzative dei tribunali ed influisce sul tema dei diritti. De Luca non ha risparmiato critiche sul nuovo assetto che potrebbe assumere la Magistratura. A rischio anche i principi di uguaglianza. «La revisione costituzionale richiede grandi cautele – continua De Luca – vanno invece rafforzate le tutele e non messa in discussione la partecipazione al voto. Il referendum non è una questione tecnica ma una scelta che riguarda la collettività».
«Siamo allarmarti per dove ci sta portando questo governo – sono le parole del portavoce Nogherotto – il disegno di legge approvato è stato imposto al parlamento» pericolosa poi la «negazione al diritto di voto». Il coordinatore ha dato lettura anche di una lettera inviata da cittadini ed esponenti associativi al Governo, inerente agli ostacoli relativi alla partecipazione della vita politica del Paese, all’esercizio del diritto di voto, all’esclusione alla partecipazione democratica e alla tutela e alla garanzia dei diritti.
Un appello, quest’ultimo, che a detta di Nogherotto è caduta sarebbe caduto nel vuoto per favorire l’astensione, il “non voto”, «soprattutto dei fuorisede». «Il calcolo politico» è riferibile alle nuove generazioni che non aderiscono alle «becere» versioni che vengono proposte. I difensori del “No” evidenziano anche rischi di «scardinamento della Costituzione», rivelandosi contrari all’Autonomia Differenziata. Non sono mancati i rilievi relativi a pericoli per l’autonomia della Magistratura. Quanto alla separazione delle carriere, è «solo uno specchietto per le allodole» perché è già prevista dalla Riforma Cartabia.
Il disegno previsto permetterebbe anche un «voluto indebolimento della Magistratura del potere politico». Visto come «obbrobrio» anche il prefigurato sorteggio degli eleggibili e pericolosa «l’ipocrisia» di chi propugna il “Si”. Il neonato comitato si pone quindi a coordinamento dello scambio informativo delle vare iniziative che verranno organizzate sul territorio. «Non ci stiamo a farci ingannare – conclude Nogherotto – e sosterremo quanto promuoveranno le varie sigle aderenti alla causa». Se Monfalcone è stata scelta per il lancio delle iniziative perché ha una «realtà sociale differenziata e composita», dopo la riunione di oggi, gli altri incontri si svolgeranno alla Casa del Popolo di Gradisca, posizione baricentrica del territorio Goriziano.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione











