IL MESSAGGIO
Redaelli scrive ai turisti: «Benvenuti tra noi come fratelli e sorelle»
La lettera dell'amministratore apostolico inviato alle parrocchie del litorale e del Collio. Monsignor Redaelli invita a riscoprire i borghi e la bellezza dell'arte sacra, richiamando l'eredità di GO! 2025 come via di dialogo contro le guerre.
Si è espresso tramite un messaggio l’amministratore apostolico monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, che ha voluto inoltrarlo in questi giorni alle parrocchie, con particolare riferimento a coloro che operano in contesti ad alta vocazione turistica. «Benvenuti nella nostra terra!». Con queste parole Redaelli ha voluto rivolgere il suo saluto ai visitatori e a quanti trascorreranno un periodo di soggiorno nel territorio. Nel suo messaggio, il presule ha invitato a guardare oltre la semplice dimensione turistica del viaggio, sottolineando come «tra il mare e i colli, tra l’orizzonte aperto dell’acqua e il silenzio delle alture, questo territorio si offre non soltanto come meta di riposo, ma come luogo che parla».
Una terra che racconta la propria storia attraverso il patrimonio culturale e religioso. «Parla attraverso la sua storia, custodita nelle pietre, nelle chiese, nelle calli e nei campanili; parla attraverso l’arte, che non è solo bellezza da ammirare, ma porta che introduce al mistero», ha scritto Redaelli, ricordando come la bellezza rappresenti «un segno discreto ma reale di una Presenza che accompagna il cammino dell’uomo, ieri come oggi». L’amministratore apostolico ha poi richiamato l’attenzione sul valore delle persone che abitano queste terre: «Questa terra non è fatta solo di paesaggi e monumenti. È fatta soprattutto di volti», ha osservato, evidenziando come anche i visitatori diventino, per il tempo della loro permanenza, parte della storia e della vita delle comunità locali.
Nel messaggio trova spazio anche il riferimento alla vocazione di un territorio caratterizzato dall’incontro tra culture diverse. Si tratta, ha spiegato, di «una ricchezza che non appartiene solo al passato, ma che continua a generare dialogo, apertura e umanità anche per l’oggi». Particolarmente significativo il passaggio dedicato all’accoglienza e alle relazioni umane. «L’incontro tra chi arriva e chi accoglie non è un dettaglio: è il cuore dell’esperienza. Non siamo mondi separati, ma possibilità di relazione; non semplici presenze che si sfiorano, ma uomini e donne chiamati a riconoscersi». Secondo Redaelli, anche il tempo della vacanza può assumere un significato più profondo: «Non solo pausa, ma occasione per ritrovare sé stessi, per riscoprire ciò che conta davvero, per aprirsi a incontri veri, capaci di lasciare un segno».
Il presule ha infine richiamato il percorso della Chiesa locale, ricordando l’esperienza di GO! 2025 – Capitale europea della cultura Nova Gorica-Gorizia 2025, che invita a guardare al futuro con fiducia e speranza. Una comunità chiamata a essere, ha scritto, «sempre più casa, sempre più segno, sempre più testimonianza in un mondo segnato dalle guerre e dagli individualismi». A conclusione del messaggio, il saluto rivolto a tutti coloro che visiteranno il territorio: «Benvenuti tra noi. Benvenuti non come ospiti, ma come fratelli e sorelle». Un auspicio affinché il tempo trascorso in queste terre possa diventare «un tratto di strada bello, vero e, anche, se lo vorrete, un piccolo passo dentro una nuova avventura del cuore».
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