l'installazione
Realtà virtuale e arte in Pixxelpoint, Vujinović apre il festival a Gorizia

Oggi la pre-inaugurazione della kermesse nella sede di Agoré, installazioni poste in diversi angoli della città come Sphere 19 a Nova Gorica.
Il cosmo interstellare. Luci nel buio, percorsi dell’universo. È difficile, immaginare lo spazio in cui il pianeta Terra ha trovato origine. Tanja Vujinović sembra ritrovarsi a suo agio, come nel caso di “Sphere 19”, proiezioni mentali che da un futuro indefinito scendono a illuminare la dimensione terrestre. Si è svolta nella serata di giovedì presso la sede di Agorè a Gorizia, in corso Verdi, la pre-inaugurazione del ventiquattresimo festival di arte contemporanea Pixxelpoint, nell’ambito del programma ufficiale di Go!2025 e della cooperazione transfrontaliera.
Ospite della galleria, l’artista Tanja Vujinović, con i suoi “AvantGarden worlds”, ambienti tridimensionali abitati da sculture digitali chiamate proto-macchine. Oggetti frattali, “porte virtuali” che consentono di “saltare e cadere, camminare su piani dalle forme insolite” e di nuovo “cadere nelle profondità dello spazio infinito per poi rinascere”. Movimenti sintetizzati dalla musica elettronica, che in Vujinović diviene sintesi di spazio tecnologico e ambiente virtuale. Similmente a quanto accade nel video “Precious” dei Depeche mode, dove gli ingranaggi e le luci di un virtuale Titanic si intersecano alla materia riflessa di cui sono fatti i cantanti.
Preziose forme a incastro nascono in “Coretopia”, linee geometriche di un universo parallelo in cui muoversi senza confini. Cuore di Pixxelpoint è il noto metaverso, uno spazio in cui persone fisiche possono condividere esperienze e interagire. A scegliere il team di artisti è stata Nina Jeza, curatrice dello spazio virtuale “Life on the grid”. Rete nella quale è possibile incontrare l’artista slovena Vujinović trasformata in avatar. Indossando appositi visori, il pubblico viene proiettato in quest’universo di materia rarefatta e intrecci sinaptici.
Universo dove oggetti simili a neuroni proiettano il loro intrico di ramificazioni, creando un non-luogo in cui potersi incontrare. “Questa è l’idea della mostra – spiega Jeza -. Ritrovarsi in una seconda vita, in un mondo diverso, perché viviamo in costante connessione con le tecnologie. Proto-macchine che creano avatar, così che ci si possa incontrare in un mondo virtuale”. Vujinović - di Lubiana - attualmente studia a Belgrado, ma ciascun visitatore può incontrarla nella sede di Agorè attraverso gli schermi forniti di visori. Una modalità artistica di connessione globale, espressione del principio fondato da Marshall McLuhan già nel lontano 1964.
“Si può stare comodamente a casa, seduti sul divano, creandosi il proprio avatar, per poi incontrarsi in un party in un altro mondo, in un’altra vita”, ancora Jeza. A partecipare all’inaugurazione anche Alessandro Lupi – che vive e lavora a Berlino - invitato da Pixxelpoint a creare un’installazione al confine fra Gorizia e Nova Gorica. Dopo il diploma all’Accademia di belle arti di Genova, ha esposto le sue installazioni in tutto il mondo, fra cui Svezia, Germania e alla Biennale di Venezia. “Ho realizzato una sorta di linea tratteggiata fatta di specchi sospesi a quattro metri di altezza, a dividere le due città in modo aereo”.
Una creazione allestita presso la Carinarnica di Nova Gorica, lungo i binari ferroviari, in corrispondenza della Erjavčeva ulica. “È un lavoro effimero che viene mosso dal vento, racconta Lupi. L’ho installato ieri, nonostante i blocchi della polizia, situazione che entra in contrasto con il concetto attuale di confine. Perché è giusto enfatizzare l’importanza dell’unione, piuttosto che dividere. Poi ci sono altri progetti, sono rimasto colpito dalla qualità delle proposte”, ammette. Un festival promosso dal Kulturni Dom di Nova Gorica, del quale era presente la direttrice Pavla Jarc.
“Già da diciannove anni - così Jarc - ci siamo impegnati per un festival transfrontaliero. Il festival si occupa di arte contemporanea, un movimento globale che non conosce confini. Ci auguriamo che questo progetto ‘borderless’ possa essere ancora più forte da qui al 2025, quando Nova Gorica e Gorizia saranno capitale europea della cultura”. Il festival - inaugurato oggi 16 novembre - sarà attivo fino al 30, con mostre e workshop allestiti in luoghi differenti, a cavallo delle due città. “Abbiamo tantissime mostre in località differenti. Facciamo anche laboratori per bambini e adulti”, rimarca Jarc.
L’obiettivo è avvicinare l’arte contemporanea ai cittadini, senza distinzione di età. Sedici laboratori, di cui nove per gruppi scolastici – già esauriti – e sette per il pubblico. “Il festival parte da qui e si sposterà a Nova Gorica in tre gallerie diverse; alle venti e trenta è prevista l’inaugurazione ufficiale” ha aggiunto Jeza. Un’edizione che si è estesa sul territorio, e che quest’anno offrirà anche la possibilità di ammirare il planetario mobile, installato presso la rotonda di Nova Gorica. Un’occasione “per vivere l’universo a 360°” ha concluso Jeza. Come nel cosmo di “Sphere 19”, sarà possibile intersecare con lo sguardo stelle e pianeti lontani anni luce, con la sensazione di toccarli con mano.
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