LA PROPOSTA
Quattro aziende di Romans entrano al Galilei per la formazione dei ragazzi, nasce il Centro Isontino della Meccanica
Siglato stamattina, 19 giugno, il protocollo tra comune di Gorizia, Romans e l'istituto che conta 1200 iscritti. Consentirà più pratica nel percorso degli studenti.
Si chiama "Centro Isontino della Meccanica" e, seppur l'acronimo non sia tanto fortunato (CIM), il percorso che va a proporre è, d'altra parte, molto interessante e innovativo. L'obiettivo, come raccontato durante la conferenza stampa di stamattina, 19 giugno, in un Istituto Galilei silenzioso per la seconda prova dell'Esame di Stato per la maturità, è di mettere in rete una serie di aziende del secondario per farle entrare all'interno della proposta scolastica. «Non si tratta di far avere alle aziende manodopera a basso costo – rileva il dirigente scolastico, Alessandro Puzzi – bensì di proporre ancora nuove esperienze formative ai nostri ragazzi». Al termine del percorso, infatti, dopo aver appreso nel triennio con indirizzo meccanico ulteriori capacità grazie alla presenza di quattro realtà del territorio – Pupin, Poian, Postir e Meccanica Isontina – che seguiranno i giovani grazie ai propri formatori e, in certi casi, anche grazie alle proprie attrezzature.
Il corso si rivolge ai giovani tra i 16 e i 19 anni, coloro, dunque, che frequentano il triennio, e consentirà di uscire dal percorso d'istruzione oltre che con il diploma di maturità con una certificazione in più che può essere inserita all'interno del curriculum personale. Alcuni corsi saranno inseriti nel programma quotidiano di lezioni, altre saranno a scelta personale e facoltativa al pomeriggio, con la possibilità di essere anche valutati come alternanza scuola-lavoro. Attualmente il Galilei, accorpato insieme al Cossar-Da Vinci, conta all'incirca 1200 iscritti di cui 200 che si stanno cimentando negli esami di Maturità. Un centinaio, secondo quanto riferito dal professor Puzzi, sono gli studenti dell'indirizzo meccanica che conta due sezioni. «La qualifica rimarrà quella dell'indirizzo meccanico ma il progetto consentirà di avere una formazione pratica maggiore. Il tutto – precisa – per aiutare i ragazzi a capire se quella che stanno intraprendendo è realmente la loro strada. L'idea è partire con alcuni moduli ed elementi di base mentre negli anni successivi implementare l'offerta, dalla metrologia fino ad arrivare, si spera, alle macchine di controllo numerico».
«Dobbiamo incuriosire i giovani – ha ribadito il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, presente con la vicesindaca Chiara Gatta – ed è nell'interesse di tutti che si formino al meglio». Soddisfatto anche il sindaco di Romans d'Isonzo, Michele Calligaris, accompagnato dal vice Matteo Gargaloni: «Per noi è un onore e un piacere vedere tante imprese che hanno continuità familiare e che si mettono in rete aprendosi ai giovani e al futuro. È importante capire come si muove e si modifica il mondo del lavoro e dare un esempio e un'esperienza, come in questo caso, è fondamentale».
Un percorso diverso dall'Its proposto a Udine dal Malignani in quanto si tratta di una proposta formativa interna, come detto, al triennio. «Le nostre – ha richiamato il dirigente Puzzi – sono aziende d'eccellenza che pensano a lavorare e non a farsi pubblicità ma farsi conoscere è importante perché anche i nostri giovani sappiano che offerte ci sono al di fuori della scuola». Di capitale umano come «valore più importante per le nostre aziende» ha parlato, invece, Ariano Medeot, presidente di Confartigianato Gorizia. In questo periodo «abbiamo testato l'idea del Centro Isontino della Meccanica con la Poian di Romans d'Isonzo che ha contattato la ditta Casale», racconta il presidente. «La Casale, tramite l'ingegner Siragusa, ha portato da noi Philip Fam, miglior formatore della Walter Tools, multinazionale tedesca leader nel settore dell'asportazione del truciolo e della foratura». L'annuncio di Medeot è di voler proseguire nel percorso «anche oltre meccanica e metalmeccanica raggiungendo altri settori». Da Savogna d'Isonzo a Sant'Andrea a Gorizia passando per Romans, «la tradizione del lavoro meccanico è radicata perché parte dal secondo dopoguerra».
E proprio in questa tradizione si inseriscono le quattro aziende romanesi che hanno aderito al progetto e che erano presenti oggi nella Sala Isonzo del Galilei, a partire da Michele Pupin della Pupin Sergio, recentemente premiata tra le 100 migliori aziende italiane per l'innovazione nel 2025. Lo stesso Michele è un ex studente del Galilei ed è l'ottava generazione che lavora in questo settore. Alla terza generazione, invece, è la Lidio Poian che è proseguita con la figlia Luisa, presente assieme al figlio Carlo Simoni. La Poian si occupa, tra i vari, del campo medicale e aerospaziale e, dal 1998, è fornitore di componenti per l'Aprilia. Insomma, nell'attuale MotoGp corrono anche pezzi prodotti a Romans d'Isonzo.
Sempre alla terza generazione è la Postir, rappresentata da Eleonora Postir che, assieme al figlio Matteo, ribadisce che «le macchine funzionano ma sono le persone a farle funzionare». Nel loro capannone a Romans entrano lamiere ed escono prodotti per la cantieristica e per altre realtà, dai compressori agli involucri in lamiera anche per macchine da caffé, dopo una lavorazione che prevede anche tagli laser e piegature. Nel progetto trova spazio anche la Meccanica Isontina, presente con Lorenzo Bressan e il figlio che si occupano dell'asportazione del truciolo. «Investire nei giovani significa investire nel futuro del nostro territorio. Il Centro Isontino della Meccanica nasce proprio con questa ambizione: trasformare il talento in competenza, la formazione in opportunità e la collaborazione in sviluppo. La sfida educativa di oggi è preparare i giovani non solo ad affrontare il mercato del lavoro, ma a diventarne protagonisti», ha ribadito la vicesindaca, Chiara Gatta.
«Per questo crediamo in una formazione tecnica di qualità, capace di valorizzare le vocazioni individuali e di rispondere alle esigenze di un sistema produttivo in continua evoluzione. Il CIM rappresenta un investimento strategico per tutta la comunità: rafforza l'offerta formativa del nostro territorio, sostiene la competitività delle imprese e crea nuove prospettive per le future generazioni. È la dimostrazione che quando istituzioni, scuola e mondo produttivo lavorano insieme, è possibile costruire opportunità reali e durature per i nostri giovani», ha concluso Gatta.
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