Il quarto Festival dell’Acqua si avvia a conclusione: cresce l’attesa per Giobbe Covatta al Nuovo Teatro di Gradisca

Il quarto Festival dell’Acqua si avvia a conclusione: cresce l’attesa per Giobbe Covatta al Nuovo Teatro di Gradisca

DOMENICA 24 MAGGIO

Il quarto Festival dell’Acqua si avvia a conclusione: cresce l’attesa per Giobbe Covatta al Nuovo Teatro di Gradisca

Di REDAZIONE • Pubblicato il 23 Mag 2026
Copertina per Il quarto Festival dell’Acqua si avvia a conclusione: cresce l’attesa per Giobbe Covatta al Nuovo Teatro di Gradisca

In mattinata al Lido di Staranzano gli ‘Incontri sulle rive’ di Marco Paolini. In programma nell’ultima giornata anche ‘Il viaggio di Radio Bullets in Groenlandia’, focus su falde acquifere e riforestazione.

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Ultima intensa giornata per il Festival dell’Acqua di Staranzano. Domenica 24 maggio si comincia con una mattina all’aria aperta: alle 10 il ritrovo è alla Rosta di Sagrado, dove le persone saranno guidate tra l’impianto e il vicino Punto Multimediale, grazie al supporto del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. Al termine della visita sarà l’Associazione Corale Audite Nova a intrattenere il pubblico, con il coro delle voci bianche.

Attesissimo, alle 11, l’incontro al Lido di Staranzano con La Fabbrica del Mondo e Marco Paolini. “Incontri sulle rive – L’acqua e le storie” sarà un modo di parlare d’acqua e di bacini idrici raccontando storie, trasformando le informazioni in tracce indelebili sulla comunità. Paolini dialogherà con Sara Segantin, attivista ambientale ed esperta di giustizia climatica, e Francesco Visentin, geografo e studioso del paesaggio, per ragionare sul rapporto tra comunità antropiche e morfologie idriche. Non mancherà nella stessa occasione un approfondimento sul Contratto di Fiume dell’Isonzo, raccontato dal consulente ambientale Marco Abordi e introdotto dall’assessora all’ambiente del Comune di Staranzano Roberta Russi.

Alle 15.30 sono protagonisti, in Sala Delbianco, l’OGS e l’Università di Trieste. Il professor Angelo Camerlenghi racconterà “RESCUE – Un progetto europeo per esplorare le falde acquifere profonde a bassa salinità”, curato dalle due Istituzioni e dedicato allo studio delle riserve di acqua dolce nei fondali marini dell’Alto Adriatico: una mappatura delle falde acquifere profonde a bassa salinità, sia terrestri che marine, che mira a migliorare la sicurezza idrica e l'approvvigionamento per usi potabili, agricoli e industriali.

A seguire, alle 17, “Reviviscence. Le foreste marine bruciano: l’importanza della riforestazione” con Elena Toti e Tommaso De Lorenzi (Shoreline Soc. Coop.) e Miha Godec (artista): si tratta della prima restituzione della residenza artistica di Miha Godec presso Shoreline Soc. Coop., residenza co- prodotta dal Festival dell’Acqua e da Artevida (SLO). Godec illustrerà la sua analisi dell’incontro tra arte e scienza nella sperimentazione biomimetica e nella realizzazione di dispositivi tridimensionali per la crescita algale.

Alle 18:30 in Sala Delbianco, “Il viaggio di Radio Bullets in Groenlandia”, con Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets. Un approfondimento su una terra che rispecchia il veloce mutamento dell’ordine internazionale: il ghiaccio si ritira, ogni anno di più, scoprendo terre e fondali, lasciando spazio a interessi e strategie. E mentre il ghiaccio si scioglie, il mondo arriva, armato di contratti, uniformi e investimenti, rivendicandola come una casella su una scacchiera. A narrarla è Barbara Schiavulli, giornalista che da trent’anni attraversa guerre, confini e crisi. Fondatrice della testata indipendente Radio Bullets, viaggia con un trolley rosa e una penna stilografica, convinta che raccontare sia, ancora, una forma di resistenza.

Chiusura in grande, alle ore 21, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo con “Polimero, un burattino di plastica” con Giobbe Covatta (testi e voce narrante), l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, la viola solista di Niccolò Corsaro e Stefano Nanni (musiche originali e direttore d’orchestra). Giobbe Covatta, da sempre attento all’ambiente e alla sostenibilità e già ospite della prima edizione del Festival dell’Acqua, firma i testi di questa originale rivisitazione in chiave ecologista della storia di Pinocchio.Polimero è un bambolotto di plastica. Nato in una fabbrica di giocattoli di plastica e cresciuto in mezzo alla plastica, racconta un mondo di plastica. A differenza di Pinocchio, il burattino di legno che chiedeva alla fatina di diventare un bambino vero per stare vicino a Geppetto, il nostro Polimero chiede alla fatina di diventare un bambolotto biodegradabile, nella speranza di non contribuire all'inquinamento e alla distruzione del Pianeta.

Continueranno infine, fino a domenica sera, gli eventi espositivi di grande suggestione nelle sedi del Comune. In Municipio è installata l’avvolgente Scapes_Under. Echoes from more than human worlds che – tra installazioni, arte e tecnica – restituisce artisticamente un mondo di ricerche nel sottosuolo. Haunted Waters – Acque contaminate. The Chemical Cocktail Bar raccoglie – in un suggestivo scaffale con ampolle elaborate da tanti artisti – acque contaminate dal mondo e tutte le loro storie; e la Collezione di acque. Piccolo atlante dei corsi d’acqua fra Trieste, Monfalcone e Gorizia di Elena Clagnan, in Sala Delbianco.

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