Quando l’eleganza è di casa, la Fiat 125 di Antonio Cattalini vince la sfida contro il tempo

Quando l’eleganza è di casa, la Fiat 125 di Antonio Cattalini vince la sfida contro il tempo

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Quando l’eleganza è di casa, la Fiat 125 di Antonio Cattalini vince la sfida contro il tempo

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 11 Gen 2026
Copertina per Quando l’eleganza è di casa, la Fiat 125 di Antonio Cattalini vince la sfida contro il tempo

L’auto racconta una storia di perseveranza, sfortuna e rinascita. Diventata oggi una rarità da collezione è il simbolo di un'epoca ormai trascorsa.

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Cromature scintillanti, linee regolari e squadrate: questa è l’essenza della Fiat 125, storica berlina di casa Fiat che, nella seconda metà degli anni Sessanta, andava a sostituire la ormai datata Fiat 1500, giunta a fine carriera negli ultimi mesi del 1967. La Fiat 125 si posizionava nel mercato automobilistico dell’epoca come una berlina raffinata, destinata ad una determinata e precisa élite di persone.

A differenza della maggior parte delle auto dello stesso segmento, la 125 era disponibile in una sola motorizzazione: un 1600 da 90 o 100 cavalli, che prevedeva a sua volta tre varianti distinte: l'1.6 4MT, associato alla versione base con cambio manuale a 4 marce; il 1.6 3AT e AT, nella rarissima versione con cambio automatico a 3 marce e infine l'1.6 5MT, la versione più evoluta con cambio manuale a 5 marce, montato sul modello qui presente in foto. Internamente, un salotto incorniciato da legno e cromature: i sedili, non in questo caso specifico, erano ricoperti dalla tipica finta pelle marrone chiaro, solcata da una linea marcata di tessuto nel centro dei sedili. Tante le colorazioni disponibili: il comunissimo bianco, il più raffinato verde scuro e l’insolito e ormai raro beige, appartenente proprio a questa conservata seconda serie "Special" del 1972, della quale oggi approfondiremo la sua insolita storia.

Era il 16 febbraio del 1972 e il signor Antonio Cattalini, classe 1925, giornalista e caporedattore della sede goriziana del quotidiano “Il Piccolo”, varcava la soglia del concessionario Comolli di Gorizia. Scelse attentamente il nuovo modello di auto e, in quel febbraio ormai lontano, decise di acquistare quella berlina, ormai conosciuta per la sua affidabilità ed eleganza, che - proprio in quel periodo dell’anno - stava terminando la sua carriera per poi essere sostituita dalla più moderna Fiat 132, concludendo le vendite con un totale di oltre 600mila esemplari prodotti dal 1967 al 1972. L'auto venne usata dal suo primo proprietario fino al 1975, anno in cui, purtroppo, scomparve improvvisamente a causa di un ictus all’età di 50 anni. La 125, dopo la morte del primo proprietario, venne lasciata in eredità alla moglie, ai giovanissimi figli e poi al nuovo marito della signora, che negli anni l’ha usata solo durante i weekend e per qualche breve viaggio.

Nel corso della sua vita, questa 125 non si è "annoiata", dato che nei primissimi anni Novanta è stata rubata dal suo garage a Gorizia, per poi essere ritrovata parcheggiata in divieto di sosta a Udine, proprio durante il periodo di conflitto nei territori dell’ex Jugoslavia. Probabilmente rubata da qualcuno che aveva intenzione di scappare dal conflitto bellico in corso oltre confine. La sua vita operativa è poi proseguita fino alla prima metà degli anni Novanta, quando Antonio, classe 1975 e ultimogenito del primo proprietario, l’ha presa in mano per utilizzarla come prima auto da neopatentato. Ma la gioia è durata poco: attorno al 1995, l'auto ha subito un brutto incidente nella parte posteriore: «Mi tamponarono a 70 km/h sul lato sinistro - racconta l’attuale proprietario - l’auto era distrutta e l’assicurazione all’epoca mi passava solo 1 milione di lire per poterla riparare».

Qui, forse per il grande amore dell’auto e per mantenere vivo il ricordo di quel papà mai conosciuto, venne deciso di mantenerla in vita, riponendo la vettura in un garage. "Ferita", la 125 rimase dentro quel box per quasi trent'anni, aspettando delle riparazioni che sembravano non arrivare mai. Poi, nei primi mesi del 2021, ci fu la svolta: «Dopo tanti anni di pensieri, decisi di ripararla e di rimetterla in strada - ricorda il signor Antonio - proprio in quegli anni mi rivolsi ad un carrozziere esperto per poterla riportare al suo antico splendore». E nel giugno di quell’anno, dopo tante peripezie e attese, l’auto tornò agilmente sulla strada grazie ad un raddrizzamento della parte posteriore, alla totale riverniciatura e ad un’attenta revisione meccanica. Ad oggi, questa Fiat 125 si presenta in ottime condizioni, corredata da molti dettagli dell'epoca, come i caratteristici tappetini in gomma originali, l’orologio a lancette Veglia Borletti e l’autoradio marca Grundig. Mancante, ma prossima al ripristino, anche l’antenna radio originale, dato che la precedente era gravemente danneggiata dal sinistro stradale.

Le berlinette di questo tipo ormai sono quasi totalmente scomparse dalle nostre strade. Tra gli anni Ottanta e Novanta, molte sono state sacrificate per la demolizione o sono andate perse a causa del naturale avanzamento tecnologico, venendo sostituite dalla sua erede, la Fiat 132, o dalla più modesta e diffusa Fiat 131. Oggi, poter vedere un esemplare di questo tipo è una rarità, poiché rappresentano quasi sempre un modello da collezionismo. È ormai abituale vederle solo in saloni d'auto d'epoca o in fiere specializzate, spesso ad un prezzo decisamente elevato e non alla portata di tutti. I casi in cui una Fiat 125 riesca a sopravvivere in contesti familiari sono veramente pochi. Possiamo quindi tranquillamente affermare che l’esemplare di oggi possa essere considerato a tutti gli effetti un “grande cammeo su ruote”, frutto di una preziosa conservazione da parte del suo attuale proprietario «per me rappresenta un ricordo vivo del mio vissuto e della mia famiglia - conclude Antonio - non me ne libererò mai e ho intenzione di sistemare ancora qualche dettaglio per renderla veramente perfetta come quando la vedevo da bambino».

Nella foto di Enrico Valentinis il figlio del signor Antonio Cattalini

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