Protesta contro il suono delle campane a San Rocco, ira di don Ruggero

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Protesta contro il suono delle campane a San Rocco, ira di don Ruggero

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 13 Set 2021
Copertina per Protesta contro il suono delle campane a San Rocco, ira di don Ruggero

Da domani, il campanile rimarrà in silenzio dalle 21 alle 7 dopo una lettera all'Arcivescovo. L'ira del sacerdote.

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Il loro suono scandisce da sempre le diverse fasi della giornata e della comunità a San Rocco. Nel quartiere di Gorizia, però, a qualcuno non piace il rintocco delle campane, tanto da indirizzare una lettera all’Arcivescovo Redaelli. Da lì, il contenuto della missiva è arrivata anche nella locale parrocchia, facendo infuriare non poco don Ruggero Dipiazza, storico parrocco del borgo, che ha espresso il suo disappunto sul foglio parrocchiale “Mattone su mattone” di domenica.

Il titolo della nota è abbastanza eloquente: “Silenzio imposto”. Il sacerdote spiega l’origine della questione: “Una famiglia, nuova venuta nel borgo, ha chiesto il silenzio tradotto in un ordine sottoscritto dall’Arcivescovo. Così dalle 21 alle 7 non si sentiranno i tradizionali rintocchi, molto sospirati da chi soffre d’insonnia, che si sente accompagnato verso la luce dell’alba nuova proprio dal suono dell’orologio”. Da domani, quindi, stop a qualunque suono dal campanile.

“Chi scrive ‘deve’ obbedire - conclude don Ruggero -, ma non può non evidenziare la prepotenza - tutt’altro che evangelica! - dei protagonisti dell’operazione”. Il legame di San Rocco con le campane è ben radicato nella storia, tanto da conservare ancora oggi l’unico gruppo campanario di Gorizia in attività. La presenza di questi strumenti risale fin dal XVI secolo, ma è nel 1872 che vennero donate tre esemplari nuovi da alcuni degli uomini più facoltosi della città, a cui seguì anche il Consiglio comunale.

Nel 1921 furono ordinate tre nuove campane delle stesso peso di quelle del 1900 e collocate sul campanile alla fine di dicembre del ’22. Vent’anni dopo, due campane vennero asportate e pesate presso la Trattoria alla pesa, per un totale di oltre una tonnellata. Bisognerà attendere il primo gennaio 1948 per riascoltare il concerto di San Rocco, con la riconsacrazione della campane alla presenza dell’Arcivescovo monsignor Carlo Margotti. Tornando alla lettera, il sacerdote ha espresso la propria contrarietà anche nel corso delle messe domenicali.

Foto di don Ruggero gentilmente concessa da Ilaria Tassin

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