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La protesta dei genitori contro le scuole chiuse, la lettera per chiedere di tornare in classe anche a Gorizia
Le attività in presenza ripartiranno lunedì prossimo ma alcuni genitori fanno presente alla Regione la situazione venutasi a creare.
Prosegue la protesta di genitori e studenti contro la chiusura delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia, che riapriranno solo la prossima settimana. Nonostante il Tar abbia recentemente rigettato il nuovo ricorso contro la decisione della giunta Fedriga di rinviare la ripresa delle lezioni in presenza, un gruppo di familiari di allievi della regione - Goriziano incluso - ha scritto una lettera aperta, dove si dicono "ben coscienti del periodo pandemico che l'Italia sta affrontando" ma in ogni caso "vogliamo sottolineare i seguenti aspetti", come il fatto che da febbraio 2020 l'Italia è il paese europeo con minori giorni di presenza a scuola per i ragazzi delle superiori.
"Il Friuli Venezia Giulia - annotano - è sotto la media nazionale. In Europa, come in Germania, la scuola chiude per ultima, in Francia nemmeno questo: la scuola resta aperta, con il resto del paese soggetto a chiusura". Sul merito di chiudere le sedi, inoltre, secondo i genitori significa stoppare "una parte (la scuola superiore) di un'attività che complessivamente è responsabile solo del 2% dei focolai, e siamo sicuri che il restante 98% abbia avuto lo stesso monitoraggio che per 2 mesi di scuola in presenza era stato garantito da dirigenti e insegnanti responsabili e che ha dato infatti esiti residuali di focolai scolastici in quel periodo? Il contagio degli adolescenti avviene in altri luoghi".
Il fatto che in regione "siano aperte le scuole da infanzia a secondarie di primo grado, con qualche interruzione momentanea della didattica in presenza, ma senza problemi particolari, dimostra che la scuola è un luogo sicuro e quindi rende ancora più incomprensibile la chiusura delle superiori". Così come "nelle scuole il cui programma prevede un ampio utilizzo dei laboratori, la percentuale di presenza supera il 30% (2 giorni a settimana), eppure non sono emerse particolari criticità . Questa evidenza dimostra che la Regione deve unicamente preoccuparsi di adeguare il trasporto pubblico, il cui piano è già stato dichiarato pronto, e la sorveglianza anti-assembramento fuori da scuola".
Nel mirino anche la seconda ordinanza che, "come la prima, non ha centrato il target delle sorgenti di contagio, penalizzando ancora una volta la scuola. In questo senso la Toscana, dove le scuole superiori sono aperte dall'11 gennaio, dimostra ancora una volta che il contributo della scuola al contagio è minimo". Sempre secondo il fronte, la didattica a distanza al 100% "non garantisce il diritto all'istruzione, al contrario favorisce l'abbandono scolastico. Questo è un fatto ormai conclamato, infatti le linee guida del ministero dell'istruzione indicano" che "la didattica a distanza deve essere parziale, affinché la scuola possa garantire il diritto costituzionale allo studio".
"La tesi di dare continuità alla didattica a distanza - prosegue la lettera - equivalente nella pratica a dire che la scuola non aprirà mai, non è compatibile con un regime pandemico, nel quale qualsiasi attività è flessibile nella chiusura e successiva riapertura". Particolare attenzione poi al "danno psicologico ai ragazzi derivante dal confinamento prolungato e oramai conclamato", problema che "non riguarda il singolo ragazzo o la singola famiglia, ma l'intera comunità che dovrà prendersi carico di queste problematiche". Se è vero che altre regioni "hanno adottato un'ordinanza simile al Fvg", la differenza è "che si sono adeguate alla successiva decisione del Tar di riaprire le scuole superiori".
"Ci rammarichiamo che, dopo il primo pronunciamento, non ci sia stato lo sforzo da parte della Regione di adeguarsi ad esso, organizzando la riapertura delle scuole secondarie di secondo grado già il 25 gennaio, in considerazione dei 4 giorni richiesti dall'Ufficio scolastico regionale per la riapertura delle scuole di Udine e Gorizia". Infine, i genitori auspicano "che le scuole secondarie di secondo grado in Fvg riaprano dal primo febbraio, come anche in Campania e Puglia dopo analoghe decisioni del Tar, con la nostra regione in colore giallo o arancione, ed accettiamo la chiusura solamente se e quando la regione diventerà rossa".
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