La novità
Il progetto 'E for Europe' fa tappa tra Gorizia e Nova Gorica, con visita guidata e spettacolo bilingue al Rafut

Lunedì 7 visita guidata tra valichi e memoria del confine, poi lo spettacolo bilingue di Mattia Cason con Conte e al-Mun‘im. Iniziativa promossa nell’ambito di GO! 2025.
Dopo la tappa italiana a Topolò, il viaggio di “E for Europe” – articolata iniziativa inserita nel programma ufficiale di GO!2025 – arriva nel cuore simbolico del progetto: Gorizia e Nova Gorica. Il percorso è promosso da vicino/lontano e dall’associazione di promozione sociale Get Up, in collaborazione con ZRC Sazu, Bottega Errante, Fondazione Pot Miru/Walk of Peace, Centro Studi Študijski Center Nediža, Radio Onde Furlane, En-Knap Lubiana e Lendhauer-Verein zur Belebung des Lendkanals. Il progetto si svolge con il sostegno di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e della Regione Friuli Venezia Giulia.
Lunedì 7 luglio alle 19 è in programma una visita guidata dal titolo “Il confine che ha diviso e unito gli abitanti del Goriziano”, a cura di Evelin Bizjak, in italiano e sloveno. Il punto di ritrovo è la Collezione museale Pristava (Kostanjeviška cesta 32, Nova Gorica), che ospita la mostra “Na šverc! Il contrabbando nel Goriziano dopo la seconda guerra mondiale”. Allestita negli ex uffici del valico di seconda categoria di Pristava, la mostra racconta una pratica molto diffusa lungo la frontiera tra Italia e Jugoslavia: il piccolo contrabbando, lo šverc. Questa attività, spesso indispensabile per migliorare le condizioni di vita nelle zone di confine, consisteva nel trasporto nascosto di beni di prima necessità, occultati in abiti, automobili o biciclette per sfuggire ai controlli doganali.
Dalla metà degli anni Sessanta, con l’aumento del potere d’acquisto in Jugoslavia, lo šverc si trasformò in un vero e proprio business, dando origine al cosiddetto “turismo dello shopping” e consolidandosi come attività economica di rilievo. La visita proseguirà attraversando il confine italo-sloveno fino al valico secondario del Rafut, tra il colle del Castello di Gorizia e quello del Rafut. In questo luogo simbolico si trovano il monastero della Castagnevizza e la villa minareto progettata da Anton Laščak. I confini stabiliti dai trattati di Parigi del 1947 resero il valico un punto strategico di passaggio e controllo tra Italia e Jugoslavia. Alle 21 è previsto un rinfresco offerto dagli organizzatori. A seguire, alle 21.30, andrà in scena lo spettacolo “Sui sentieri per l’Europa”, rappresentato negli spazi antistanti la Collezione museale Pristava, in lingua italiana e slovena.
La pièce, nucleo centrale del progetto “E for Europe”, è scritta e interpretata da Mattia Cason, danz-attore, coreografo e regista, vincitore del Premio Scenario 2021 per Etiopjke/Le Etiopiche. Direttore artistico della compagnia En-Knap di Lubiana, Cason è anche antropologo e da anni esplora l’immaginario dell’Unione Europea attraverso il linguaggio prelogico del corpo. In scena con lui Alessandro Conte, attore, drammaturgo e “artigiano socio-culturale”, impegnato nello studio degli habitat e nel dialogo tra umani e non umani, e Muhammad ‘Abd al-Mun‘im, editore, scrittore e poeta siriano rifugiato a Lubiana dal 2016. Il suo romanzo Ala durūbi Awrūba (“Sui sentieri per l’Europa”), da cui lo spettacolo prende il titolo, è appena stato pubblicato in traduzione slovena dalla casa editrice Goga con il titolo Kukavičji mladič. Il racconto teatrale intreccia testimonianze contemporanee, mitologia e memoria storica. Il testo dell’autore siriano si fonde con quello di un anonimo arabo del XV secolo che narra le gesta di Alessandro Magno. Ne nasce un’opera dal tono teatrale, coreografico e cinematografico che invita a riscoprire la centralità delle migrazioni nella storia europea come chiave per una comunità più inclusiva, solidale e transnazionale.
L’appuntamento tra Nova Gorica e Gorizia assume un significato particolare: il confine che per decenni ha separato le due città non è mai stato una vera “cortina di ferro”. La memoria di chi lo ha attraversato trasformandolo in luogo d’incontro – nonostante divisioni e barriere – sarà al centro della visita e dello spettacolo.
Informazioni: +386 30 313 488. Tutti gli appuntamenti del progetto “E for Europe” sono a partecipazione libera e gratuita.
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