BEVERAGE
Il ‘Profumo di Laguna’ arriva nel bicchiere, l’enologo Paolo Settimi lancia il nuovo cocktail
Il progetto è in fase di registrazione per la produzione esclusiva. La bevanda prende forma da un distillato di vite coltivata a ridosso del mare.
«La laguna al tramonto non si guarda: si respira. Il cielo si accende di rosso e di sfumature calde, mentre il sole scivola lentamente verso il mare, fino a scomparire. Bastano pochi istanti. Poi resta solo l’essenziale: l’aria salmastra, il profumo vivo della salsedine, quella freschezza marina che si mescola a note erbacee e selvatiche. È un odore che non si dimentica, che si deposita nella memoria e riaffiora, improvviso, anche a distanza di anni».
Sono poetiche, evocative e al tempo stesso tangibili le parole che Paolo Settimi, enologo e sommelier, ha scelto per presentare “Profumo di Laguna”: un cocktail inedito di sua invenzione, che racconta l’anima e le sensazioni connesse al paesaggio lagunare di Grado e Marano attraverso una nuova bevanda da gustare nel bicchiere. Il progetto e il drink sono attualmente in fase di registrazione per ottenere il marchio specifico e l’esclusiva di produzione.
«La sua anima prende forma da un distillato ottenuto da cultivar autoctone di vite che vivono a ridosso del mare», spiega Settimi, che ricopre l’incarico di direttore con funzione di coordinatore di comitato scientifico nel Consorzio vinicolo del Biodistretto del Tarvisiano ed insegna all’istituto Cossar di Gorizia.
Il processo produttivo prevede tre distillazioni della parte più nobile del vino, dove i lieviti, in seguito all’autolisi, restituiscono una complessità aromatica generosa e profonda. A questo si unisce una selezione di piante officinali e aromatiche del territorio — assenzio marino, rucola selvatica, salicornia – che, dosate con precisione, restano in infusione nel distillato. Le bottiglie vengono in seguito adagiate sul fondo della laguna e lasciate riposare per alcuni mesi, in modo da armonizzare le essenze del cocktail e “battezzarlo” nelle stesse acque che ne hanno ispirato la composizione.
Il “Profumo di Laguna”, conclude il sommelier e suo ideatore, può essere «interpretato» in due maniere. Una è «più decisa, pensata per accompagnare il pasto: arricchita da una tonica aromatica a km 0, trova la sua espressione accanto al pesce alla griglia, alle fritture della tradizione, ai sapori netti del mare»; l’altra, più delicata, nel contesto dell’aperitivo per «un incontro più morbido, dove uno sciroppo floreale ottenuto da fiori spontanei delle isole lagunari accompagna il sorso e lo rende rotondo, avvolgente».
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