Il premio San Giuseppe ad Antonia Zoff, artigiana della terra di Ronchi

Il premio San Giuseppe ad Antonia Zoff, artigiana della terra di Ronchi

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Il premio San Giuseppe ad Antonia Zoff, artigiana della terra di Ronchi

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 21 Mar 2023
Copertina per Il premio San Giuseppe ad Antonia Zoff, artigiana della terra di Ronchi

L'anziana premiata dalle Acli, da ragazza è stata sposa di Sior Anzoleto nel Carnevale Monfalconese. Plauso della comunità.

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Gli artigiani ormai sono una rarità ma lei può essere definita tale a tutti gli effetti. Anzi, nello specifico, è stata ribattezzata come "un’artigiana della terra" impegnata, ormai da oltre cinquant’anni, nell’appassionata conduzione dell’azienda agricola di famiglia. Si tratta di Antonia Zoff vedova Boscarol alla quale è stata assegnata la trentasettesima edizione del premio San Giuseppe artigiano che come da tradizione è stato promosso dal circolo delle Acli "Giuseppe Toniolo" di Ronchi dei Legionari.

Il riconoscimento, quello insignito alla donna per onorare una vita attiva, appassionata e di tanti sacrifici, è stato consegnato dal presidente della Acli ronchesi Franco Miniussi e dal sindaco Mauro Benvenuto. Alla cerimonia tenutasi dopo la celebrazione domenicale delle 11 nella chiesa di San Lorenzo, erano presenti la presidente della Coldiretti di Gorizia, Angela Bortoluzzi, gli assessori Enrico Papais e Gianpaolo Martinelli, la presidente della commissione cultura, Lucia Comuzzi e il parroco, monsignor Ignazio Sudoso.

Chi è Antonia Zoff? Nativa di Mariano del Friuli, la sua storia è legata a quella della storica famiglia dei Boscarol. Francesco, dopo il tentativo di cercar fortuna in Argentina, fece ritorno a Ronchi dei Legionari e, nel 1907, assieme alla moglie Pasqua, costruisce la casa dove ancora oggi vive Antonia. Già allora si coltivavano i campi e la famiglia dei Boscarol aveva una fucina per ferrare i cavalli ed i buoi. I contadini sistemavano anche le ruote dei calessi e dei carri e da questo ne deriva il soprannome “Rodari”.

Francesco e Pasqua diedero alla luce 10 figli, tra i quali anche Aldoro che, convolato a nozze nel 1934 con Francesca Petean, poggiò le basi per la creazione dell’attuale azienda agricola al civico 24 di via Soleschiano. Quella volta si produceva - e si produce ancora - il vino, venduto direttamente "in privata” nel periodo da San Giuseppe a pochi giorni dalla festa di Pasqua. Non mancavano la frutta e la verdura che - già dagli anni Trenta - Francesca vendeva dai banchi del mercato di Monfalcone.

Dal matrimonio, nacquero due figli, Nivio e Valneo. Quest'ultimo, nel 1961, sposò proprio Antonia. Accanto a loro si inseriscono i figli, Fabio ed Andrea, indispensabili per far progredire l’azienda che, agli inizi degli anni Ottanta, si ritrovano a gestire direttamente. Col tempo, si è perfezionata la produzione della “sbrovada” ottenuta dalle rape germogliate con la selezione dei semi direttamente in azienda, mentre s’inizia anche quella dei crauti da cavoli cappucci che crescono in territorio ronchese.

Nel 1987 Antonia prende il posto della suocera nella vendita diretta. Inconfondibile, alla guida della sua storica Ape con la quale percorre le strade della Bisiacaria, è sostenuta dai figli, dalla nuora Barbara e dai nipoti Francesca, Marco e Thomas. Tutti si sono ritrovati accanto a lei a vendere il vino e a raccogliere i frutti della terra che, sempre con il sorriso e con una battuta pronta per i suoi clienti, vende al mercato. Nel periodo carnevalizio, poi, ogni giorno con un vestito diverso. Nel 2021, va ricordato, Antonia è stata anche la sposa di Sior Anzoleto.

“Sono fiero di essere alla guida di una comunità così attiva – ha detto il sindaco Benvenuto – di una città che non è mai ferma. La signora Antonia è un esempio per tutti, specialmente per le nuove generazioni. Attraverso l'amore per la terra, il grande impegno e la determinazione per il suo lavoro, ma anche i sacrifici ed il sostegno di tutta la sua famiglia, ha saputo raggiungere importanti traguardi. Un grazie, va poi rivolto anche al circolo Acli che, dal 1986, porta avanti questo riconoscimento trasmettendo una grande sensibilità per la custodia di tanti valori e il senso di appartenenza verso la nostra città”.

Foto di Studio Leban

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