I DATI
Poveri anche se lavorano, in aumento gli accessi alla Caritas: ecco il report 2025
Un accesso su due ai Centri d’Ascolto e Distribuzione è nella fascia d’età 45-65 anni, un terzo del totale gli Under 45. In crescita la percentuale di cittadini italiani. L'analisi condotta su 1.672 persone.
La Caritas diocesana di Gorizia ha tracciato il "Rapporto Sulla Povertà" 2026, che quest’anno porta per titolo "Storie di volti ’off line’. Profili non visualizzati". Il Report analizza gli accessi dell’annualità 2025 ed è frutto del lavoro della rete dei Centri di Ascolto e di Distribuzione presente sul territorio, composta dal Centro di Ascolto diocesano di via Garzarolli a Gorizia e dai 16 punti di prossimità diffusi in tutti i decanati. Questa rete offre 39 ore alla settimana di apertura al pubblico grazie all’impegno di 86 volontari e di un operatore professionale che coordina la rete.
«Il volto dell’altro ci ricorda dello sguardo che siamo chiamati ad avere gli uni verso gli altri - ha commentato monsignor Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana di Gorizia - la Caritas ha in sé questo fondamentale obiettivo: portare gli uomini e le donne a “vedere” il volto dell’altro, soprattutto di chi, come affermato nel nostro Report, è “off line”, è più invisibile».
La rete ha incontrato nel 2025 un totale di 689 famiglie, pari a 1.672 persone, numero in diminuzione rispetto ai dati rilevati nel 2024 (838 nuclei familiari pari a 1.958 persone), ma in linea con l’annualità 2023 (688 famiglie, 1.612 persone). «Questo Report fotografa l’impegno quotidiano dei volontari e operatori dei CdA e CdD che consiste prevalentemente in incontri con le persone più vulnerabili che non "fanno notizia" e si potrebbe dire appunto che si trovano "off-line" - spiegano i referenti Caritas - questo patrimonio di sguardi deve essere diffuso perché diventi patrimonio comune, affinché ci sia una reale presa di coscienza collettiva sui fenomeni di impoverimento in atto che diventi stimolo per proposte sociali della società civile e impegni concreti della Politica Sociale».
I principali utenti dei Centri di Ascolto e Centri di Distribuzione del goriziano, fanno sapere i referenti Caritas, hanno il volto di un padre e di una madre e un’età compresa tra i 45 e i 65 anni. Tra coloro che si sono rivolti ai punti di Ascolto o di Distribuzione, ben il 49,55% appartiene a questa categoria – dato in linea ma in leggera crescita rispetto al 48,92% del 2024. L’alta frequenza di questa fascia di età sembra essere dovuta dalla presenza di una molteplicità di problematiche: nelle loro storie di vita si riscontrano bassa scolarizzazione e ridotte competenze professionali, unitamente a problemi di salute o connessi all’ambito familiare, ad esempio divorzi e separazioni o semplicemente difficolta ad armonizzare il tempo da dedicare al lavoro e quello da dedicare alla cura di familiari e di parenti.
Tra i dati di maggior rilievo presentati nel Report 2026 spicca anche quello relativo agli "Under 45", ben un terzo del totale tra gli utenti della rete con il 31,79% degli ascolti messi in atto (l’anno precedente era il 32,7%, il dato si presenta sostanzialmente invariato). La classe di età più anziana, over 65, si attesta invece al 18,66%, in linea con i precedenti report.
È cresciuta, nell’annualità 2025, la percentuale dei cittadini italiani che si sono rivolti ai centri, sfiorando un 59% e 5,5 punti percentuali in più rispetto all’annata precedente; in calo, invece, la componente straniera (41%). Il 47,17% di chi fa accesso ai punti di Ascolto o di Distribuzione del territorio ha un figlio minore a carico, mentre il 45,28% vive solo. Il 72,22% vive in una casa in locazione. Sommando poi invece coloro che sono ospiti da amici o parenti, o ancora coloro che vivono in una dimora precaria o sono accolti in una struttura di accoglienza o risultano senza dimora, si raggiunge una percentuale del 12,97%, superiore al 10,99% rilevato nel 2024.
I dati registrati dalla Caritas goriziana sono in linea con le rilevazioni Istat della povertà che evidenziano come la povertà assoluta in Italia sia effettivamente meno diffusa tra le persone più anziane. Il rapporto sulla Povertà in Italia del 2025 registra che, nell’anno 2024, la povertà assoluta per i 35 - 64enni si attesta al 9,5% sul totale della popolazione residente nel Paese, mentre fra gli over 65 è pari al 6,4%.
L’aspetto che forse più di tutti fa riflettere è la riduzione in termini percentuali dei disoccupati, fenomeno già osservato nell’annualità precedente, mentre cresce la quota di coloro che risultano in uno stato di povertà pur avendo un lavoro: i cosiddetti "working poors". Avere un lavoro, dunque, non rappresenta più una indiscussa garanzia: «Un contratto di lavoro non è un vaccino che ci rende immuni dal rischio di scivolare nella povertà» commentano i referenti del progetto.
Confrontando infine gli anni 2024 e 2025 si rileva un incremento tra le persone che hanno avuto accesso ai punti di Ascolto e di Distribuzione di coloro che si trovano in una situazione di multiproblematicità: crescono infatti sia coloro che hanno un disagio abitativo, sia coloro che hanno un problema di salute, sia coloro che hanno una problematica nella sfera familiare.
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