Ponte di Viscone ancora in stallo dopo tre anni, preoccupa il Torre vicino alle case

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Ponte di Viscone ancora in stallo dopo tre anni, preoccupa il Torre vicino alle case

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 21 Lug 2021
Copertina per Ponte di Viscone ancora in stallo dopo tre anni, preoccupa il Torre vicino alle case

La situazione lungo la Palmarina preoccupa l'area. L'intervento per aggiustare la briglia, dopo i danni alle sponde.

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Oltre allo stato dei lavori del nuovo ponte sul Torre, ci sono anche altri temi che preoccupano gli abitanti di Viscone. Nel giugno dell’anno scorso, infatti, si è rotta la briglia di contenimento del torrente, installata a poca distanza dal cantiere. Le precipitazioni incessanti di quei giorni avevano provocato una fortissima pressione sulla struttura e, da allora, il corso d'acqua si è sempre più spostato verso sinistra. Anche di questo si è parlato nell’incontro di ieri sera tra alcuni cittadini, sindaci del territorio e il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin. Il gruppo si è ritrovato alla Dogana Vecchia di Trivignano, punto centrale nell’area interessata.

Come evidenziato da un residente dell’area, Eugenio Cettolo, il danno ha fatto sì che venissero divorati in questi mesi ampie porzioni di vegetazione a ridosso del centro abitato. La struttura risale al 1983, quando venne realizzata dal Genio Civile per regolarizzare l'alveo del Torre e il suo deflusso. Per la sua manutenzione, erano stati investiti 1,2 milioni di euro, destinati al consolidamento attraverso un complessivo adeguamento strutturale. Ora, però, il commissario per il dissesto idrogeologico pagherà i lavori per la sua sistemazione, con una spesa stimata tra i 2 e 3 milioni di euro e un’iter che si prefigura complesso, a causa delle severe norme da rispettare.

L’annuncio è stato dato dalla sindaca di Chiopris Viscone, Raffaella Perusin, che ha anche replicato alle accuse di non essere intervenuti per tempo. L’amministrazione, infatti, aveva segnalato la difficile situazione già prima del danno, attivandosi successivamente con la Protezione civile affinché intervenisse. Sul tema è intervenuto anche Zanin, evidenziando che riparare la briglia non sarà sufficiente per limitare le future piene, suggerendo quindi la creazione di altre limitazioni alla furia dell’acqua. Tema che interessa inevitabilmente anche i due viadotti, vecchio e nuovo, su cui la prima cittadina ha ripercorso le tappe della vicenda, iniziata quasi 10 anni fa.

Nel 2013, infatti, venne approvato il progetto con l’allora sindaco Carlo Schiff e la presidenza di Debora Serracchiani. Ad oggi, l’opera è costata 23 milioni alla Regione e lo stesso assessore alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti (assente alla serata) aveva già dichiarato che l’amministrazione non avrebbe pagato di più. Nel mezzo, c’è il fallimento dell’azienda che ha installato i tubi risultati difettosi e ora c’è un confronto con le assicurazione per capire come uscire dallo stallo. All’incontro, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale, Paride Cargnelutti (per l’occasione moderatore dell’incontro), ha auspicato che Trieste possa anticipare comunque le spese.

Nel frattempo, il ponte vecchio rimane sotto controllo di Fvg Strade, anche se più nella parte sotto che quella sopra. Perussin ha confermato che vengono svolti costanti monitoraggi per certificare la sua stabilità, ma è altrettanto vero che gli asfalti e le paratie non appaiono in buono stato. Ripetute segnalazioni, inoltre, sono state avanzate per richiedere l’installazione di cartelli per segnalare il limite di 30 tonnellate lungo l’arteria, poiché ad oggi sono un cartello all’imbocco segnala la cosa. Sul cantiere, invece, “è stato deciso con Pizzimenti di non andare in assemblea pubblica per ora, aspettando di avere date precise” ha precisato la sindaca.

Nella foto, il ponte nuovo (Andrea Carrara)

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