Piogge furiose e copiose grandinate sul Goriziano: precipitati fino a 88mm d'acqua in 12 ore

Piogge furiose e copiose grandinate sul Goriziano: precipitati fino a 88mm d'acqua in 12 ore

I DATI

Piogge furiose e copiose grandinate sul Goriziano: precipitati fino a 88mm d'acqua in 12 ore

Di Redazione • Pubblicato il 15 Mag 2026
Copertina per Piogge furiose e copiose grandinate sul Goriziano: precipitati fino a 88mm d'acqua in 12 ore

Una supercella stazionaria ha bersagliato Gorizia e Monfalcone per più di due ore. Raffiche di vento a 87 km/h sulla costa e allerta ancora alta.

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Un'ondata di maltempo eccezionale ha colpito duramente il Friuli Venezia Giulia, accanendosi in particolar modo sulle zone orientali della regione e sul Goriziano. Tutto ha avuto inizio nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 14 maggio, quando a partire dalle 18.15 il rinforzo dello Scirocco, penetrato sulla pianura dal mare, ha generato un sistema temporalesco lineare tra Lignano e Palmanova.

Questa perturbazione si è spostata lentamente verso est, riversando rovesci sulla pianura e sull'Isontino. Avvicinandosi al Carso intorno alle 19.20, il sistema si è intensificato nella sua porzione meridionale, scatenando grandinate di medie dimensioni nella zona di Fossalon. Poco dopo, la perturbazione si è trasformata in una singola cella di forte intensità, responsabile delle prime grandinate cadute su Monfalcone. La cella temporalesca ha poi compiuto un movimento verso ovest, sopravvento, riformando un sistema lineare esteso da Grado a Ronchi dei Legionari.

Dalle 20 in poi, questo fronte ha assunto caratteristiche di stazionarietà, accanendosi sulle medesime aree, specialmente a sud, con rovesci insistenti e nuove grandinate. L'escalation si è concretizzata alle 20.40, quando il temporale si è evoluto in una temibile supercella, compattandosi e invigorendosi. Nel suo rapido spostamento verso nord-est, la supercella ha nuovamente investito Monfalcone e colpito Gorizia, flagellando il territorio con intense grandinate di piccole e medie dimensioni. Nel suo complesso, questa eccezionale evoluzione atmosferica ha comportato la persistente formazione di grandine su gran parte dell'Isontino per circa due ore, seguita da rovesci notturni di minore intensità su tutta la regione.

Gli effetti sul territorio sono stati estesi e hanno richiesto un massiccio intervento dei soccorsi. La Sala Operativa Regionale della Protezione Civile, che ha dispiegato sul campo 50 volontari e 18 mezzi, ha raccolto innumerevoli segnalazioni di dissesto. I centralini del Numero Unico per le Emergenze 112 sono stati roventi: sono pervenute 134 chiamate per allagamenti e 7 per crolli, concentrate quasi esclusivamente nelle zone orientali. Strade e scantinati allagati sono stati segnalati a San Giovanni al Natisone, Ronchi dei Legionari, Monfalcone, Gorizia, Savogna d'Isonzo e Cervignano. A Savogna d'Isonzo, inoltre, i tecnici stanno valutando un preoccupante movimento di scivolamento del terreno. A peggiorare il quadro è intervenuta l'acqua alta sulla costa: il mareometro di Grado, riferito allo zero di Punta Salute, ha registrato un picco di marea di 1,29 metri alle 21, mentre le rilevazioni a Trieste hanno segnato un livello di 1,25 metri alle 20.05.

A testimoniare la violenza dell'evento ci sono i dati registrati dalle centraline meteorologiche. Gli accumuli di pioggia in dodici ore hanno toccato punte estreme nel Goriziano, con l'Aeroporto di Gorizia che ha misurato ben 88 mm d'acqua. Valori molto alti si sono registrati anche a Doberdò con 87 mm, presso il Consorzio di Bonifica di Gorizia con 81 mm, nella sede ARPA FVG del capoluogo isontino con 79 mm, seguiti dai 65 mm del pluviometro di Monfalcone e dai 56 mm caduti a San Lorenzo. Anche le piogge nelle Valli del Natisone sono state significative, con 46 mm a Tribil Inferiore e 43 mm a S. Volfango.

A dare manforte alla pioggia sono state le raffiche di vento, che hanno spazzato la costa e le alture. Trieste, al molo Fratelli Bandiera, ha registrato una folata massima di 87 km/h alle tre di notte, mentre sul Monte Matajur il vento ha soffiato a 82 km/h nel pomeriggio. Raffiche molto forti hanno sferzato anche la stazione di Rest con 81 km/h, Grado con 77 km/h, Lignano Sabbiadoro con 69 km/h e l'area del Carso, con Doberdò che ha misurato 64 km/h e Fossalon 58 km/h. Da inizio evento, il cielo è stato solcato da un'intensa attività elettrica, ben visibile anche nelle mappe di riflettività radar, che hanno fotografato la fase più acuta dell'evento tra le 16.35 e le 18.10. Per quanto riguarda le prossime ore, la guardia rimane alta. Un fronte in quota potrebbe ancora favorire condizioni di instabilità nel corso della giornata odierna.

Sono attesi rovesci sparsi, con precipitazioni che in ventiquattro ore risulteranno deboli o moderate sui settori occidentali, ma che potrebbero essere ancora abbondanti a est. Non si esclude del tutto la formazione di temporali localmente più intensi sulla costa, sul Carso e sul Goriziano; tuttavia, le previsioni indicano che la probabilità di innesco e l'intensità di questi fenomeni risulteranno inferiori rispetto a quanto vissuto nella drammatica serata di ieri.

Foto di Salvatore Ferrara

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