Pieris, messi in sicurezza i ‘Cedrus deodara’ di via Marconi: «tutelati» e ridotto il loro peso statico

Pieris, messi in sicurezza i ‘Cedrus deodara’ di via Marconi: «tutelati» e ridotto il loro peso statico

GLI INTERVENTI

Pieris, messi in sicurezza i ‘Cedrus deodara’ di via Marconi: «tutelati» e ridotto il loro peso statico

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Gen 2026
Copertina per Pieris, messi in sicurezza i ‘Cedrus deodara’ di via Marconi: «tutelati» e ridotto il loro peso statico

Si è reso necessario l’intervento conservativo sulle cinque specie che riversavano in deficit strutturale. Posizionati cavi di tenuta contro crolli e rotture. Spesa da 30mila euro.

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Sono state effettuate a Pieris, in via Marconi, le potature di cinque “Cedrus deodara”, comunemente conosciuti come Cedri dell'Himalaya. Questo intervento finanziato dalla Direzione Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, si è reso necessario per ridurre il rischio di caduta di rami, o nella peggiore delle ipotesi, di un’intera pianta.  «Dopo la caduta di un albero della stessa specie e inserito nel medesimo appezzamento alcuni anni or sono, l’amministrazione aveva posto sotto osservazione i cinque alberi, ad oggi inseriti tra gli alberi notevoli regionali – spiega l’assessore all’ambiente del Comune di San Canzian d'Isonzo, Franco Devidè – si tratta del seguito di tutta una serie di indagini, anche di carattere strumentale, effettuate da uno studio agronomico forestale specializzato».

Il dottore forestale Giulio Cosola, specializzato in pianificazione e censimenti arborei, forestazione urbana e stabilità delle piante ha certificato che almeno una delle piante aveva evidenziato notevoli deficit strutturali, tanto che, in un primo tempo, l’amministrazione comunale aveva pensato all’eliminazione di almeno tre alberi, tra l’altro i più maestosi.

«Essendo queste specie inserite negli elenchi degli alberi tutelati a livello regionale, il Comune ha chiesto l’aiuto della Regione ed è stato interpellato proprio il tecnico responsabile degli alberi monumentali regionali, il dottor Andrea Maroè, per avere un parere definitivo» continua Devidè. Il tecnico ha quindi deciso di approfondire la situazione andando a verificare anche la salute e la portanza degli apparati radicali, «in quanto il più delle volte, questi alberi possono perdere dei rami ma anche schiantarsi dalla base a seguito di marciumi radicali, come già era accaduto in precedenza». L'intervento ad hoc è stato reso possibile grazie ad un contributo di 30mila euro della Regione.

Valutati i risultati della verifica, anche in relazione ai risultati delle prove di trazione precedentemente effettuate, si è optato per un intervento conservativo al fine di poter godere ancora per i prossimi anni della preziosa quinta arborea cioè una barriera vegetale lineare costituita da alberi e, talvolta, arbusti disposti in filari con lo scopo di proteggere le colture o gli spazi esterni dal vento e da altri agenti atmosferici.

«L’intervento però ha richiesto una forte riduzione dei pesi statici dell’albero più a rischio con un intervento di potatura per una riduzione della chioma mediante tagli di ritorno – precisa l’esponente della Giunta - questo intervento, molto diverso da una comune capitozzatura, serve ad eliminare selettivamente rami di piccole medie e grandi dimensioni, cercando però di mantenere il portamento tipico della pianta, soprattutto rifacendosi alle situazioni che si ritrovano in natura su alberi vetusti, che naturalmente tendono a ridurre la loro chioma man mano che procedono con l’età. Naturalmente, più il taglio del ramo ha dimensioni consistenti, maggiore deve essere l’attenzione che l’arboricoltore deve fare nella rifilatura del taglio stesso, che non deve ledere il collare del tronco. Proprio per questo motivo questi interventi devono essere effettuati da arboricoltori certificati ed esperti, il più delle volte in arrampicata per poter lavorare all’interno della chioma così come la pianta richiede».

Per questo tipo di intervento l’Ente si è affidato alla ditta specializzata “Tramontini Davide” che ha eseguito la potatura del primo cedro. «Anche gli altri due dovranno essere parzialmente ridotti in quanto i tre esemplari principali si “muovono” e sono cresciuti come un solo esemplare e come tali devono essere considerati» illustra Devidè. Il materiale derivante dalla riduzione mediante cippatura dei residui di potatura, verrà ridistribuito alla base delle piante per ammendare il terreno e ridurre il compattamente dello stesso, favorendo così anche lo sviluppo di nuove radici e di tessuto legnoso di sostegno.

Inoltre, in chioma, verranno posizionati appositi cavi di tenuta che serviranno a ridurre ulteriormente la eventuale possibilità di rotture o crolli e il terreno sarà trattato con micorrize e speciali acidi umici che favoriranno ulteriormente il recupero radicale e quindi anche lo sviluppo di nuove gemme in chioma. Analogo intervento verrà poi effettuato anche sugli altri due cedri presenti nel giardino così da risanare tutte le cinque piante presenti. «Attraverso queste azioni l’amministrazione vuole dimostrare che con le idonee metodologie di intervento e le attuali cognizioni tecniche, gli alberi importanti del paese possono e devono essere conservati». Al termine dei lavori verranno posizionate anche due bacheche divulgative che spiegheranno i vari interventi che sono stati eseguiti, «poiché è dalla conoscenza che nasce la consapevolezza della tutela del nostro patrimonio arboreo» conclude l’assessore.

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