Piano oncologico, Gorizia difende i reparti: «No al depotenziamento dell'ospedale»

Piano oncologico, Gorizia difende i reparti: «No al depotenziamento dell'ospedale»

Sanità

Piano oncologico, Gorizia difende i reparti: «No al depotenziamento dell'ospedale»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 28 Lug 2026
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Il Consiglio comunale approva la mozione di Laura Fasiolo. Ziberna fa propria la richiesta a tutela dell’ospedale unico su due sedi.

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Il Consiglio comunale di Gorizia prende posizione sulla riorganizzazione della rete oncologica regionale e chiede garanzie sul mantenimento dei servizi sanitari nell’Isontino. Durante la seduta del 27 luglio il sindaco Rodolfo Ziberna ha fatto propria la mozione presentata dalla consigliera del Partito democratico Laura Fasiolo, sottoscritta da diversi rappresentanti dell’aula, dedicata alla tutela del presidio ospedaliero unico articolato sulle sedi di Gorizia e Monfalcone.

Al centro del documento il timore che le previsioni contenute nel Piano regionale della rete oncologica, approvato dalla Giunta regionale nel gennaio 2025, possano determinare un ridimensionamento delle attività chirurgiche svolte negli ospedali spoke isontini a favore di un maggiore accentramento su Trieste.

La mozione richiama in particolare il futuro dell’attività chirurgica oncologica delle strutture di Urologia e Chirurgia di Gorizia-Monfalcone, evidenziando come alcune prestazioni oggi garantite sul territorio possano essere trasferite verso il capoluogo regionale. Secondo i firmatari, questo comporterebbe un impoverimento dell’offerta sanitaria locale e un aumento delle disparità nell’accesso alle cure per i cittadini dell’Isontino.

Nel documento viene sottolineato come il modello “hub & spoke” debba garantire non soltanto la concentrazione delle attività più complesse nei grandi centri, ma anche il ruolo degli ospedali territoriali, considerati fondamentali per assicurare prossimità e continuità assistenziale.

La consigliera Fasiolo, nel suo intervento in aula, ha ringraziato l’assessore comunale Silvana Romano per il confronto sviluppato sul tema e ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto con l’adesione del sindaco alla mozione. «In questo modo, salvando la mozione, si accolgono dei punti importanti», ha spiegato Fasiolo  «Il primo riguarda la sicurezza dei pazienti, perché sono più sicuri dove c’è più volume. I numeri dell’urologia di Gorizia sono superiori rispetto a quelli di altri reparti della regione e siamo oltre i parametri di sicurezza».

Secondo la consigliera, quindi, non ci sarebbero motivazioni legate alla qualità delle prestazioni per giustificare un trasferimento di attività: «Perché privare Gorizia del reparto di urologia? La cistectomia e il robot chirurgico dovranno rimanere a Gorizia». La mozione impegna ora l’amministrazione comunale a sostenere in tutte le sedi istituzionali la difesa dell’offerta sanitaria ospedaliera e territoriale dell’area isontina, chiedendo alla Regione interventi concreti per evitare riduzioni dei servizi.  

Il documento richiama anche il ruolo delle équipe mediche maturate negli anni negli ospedali di Gorizia e Monfalcone, evidenziando come esperienza e competenze non siano legate esclusivamente ai grandi centri hub. Un passaggio che si inserisce nel dibattito più ampio sul futuro della sanità territoriale e sull’equilibrio tra centralizzazione delle attività e diritto alla prossimità delle cure.

Con l’approvazione della mozione, il Consiglio comunale ha dunque chiesto che il presidio ospedaliero unico su due sedi venga preservato nella sua capacità operativa, mantenendo nel territorio quelle attività che, secondo i firmatari (oltre a Fasiolo hanno sottoscritto Marco Rossi, Barbara Businelli, Livio Grapulin, Franco Perzza, Alessandro Feri, Emanuele Traini, Eleonora Sartori, Andrea Picco e Rosy Tucci) garantiscono già oggi volumi e livelli di sicurezza adeguati.

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