Le scuole superiori nell'ex Ospedale vecchio di Gorizia, l'idea se non va in porto il carcere europeo

Le scuole superiori nell'ex Ospedale vecchio di Gorizia, l'idea se non va in porto il carcere europeo

il piano b

Le scuole superiori nell'ex Ospedale vecchio di Gorizia, l'idea se non va in porto il carcere europeo

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 28 Gen 2021
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Si attendono novità  sul progetto della struttura di via Vittorio Veneto, legato ai finanziamenti europei del Recovery plan.

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Sono giorni di attesa per sapere cosa ne sarà  del progetto del "carcere europeo" di Gorizia, la cui realizzazione sarà  nell'ex Ospedale vecchio di via Vittorio Veneto (nella foto). Il piano per trasformare il sito, di proprietà  della Regione, prevede la sua realizzazione entro il 2026 e, come spiegato più volte dal sindaco Rodolfo Ziberna, dovrebbe portare in città  400 nuovi posti di lavoro. Nella visione del suo ideatore, il già  direttore di carcere e provveditore delle carceri del Triveneto Enrico Sbriglia, si tratta di un "luogo permanente di studio, ricerca giuridica e pedagogica, a mente delle finalità  rieducative della pena". Nel caso però tutto ciò non si concretizzasse, esiste già  un piano b per non lasciare ancora vuoto e in degrado l'ex nosocomio.

Lo ha spiegato lo stesso primo cittadino questa mattina, in occasione della presentazione nella sala del consiglio comunale del nuovo programma di edilizia scolastica per l'Ente di decentramento regionale (Edr) di Gorizia. Durante l'incontro, infatti, è emersa più volte la necessità  di trovare nuovi spazi per gli alunni delle scuole superiori in città , visti i prossimi numerosi cantieri per la riqualificazione e adeguamento antisismico degli edifici. In particolare, si è ipotizzata anche l'idea di creare delle sedi ex novo, predisponendo già  un quadro di spesa complessivo di 31 milioni di euro per spostare gli istituti Slataper, Galilei e creare una nuova palestra per il polo liceale. Oltre a questi, c'è anche lo scientifico Buonarotti di Monfalcone.

Tutte ancora ipotesi, hanno chiarito gli assessori regionali alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, e all'Istruzione, Alessia Rosolen. Da Ziberna, in ogni caso, è arrivata l'idea anche di studiare un possibile uso dell'edificio a pochi passi dal confine come centro orbitante delle scuole superiori goriziane. Un piano b, quindi, qualora non si riuscisse ad ottenere i fondi per far partire i lavori per il carcere europeo. Questi, infatti, sono legati a doppio filo al Recovery plan, con la richiesta che il progetto venga incluso tra quelli finanziabili grazie agli oltre 140 miliardi che Bruxelles destinerà  a Roma ma solo dopo che quest'ultima presenterà  le proprie proposte di investimento. La deadline del 30 aprile, però, potrebbe anche slittare.

"O si coglie questa opportunità  - ha commentato il sindaco -, o questo resterà  un luogo vuoto. Perché allora non trasformarlo in un polo? Il dove si studia è importante e i giovani hanno bisogno di spazio". Ziberna ha quindi rimarcato la validità  dell'area per trasferire qui gli studenti delle superiori, dandogli la possibilità  di godere di ampi spazi non solo per la didattica ma anche per attività  extracurriculari. Anche per formare figure professionali che troveranno lavoro nel mercato transfrontaliero. L'idea è già  stata esposta alla Regione, ma ovviamente tutto dipenderà  da cosa accadrà  con il "piano a", su cui comunque la giunta continua a scommettere. L'idea, peraltro, tratteggia quella già  promossa di concentrare qui un centro universitario internazionale.

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