Il ricordo
Il percorso ebraico e Michelstaedter, «così si è mantenuta la memoria della comunità ebraica cittadina»
Nel Giorno della Memoria numerose le attività in Sinagoga. Oreti ricorda i collegamenti e la valorizzazione con la Capitale Europea della Cultura. Ziberna, «non esiste un Piano B a pace e convivenza».
In una giornata dedicata interamente alla Memoria e, in particolare, alle attività all’interno della Sinagoga di Gorizia, si è inserita anche la commemorazione ufficiale proprio nel cortile dell’edificio di via Ascoli. L’assessore alla cultura, Fabrizio Oreti, ha ricordato come «uno dei lasciti della Capitale Europea della Cultura è proprio il percorso ebraico che dimostra non solo la nostra ricchezza transfrontaliera ma anche il dramma della storia che ha visto scomparire dalla nostra città la comunità ebraica».
In questo contesto, «una delle figure che abbiamo voluto valorizzare è stata quella di Carlo Michelstaedter, filosofo nato a Gorizia e oggi sepolto a Nova Gorica nel cimitero di Valdirose. La Sinagoga di Gorizia è di proprietà del Comune, pertanto, è un bene di tutti i cittadini. La più antica della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, datata 1756, che abbiamo riqualificato a favore della capitale europea della cultura e del percorso ebraico transfrontaliero con il cimitero di Valdirose. Per una giornata importante come lo è quella della memoria sono tante le attività in campo per ricordare i drammi della storia affinché non si ripetano più», così ancora Oreti.
Da Strasburgo, dove domani, 28 gennaio, assieme all’omologo di Nova Gorica, Samo Turel, illustrerà al Consiglio d’Europa le attività e i risultati della Capitale Europea della Cultura, il primo cittadino, Rodolfo Ziberna, ha ricordato come «l’esperienza di Capitale Europea della Cultura 2025 ci ha mostrato che il dialogo è possibile: l'incontro tra cinque diverse confessioni religiose nelle nostre terre non è stato solo un evento, ma una direzione tracciata. Non esiste un "Piano B" alla pace e alla convivenza».
Ha poi fatto riferimento al titolo dell’incontro «“Remember. Learn. Act”: non sono solo parole, ma gli strumenti con cui abbiamo costruito questo risultato. La cultura e la formazione restano l’unico baluardo contro l'antisemitismo e il razzismo. In un’epoca segnata dalla violenza verbale, dalle fake news e da una pericolosa assuefazione all'odio, abbiamo il dovere morale di non restare indifferenti. Ringrazio gli organizzatori per questo momento di riflessione. Assicuro con forza che Gorizia era, è e rimarrà al vostro fianco. Perché la vostra battaglia per la dignità e la verità è la nostra battaglia».
Di fatto, il sindaco ha preso parte in collegamento da Strasburgo stamattina all’incontro "Remember. Learn. Act", ovvero “Ricordare. Imparare. Agire”, tavola rotonda promossa da Regione, Start Learning Cities Up e la città israeliana di Modi’in-Maccabim-Re’ut, in collegamento da Strasburgo. L’iniziativa, organizzata nella Giornata della Memoria, è stata l’occasione per riaffermare la necessità assoluta del dialogo internazionale. Insieme al primo cittadino di Gorizia sono intervenuti l'assessore regionale Rosolen, il vicesindaco di Trieste Tonel, la rappresentante del Ministero degli Esteri Davidovich e i rappresentanti di Comuni e delle Learning Cities. Tra questi ultimi anche Haim Bibas, sindaco di Modi’in-Maccabim-Re’ut.
La partnership tra la Regione e la città israeliana ha preso il via nel 2019, con un progetto pilota, fino alla firma nel 2022 di un Memorandum da cui nato appunto il progetto “Start learning cities up”, per la promozione di collaborazioni e scambi per attuare il modello delle learning cities, lo sviluppo di modelli di apprendimento continuo anche con l’utilizzo di nuove tecnologie digitali, il sostegno di azioni contro l’antisemitismo e l’attivazione di gemellaggi tra istituti scolastici. Gorizia ha poi aderito a fine 2023 al progetto.
Per quanto riguarda il futuro della Sinagoga, sono stati “messi i ferri in acqua” per una gestione che la faccia diventare un elemento di punta per l’attrattività del territorio. A questo proposito, dopo un incontro con la Comunità ebraica di Trieste, è stato individuato anche un collegamento con il Museo Ebraico di Trieste, nell’ottica di approfondire ulteriormente la storia ebraica partendo da Gorizia, agganciandosi ad altre realtà e creando una rete per la valorizzazione dell’ex ghetto. In questo contesto, il cimitero di Valdirose acquisisce grande rilevanza. Saranno a breve definiti nuovi orari e nuove modalità di accesso.
Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunità ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino è testimoniato nella “terra di sotto” ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt’oggi conserva l’antico toponimo di Cocevia. Della fine del XVII secolo poi, per volontà dell’Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attività commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la “piccola Gerusalemme sull’Isonzo”. Pur non essendo mai una comunità molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della città una presenza importante nell’ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunità che aderirono all’idea nazionale italiana almeno fino al 1938. ovvero fino all’emanazione delle leggi razziali. Con l’occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in città furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Nel 1969 la decimata Comunità goriziana si unì a quella di Trieste. Costruita nel 1756, la Sinagoga fu utilizzata dalla Comunità ebraica di Gorizia fino a quell’anno. Nel 1978 la Comunità di Trieste donò l’edificio in abbandono al Comune, perché lo restaurasse e lo destinasse ad attività culturali riguardanti l’ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro, la riapertura del Tempio avvenne nel 1984. Attualmente il Tempio non è adibito al culto.
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