La pelle umana come una tela, la sfida del nuovo studio di tattoo di un 23enne di Cormons

La pelle umana come una tela, la sfida del nuovo studio di tattoo di un 23enne di Cormons

dopo tre anni di accademia

La pelle umana come una tela, la sfida del nuovo studio di tattoo di un 23enne di Cormons

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 19 Gen 2021
Copertina per La pelle umana come una tela, la sfida del nuovo studio di tattoo di un 23enne di Cormons

Tra qualche giorno aprirà  il nuovo angolo di Carlo Nargiso, fresco di laurea triennale all'Accademia di belle arti di Venezia.

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Dopo mesi di preparativi, finalmente il primo febbraio inizierà  l'avventura del 23enne Carlo Nargiso (nella foto) e del suo studio di tatuaggi in via Gorizia a Cormons. Una sfida quella di aprire un'attività  in proprio già  così giovane, certamente non semplificata dalla pandemia in corso e dalle conseguenti limitazioni imposte dalle normative. Il grande passo, però, affonda le radici indietro nel tempo, quando ancora il ragazzo frequentava l'Accademia di belle arti a Venezia. "Mi sono laureato in Pittura - ci spiega - e già  al primo anno ho iniziato a sperimentare, comprandomi una prima macchinetta e facendo i primi lavori su pelle finta". Da lì, poi, il percorso ha iniziato a prendere forma sempre più.

"Con il tempo - prosegue Nargiso -, ho iniziato a frequentare qualche lezione e a sperimentare anche sulle prime persone che si sono offerte volontarie. A quel punto ho capito che quella poteva essere la mia strada, insieme alla pittura e scultura, che continuo a coltivare ancora oggi". Proprio il suo nuovo spazio non sarà  solo dedicato ai tattoo, ma diventerà  anche un luogo dove esporre le proprie opere e quelle di altri artisti locali. Un passaggio, comunque, rinviato a quando ci si potrà  spostare liberamente: "Ora le regole sono più stringenti, ma appena si potrà  fare qualche evento, la sala d'aspetto ospiterà  piccole mostre di vari arti, sia da Venezia che da altre parti d'Italia, oltre che locali".

"In zona ci sono tanti artisti - sottolinea il 23enne - ma forse non c'è abbastanza visibilità  e vorrei dargliela". Sarà  quindi anche possibile ammirare queste installazioni, senza necessariamente farsi tatuare. "So che all'Università  della terza età  fanno delle sculture con il legno e mi piacerebbe anche poter ospitare delle loro realizzazioni. Non sarà  uno studio fine a sé stesso". Nel corso degli anni, Nargiso ha appreso l'arte da autodidatta, seguendo comunque alcuni corsi sugli aspetti più legati alla sicurezza e igenizzazione. In generale, però, "mi sono chiuso in camera per fare molti esercizi, dapprima sulla pelle finta e poi sui volontari. Prediligo i generi legati al traditional e old school".

Nella visione del ragazzo, il tatuaggio non dev'essere necessariamente qualcosa che si mostra agli altri, ma deve innanzitutto "avere una sua impronta e forza. Voglio puntare poi sull'unione tra l'arte e i corpi su cui disegno". Dal punto di vista imprenditoriale, invece, il percorso non è stato proprio facile: "Già  al liceo nessuno ti spiega come intraprendere un percorso come questo, soprattutto dal punto di vista burocratico. Non puoi più fare da solo quello che vuoi, ma vanno rispettate delle regole che capisci con il tempo. Tutto ciò mi ha aiutato a crescere". In tutto, la bottega sarà  distribuita su una superficie da 25 metri quadri, più i 6 metri quadri del bagno, divisi tra la saletta d'aspetto e lo studio in sé.

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