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Pd al lavoro sui candidati alle elezioni, nodo sul collegio di Gorizia

verso il 25 settembre

Pd al lavoro sui candidati alle elezioni, nodo sul collegio di Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 05 Ago 2022
Copertina per Pd al lavoro sui candidati alle elezioni, nodo sul collegio di Gorizia

Nomi al vaglio della segreteria nazionale, a novembre il congresso provinciale del partito.

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La corsa alle urne nazionali ha inevitabili riflessi anche sul contesto locale. In casa del Partito democratico, la discussione verte su nomi dei possibili candidati per il 25 settembre, ponendo ormai in secondo piano il congresso provinciale di Gorizia che sarà ormai a novembre. Se dapprima si parlava della riunione all’indomani delle vacanze estive, l’appuntamento caldo per il rinnovo del Parlamento costringe tutti a muoversi per lavorare sulla squadra che si presenterà nei collegi del profondo Nordest.

Ancora non ci sono indicazioni su chi è stato segnalato alla segretaria nazionale, se non per il profilo dell’ex candidato sindaco di Trieste e già senatore Francesco Russo. Dal Goriziano, invece, il toto-nomi non ha dato ancora profili. “Deciderà Roma” il commento del segretario provinciale, Diego Moretti, anche in base a quale sarà l’effettiva coalizione del centrosinistra. Mentre alla sede Nazzareno di susseguono i vertici tra Enrico Letta e le diverse forze politiche, in Friuli Venezia Giulia si riflette sui numeri.

Il taglio dei parlamentari, approvato dal referendum del 2020 e che sarà effettivo dalla prossima legislatura, riserverà alla regione 12 parlamentari anziché i precedenti 21. Il tutto a fronte di una mancata modifica della legge regionale, tanto che la minoranza slovena - a partire dalla senatrice dem Tatjana Rojc - ha più volte fatto presente il rischio dell’assenza di un’esponente di questa comunità. In ogni caso, dopo l’appuntamento nazionale, il Pd goriziano sarà chiamato al bilancio degli ultimi anni e al rinnovo delle cariche.

Una discussione che passerà inevitabilmente per gli appuntamenti elettorali di quest’anno, con le sconfitte a Gorizia e Monfalcone, oltre che a Cormons, ma anche le riconferme a San Canzian d’Isonzo, Romans l’anno scorso e la vittoria a Ronchi dei Legionari. Temi, questi, che “per ora passano in secondo piano” come conferma il numero uno del circolo del capoluogo, Franco Perazza, che fa anche il bilancio su come si è mosso il suo gruppo negli ultimi mesi: “Stanno crescendo volti nuovi, anche perché non voglio fare il segretario in eterno”.

Lo stesso Perazza conferma che “non esistono incompatibilità tra il ruolo di consigliere e segretario, ma ho comunque scelto di non fare il capogruppo in consiglio comunale perché Marco Rossi ha lavorato bene negli ultimi cinque anni”. Tornando alle parlamentari, bisognerà individuare anche il volto per l’uninominale: nel 2018, la forza di centrosinistra - che correva con +Europa, Italia Europa Insieme e Civica popolare Lorenzin, arrivò a poco meno del 25% nel collegio goriziano, non abbastanza per la riconferma del deputato Giorgio Brandolin.

Nella foto: Enrico Letta durante la campagna elettorale a Gorizia (Daniele Tibaldi)

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