Parte da Monfalcone e Gorizia uno studio sulle ulcere del piede diabetico

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Parte da Monfalcone e Gorizia uno studio sulle ulcere del piede diabetico

Di Redazione • Pubblicato il 13 Ago 2021
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La diabetologia dei due ospedali costituisce un punto di riferimento d'eccellenza per il trattamento di diabete e delle sue complicanze con l'utilizzo anche di farmaci innovativi e nuove tecnologie.

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La SSD Diabetologia di Gorizia e Monfalcone costituisce un punto di riferimento per il trattamento del diabete e delle sue complicanze e si caratterizza per l'uso appropriato di farmaci innovativi, l'impiego di nuove tecnologie per la gestione del diabete insulino-dipendente e la gestione delle donne diabetiche in gravidanza e del diabete gestazionale. Il Centro rappresenta inoltre un'eccellenza in Regione in particolare per la Diagnosi e Cura del piede diabetico, poiché offre un percorso diagnostico-terapeutico completo per la gestione di questa temibile complicanza. Di spicco anche l'attività educazionale svolta dal team diabetologico, volta a garantire consapevolezza e possibilità di autogestione al paziente diabetico.

Il personale inoltre è coinvolto in progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale, tra cui lo studio multicentrico internazionale di un dispositivo medico per il trattamento di ulcere infette del piede in pazienti diabetici.

L’obiettivo dello studio è valutare la superiorità in termini di efficacia e sicurezza dell'applicazione topica del sistema VULNOFAST® plus/VULNOLIGHT® in aggiunta alla cura usuale rispetto all’utilizzo della sola cura usuale.

Lo studio prevede un totale di 146 pazienti, di cui 80 in Italia e 10 presso ASUGI. Si tratta di pazienti ambulatoriali e ricoverati affetti da diabete di tipo 1 o 2 con una ferita cronica del piede diabetico con profondità pari al grado 2 (ulcera "cronica" da piede diabetico).

Verrà valutato il miglioramento clinico dopo due settimane di trattamento, tramite la valutazione della percentuale di pazienti nei quali si riduce la carica batterica sulla ferita cronica. Il materiale su cui misurare la carica batterica viene prelevato tramite "punch biopsy", una tecnica di biopsia che utilizza un’incisione piccolissima (da 3 a 4 mm). L’obiettivo secondario è la riduzione dell’area dell'ulcera. 

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