Oslavia, dopo 109 anni Ciro è tornato a casa: ritrovato il nome del tenente Caretti

Oslavia, dopo 109 anni Ciro è tornato a casa: ritrovato il nome del tenente Caretti

LA MEMORIA

Oslavia, dopo 109 anni Ciro è tornato a casa: ritrovato il nome del tenente Caretti

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 29 Ago 2026
Copertina per Oslavia, dopo 109 anni Ciro è tornato a casa: ritrovato il nome del tenente Caretti

La nipote lo ha cercato per tutta la vita. Morto a 24 anni il 1° settembre 1917, era stato dato per sepolto in un cimitero della Jugoslavia. La verità era incisa sulle pietre del Sacrario di Oslavia.

Condividi
Tempo di lettura

Per decenni è stato un nome cercato nel silenzio. Una fotografia, una storia familiare tramandata, una domanda rimasta senza risposta. Poi, a più di un secolo dalla sua morte, la memoria di Ciro Caretti è tornata a vivere. La storia è quella di uno dei tanti giovani che la Prima guerra mondiale strappò alla vita, alla famiglia e agli affetti. Ma è anche la storia di una ricerca mai interrotta, quella della nipote che non ha mai smesso di cercare il nonno che non aveva potuto conoscere. A raccontarla è il colonnello Massimiliano Fioretti, direttore del Sacrario di Redipuglia e di più di oltre dieci siti gestiti dall’Ufficio per la Tutela e la Cultura della Memoria della Difesa, che ha accompagnato idealmente questo ritrovamento al Sacrario di Oslavia, nel Torrione Prelli. Ciro Caretti era tenente del 270° Reggimento di fanteria. Partito volontario, cadde il 1° settembre 1917. Aveva appena 24 anni. A casa lasciò la moglie e due figli.

La sua famiglia, però, per molti anni non seppe dove fosse stato sepolto. Nel 1954 la moglie, ancora alla ricerca di notizie sul marito, si rivolse al cappellano militare di Redipuglia. Ricevette una risposta che sembrava poter mettere fine a quella dolorosa incertezza: Ciro sarebbe stato sepolto in uno dei cimiteri della Jugoslavia.

Quella notizia, però, non era fondata. E così il giovane tenente rimase per decenni senza un luogo preciso nel quale la sua famiglia potesse ritrovarlo, ricordarlo e piangerlo. A tenere aperta quella ricerca è stata la nipote. Una ricerca durata una vita, portata avanti con caparbietà fino a quando il nome di Ciro Caretti è riemerso dalle pietre del Sacrario di Oslavia. L'incontro è avvenuto davanti a quel muro freddo sul quale sono incisi i nomi di migliaia di caduti. Tra quei nomi c'era anche il suo: Ciro Caretti, tenente del 270° Reggimento di fanteria, 24 anni.

La nipote si è trovata finalmente davanti al nome dell'uomo che aveva cercato per tutta la vita. Due esistenze separate da più di un secolo si sono incontrate idealmente in quel momento. Un abbraccio lungo una vita intera, quello tra una donna e il nonno che non aveva mai potuto conoscere. Poi una lettera. Scritta di suo pugno dalla nipote e affidata a quel luogo, perché quelle parole potessero finalmente raggiungere Ciro. Non più soltanto un nome da cercare, una data o una traccia dispersa nelle carte della storia, ma una persona alla quale restituire affetto e memoria.

«Non voglio attribuire meriti se non alla caparbietà della nipote, che non ha mai smesso di cercare», sottolinea Fioretti nel suo racconto. Perché è proprio quella ricerca a rappresentare il filo che ha permesso alla memoria di sopravvivere al tempo.

Oslavia, del resto, custodisce migliaia di storie simili. Nomi incisi nella pietra che appartengono a uomini con una famiglia, degli affetti, dei progetti e una vita ancora da vivere. La guerra li ha trasformati nei numeri e nelle date che oggi leggiamo sui monumenti, ma dietro ciascun nome c'era una persona.

La storia di Ciro Caretti ricorda proprio questo: il tempo può cancellare i volti, consumare le fotografie e disperdere le tracce. Ma finché qualcuno continuerà a cercare, a ricordare e a pronunciare quei nomi, quella memoria resterà viva. E così, dopo più di un secolo, Ciro Caretti è finalmente tornato a casa. Non nel luogo in cui aveva vissuto, ma in quello nel quale la sua famiglia può finalmente ritrovarlo. Ad Oslavia, tra i nomi incisi nella pietra, dove oggi anche la sua storia può essere nuovamente raccontata.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Sagra de le raze 2026