IL PROGETTO
Orti Sociali a Gorizia: Ater e Grass insieme per coltivare l'Inclusione sociale
Ater, assieme all'associazione Grass, conferma l'adesione a progettazioni per lo sviluppo di un modello innovativo di welfare comunitario. Impegno su convivialità e invecchiamento attivo.
L'Ater Gorizia non si occupa solo della gestione dell'edilizia convenzionata, ma realizza anche progetti innovativi a beneficio della comunità . Tra questi spicca il progetto degli Orti Sociali, nato nel 2016 dalla collaborazione con l'Associazione Grass- Gorizia Riscopre l'Agricoltura Sociale e Solidale - che proprio in questo periodo compie 10 anni di attività .
«Quando Ater e la nostra associazione si sono incontrate, abbiamo capito subito che avremmo potuto creare qualcosa di unico - racconta Francesco Portelli, socio fondatore dell'Associazione Grass – e così, un terreno di proprietà di Ater, situato nell'ex fondo terriero delle suore Orsoline in via Sant'Angela Merici, è stato trasformato in un'area verde di circa 8mila metri quadri dedicata agli orti urbani. Questo spazio è oggi suddiviso in 35 orti comuni e tre postazioni accessibili a persone con disabilità . La gestione del progetto è improntata all'inclusione e all'accessibilità , con una particolare attenzione agli assegnatari di alloggi ATER, pur essendo aperta a tutti i cittadini interessati».
Un modello di welfare di comunità
Dopo la prima stipula del contratto nel 2016, l'accordo di comodato gratuito tra Ater e Grass è stato recentemente rinnovato, confermando l'impegno di Ater per lo sviluppo di un modello innovativo di welfare comunitario. Il progetto si inserisce in un percorso di crescita continua, che punta a rendere l'agricoltura urbana accessibile a tutti e a promuovere la socializzazione, l'inclusione e la sostenibilità ambientale.
«Ci siamo resi conto fin da subito - continua Portelli – che anche un orto può rappresentare una barriera per le persone con disabilità fisiche. Per questo motivo, il progetto ha sempre più virato sull'accessibilità , con l'obiettivo di rendere le attività agricole aperte e fruibili da chiunque, senza limitazioni». Un esempio concreto di questa visione è la creazione di tre vasche rialzate, che consentono anche a persone in carrozzina di coltivare in altezza, abbattendo le barriere fisiche e facilitando la partecipazione attiva di tutti.
Nuove prospettive e progetti per il futuro
In linea con l'evoluzione del progetto, sono in corso interventi per rendere gli spazi degli orti sempre più fruibili a persone anziane e fragili. Inoltre, nel 2025 prenderà il via un nuovo percorso formativo, caratterizzato da “Incontri con l'Esperto” tenuti da docenti qualificati. L'obiettivo è creare momenti di apprendimento teorico-pratico che coinvolgano persone di tutte le età , promuovendo la convivialità e anche l'invecchiamento attivo. Tra le iniziative previste, si sperimenteranno collaborazioni intergenerazionali, affiancando giovani e anziani esperti del settore, per favorire lo scambio di conoscenze e la creazione di nuove reti sociali.
Più di un orto: un luogo di cultura e socialità
L'Associazione Grass – che opera interamente grazie all'apporto di volontari attivisti - non si limita alla gestione degli orti, ma promuove diverse attività formative e divulgative aperte a tutti. Tra queste, eventi ludici e corsi pratici su temi come i funghi, il miele, le tecniche di cucina e di conservazione dei prodotti agricoli.
«Gli Orti Sociali rappresentano un esempio concreto di come il patrimonio pubblico possa essere valorizzato con creatività per promuovere inclusione, socialità e benessere - dichiara Daniele Sergon, presidente di Ater Gorizia - questo progetto dimostra che, con la collaborazione tra enti e associazioni, è possibile superare le barriere e creare opportunità per tutti, in particolare per le persone con disabilità ».
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