Un’opportunità per Gorizia: dal recupero di Villa Louise la nascita di un polo culturale dedicato a moda, arte e formazione

Un’opportunità per Gorizia: dal recupero di Villa Louise la nascita di un polo culturale dedicato a moda, arte e formazione

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Un’opportunità per Gorizia: dal recupero di Villa Louise la nascita di un polo culturale dedicato a moda, arte e formazione

Di Redazione • Pubblicato il 29 Ago 2025
Copertina per Un’opportunità per Gorizia: dal recupero di Villa Louise la nascita di un polo culturale dedicato a moda, arte e formazione

Nel podcast “Voci dal Confine”, la docente Elisabetta Loricchio racconta l’esperienza formativa del Cossar Da Vinci e propone di trasformare l’edificio in un centro vivo al servizio della scuola e della comunità.

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Nel nuovo episodio del podcast Voci dal Confine pubblicato ieri, giovedì 28 agosto, la protagonista è Elisabetta Loricchio, docente di italiano e storia presso la sezione moda del Cossar Da Vinci di Gorizia. Una voce lucida e propositiva, che ci guida dentro una scuola dove la formazione professionale non è un ripiego, ma un punto di forza. Loricchio racconta con precisione il lavoro quotidiano in un indirizzo che coniuga tecnica e creatività, storia delle arti applicate e competenze sartoriali. Al Cossar Da Vinci, le studentesse e gli studenti iniziano fin dal primo anno a ideare, progettare e realizzare abiti, borse, accessori, spesso utilizzando materiali alternativi e di recupero.

Ogni anno, una sfilata interna, organizzata con la collaborazione della sezione cultura e spettacolo, celebra questo impegno collettivo. È a partire da questa esperienza concreta che nasce, nel corso del podcast, una proposta semplice e lungimirante: trasferire il museo della moda – oggi ospitato in uno spazio troppo angusto a Borgo Castello – a Villa Louise, edificio di proprietà della Fondazione Coronini attualmente in fase di restauro grazie a fondi pubblici regionali.

La proposta non ha nulla a che vedere con l’istituzione di una nuova scuola, quella c’è già, e funziona bene, ma immagina un polo culturale dinamico, in dialogo con le istituzioni scolastiche del territorio, che possa ospitare una collezione dedicata alla moda e alle arti applicate, mostre temporanee, progetti espositivi nati nei laboratori didattici, piccole sfilate.

Villa Louise ha tutte le caratteristiche per diventare un centro pubblico a servizio della comunità culturale goriziana, e potrebbe rappresentare uno dei rari esempi di reale sinergia tra scuola, territorio e patrimonio. Proprio per questo, destano perplessità le dichiarazioni rese recentemente alla stampa locale dal direttore della Fondazione Coronini, secondo cui, una volta conclusi i lavori, la struttura sarà “messa a reddito” attraverso affitti da incamerare. Un’affermazione che riapre una questione fondamentale: «È giusto che una struttura restaurata con risorse pubbliche venga destinata esclusivamente alla rendita, senza alcuna forma di restituzione concreta alla collettività che l’ha finanziata? Non si tratta di rivendicare proprietà, ma di porre una domanda di equità e responsabilità culturale».

Villa Louise può diventare davvero un luogo vivo, capace di accogliere la creatività giovanile, le energie del territorio e una nuova idea di museo: non chiuso e contemplativo, ma partecipato, ibrido, formativo. Gorizia, nel pieno del percorso di GO!2025, ha bisogno di spazi che riflettano il presente e accolgano il futuro. Villa Louise potrebbe esserlo. A condizione che si scelga il bene comune. 

Il podcast è fruibile tramite Spotify cliccando qui e su YouTube qui.

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