IL PODCAST
Un'opportunità per Gorizia: dal recupero di Villa Louise la nascita di un polo culturale dedicato a moda, arte e formazione
Nel podcast “Voci dal Confine”, la docente Elisabetta Loricchio racconta l'esperienza formativa del Cossar Da Vinci e propone di trasformare l'edificio in un centro vivo al servizio della scuola e della comunità .
Nel nuovo episodio del podcast Voci dal Confine pubblicato ieri, giovedì 28 agosto, la protagonista è Elisabetta Loricchio, docente di italiano e storia presso la sezione moda del Cossar Da Vinci di Gorizia. Una voce lucida e propositiva, che ci guida dentro una scuola dove la formazione professionale non è un ripiego, ma un punto di forza. Loricchio racconta con precisione il lavoro quotidiano in un indirizzo che coniuga tecnica e creatività , storia delle arti applicate e competenze sartoriali. Al Cossar Da Vinci, le studentesse e gli studenti iniziano fin dal primo anno a ideare, progettare e realizzare abiti, borse, accessori, spesso utilizzando materiali alternativi e di recupero.
Ogni anno, una sfilata interna, organizzata con la collaborazione della sezione cultura e spettacolo, celebra questo impegno collettivo. àˆ a partire da questa esperienza concreta che nasce, nel corso del podcast, una proposta semplice e lungimirante: trasferire il museo della moda – oggi ospitato in uno spazio troppo angusto a Borgo Castello – a Villa Louise, edificio di proprietà della Fondazione Coronini attualmente in fase di restauro grazie a fondi pubblici regionali.
La proposta non ha nulla a che vedere con l'istituzione di una nuova scuola, quella c'è già , e funziona bene, ma immagina un polo culturale dinamico, in dialogo con le istituzioni scolastiche del territorio, che possa ospitare una collezione dedicata alla moda e alle arti applicate, mostre temporanee, progetti espositivi nati nei laboratori didattici, piccole sfilate.
Villa Louise ha tutte le caratteristiche per diventare un centro pubblico a servizio della comunità culturale goriziana, e potrebbe rappresentare uno dei rari esempi di reale sinergia tra scuola, territorio e patrimonio. Proprio per questo, destano perplessità le dichiarazioni rese recentemente alla stampa locale dal direttore della Fondazione Coronini, secondo cui, una volta conclusi i lavori, la struttura sarà “messa a reddito” attraverso affitti da incamerare. Un'affermazione che riapre una questione fondamentale: «àˆ giusto che una struttura restaurata con risorse pubbliche venga destinata esclusivamente alla rendita, senza alcuna forma di restituzione concreta alla collettività che l'ha finanziata? Non si tratta di rivendicare proprietà , ma di porre una domanda di equità e responsabilità culturale».
Villa Louise può diventare davvero un luogo vivo, capace di accogliere la creatività giovanile, le energie del territorio e una nuova idea di museo: non chiuso e contemplativo, ma partecipato, ibrido, formativo. Gorizia, nel pieno del percorso di GO!2025, ha bisogno di spazi che riflettano il presente e accolgano il futuro. Villa Louise potrebbe esserlo. A condizione che si scelga il bene comune.Â
Il podcast è fruibile tramite Spotify cliccando qui e su YouTube qui.
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