POLITICHE ABITATIVE
«Oltre un alloggio Ater su cinque sfitto in provincia di Trieste e Gorizia»: Bullian rilancia la questione
Il consigliere regionale cita dati e percentuali sul peggioramento nell’ultimo quinquennio, «necessario cambio di passo ed attenzione alle aree con maggiore fragilità abitativa».
Nelle province di Gorizia e Trieste, più di un alloggio Ater su cinque continua a rimanere sfitto. A riferirlo, citando quanto emerso dalla relazione dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e al territorio, è Enrico Bullian. Il consigliere regionale della civica Patto per l’Autonomia sottolinea «una situazione gestionale delle Ater che non tende al miglioramento, anzi peggiora progressivamente».
Se nel 2020, in provincia di Gorizia, gli alloggi non locati risultavano essere 736 su un totale di 4.735 – cifra pari al 15,54% -, a fine 2025 gli alloggi sfitti e non locati sono saliti a 1003 su 4.689, scrive Bullian. Aumento ancora più evidente a Trieste, che «arriva a 2.732 su 12.254 rispetto ai 1.951 su oltre 12.31 del 2020». In cinque anni si è passati da percentuali di alloggi non locati comprese tra il 15 e il 16% a, rispettivamente, quote del 21,39% per Gorizia e del 22,29% a Trieste. Un netto contrasto rispetto alla «realtà più virtuosa» di Pordenone, che si attesta al 6,11% e cinque anni fa si fermava solo al 5% di alloggi sfitti, evidenzia il consigliere regionale.
«Viene da chiedersi se il modello di gestione aziendale di Ater finora adottato sia davvero in grado di produrre risultati efficaci – commenta allora Bullian - fronte di migliaia di alloggi inutilizzati (oscillanti stabilmente fra i 4 e 5 mila), continuano infatti ad allungarsi le liste d’attesa di famiglie (oltre 8 mila) che necessitano di una casa». I dati evidenziano dunque «una falla concreta nella capacità di dare risposta ai bisogni abitativi del territorio», una «situazione complessiva rimasta stantia nell’ultimo quinquennio nonostante gli annunci di investimenti e riforme».
La «vera questione», per l’esponente civico, non è allora «tanto l’aggiornamento normativo in corso con il DDL 80 sulle politiche abitative», ma la necessità di «un cambio di passo deciso e che auspichiamo arrivi prima possibile». «Irrilevante» è stata, secondo il consigliere, l’azione dell’Amministrazione regionale, perlomeno «stando alle statistiche ufficiali» fin qui citate. «Investire prioritariamente nelle aree in cui le fragilità abitative sono più acute deve essere la norma - conclude Bullian - comuni ad alta tensione abitativa, come Monfalcone, meriterebbero un Piano ad hoc di edilizia pubblica».
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