Monfalcone, «numeri in calo a teatro»: La Sinistra chiede chiarimenti su cultura e sociale

«Numeri in calo a teatro», La Sinistra chiede chiarimenti su cultura e sociale

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«Numeri in calo a teatro», La Sinistra chiede chiarimenti su cultura e sociale

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 28 Feb 2023
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Per Maioretto quella dell'opposizione è «una lettura stereotipata». Fasan difende l'operato, «abbiamo elevato la cultura a livelli internazionali».

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Non si placano le voci critiche dell'opposizione dopo l'ultimo consiglio comunale a Monfalcone. Ad esporsi sono i consiglieri di minoranza Alessandro Saullo e Cristiana Morsolin de "La Sinistra per Monfalcone". I due esponenti della sinistra sono intervenuti su cultura, lavoro e politiche sociali. "Ci chiediamo - scrivono Saullo e Morsolin - come mai in un comune in cui si spende 1 milione e 460mila euro, nel solo 2022, per convegni, mostre e pubblicità non si siano trovati i soldi per ridurre le tasse ai cittadini".

"Purtroppo se vogliamo che questa città esca dalla povertà economica in cui si trova e che le istituzioni siano anche ascensore sociale per i propri cittadini è necessario che ci sia un grande investimento sulla casa pubblica, ma in realtà in questi anni la destra cittadina, a differenza di quella goriziana che ha implementato il proprio patrimonio di 147 unità, può portare in dote solo la perdita secca di 60 alloggi, a Monfalcone, negli ultimi anni".

Anche sul tema lavoro per i due esponenti della Sinistra "non si è mossa foglia" come lo hanno dimostrato il problema dell'appalto e del subappalto che continuano a definire e a modellare la città dal punto di vista sociale senza soluzione di continuità. "Persino nel comune, in particolare nei servizi sociali - continuano dalla minoranza - la copertura dei posti vacanti delle assistenti sociali non è stata fatta con assunzioni dirette, ma tramite l'appalto a cooperative la cui spesa dal 2017 al 2021 è quintuplicata. Quella che vediamo è una fotografia di una Monfalcone che arranca, ferma al palo sulle tematiche più cogenti come il lavoro, la casa e la scuola".

Per Morsolin e Saullo quindi, il racconto fatto durante il consiglio comunale dal sindaco Annamaria Cisint sembra una realtà virtuale. "Una volta tolte le lenti dell'ideologia, Monfalcone rimane una città dove, a fronte di tanti proclami, la cultura vede un calo importante di abbonati e di presenze al teatro comunale" specifica Morsolin secondo la quale - dati alla mano - si è passati dai 16 mila spettatori del 2016 aggli 8817 nel 2022, senza considerare il periodo covid, ed il numero di abbonamenti sono passati da 629 a 369 nel 2022. Tornando sul costo delle politiche sociali: "La spesa per le persone con disabilità passa da 1milione e 454mila euro del 2021 a 1 milione e 83mila euro del 2022" così in chiusura Morsolin.

Le risposte a queste considerazioni non si sono fatte attendere. “La sinistra non si deve stupire che le politiche abitative messe in atto da questa amministrazione siano profondamente diverse da quelle attuate in precedenza - sono le parole dell'assessore Tiziana Maioretto - in quanto l’approccio e le modalità che caratterizzano l’attuale governance rispondono ad una logica molto più strutturata ed articolata di quella portata avanti dalla precedente amministrazione, di cui Morsolin e Saullo facevano parte, e una lettura stereotipata come quella presentata dai due consiglieri di opposizione, come spesso accade, corrisponde a un film incredibile e non a una corretta analisi del problema casa, che va trattato su più livelli, individuando soluzioni aderenti ai diversi bisogni abitativi”.

E ancora l’assessore alle politiche abitative: “L’alienazione di alloggi di proprietà comunale non rappresenta assolutamente un fattore negativo, ma è anzi una delle risposte da fornire alla domanda di casa di alcune fasce della popolazione che possono permettersi l’acquisto di un alloggio solo a determinate condizioni". Maioretto ha così spiegato che non è intenzione dell’amministrazione comunale speculare sulla vendita che rappresenta invece la soddisfazione di un bisogno delle persone non abbienti, e il fatto non dimostra pertanto una diminutio della questione.

Per quanto concerne il settore cultura, a rispondere è stato l’assessore Luca Fasan che ha dichiarato: “L'aver elevato la cultura monfalconese a un livello nazionale e internazionale, in un comparto che la sinistra ha sempre percepito come cosa sua, è evidentemente un rospo troppo grande da ingoiare per i consiglieri Morsolin e Saullo. I risultati del teatro non fanno eccezione". L'assessore alla cultura parla di presenze assolute.

Gli abbonamenti e le cards del 2016 vanno confrontate con i dati del 2019 poichè a oggi nessun teatro è tornato ai numeri prepandemici, anche a causa delle note situazioni economiche conseguenti. Infatti, proprio in seguito ai mutati scenari economici, l'amministrazione ha pensato di essere maggiormente vicina all'utenza più debole estendendo e diversificando l'offerta delle cards, con l'eventuale possibilità di ridurre il numero minimo di spettacoli da sottoscrivere, mantenendo fermi, e spesso anche diminuendo, i costi.

"Il numero delle cards vendute è così passato da 190 del 2016 a 230 del 2019, con incremento del +20% - sono le parole di Fasan - e in merito al numero di spettatori, oltre alle 15mila presenze registrate nel 2019 vanno aggiunti anche tutti gli spettatori che hanno assistito agli spettacoli al di fuori del cartellone. Essi sono stati 29". Per Fasan, negli anni della pandemia, c'è stato un forte impatto nei comparti della cultura e non solo, ma nel 2022 e nell'anno corrente, a Monfalcone si sta recuperando velocemente, in linea con i maggiori teatri del Paese. 

Foto di Imelda Lamaj. 

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