Nova Gorica celebra la liberazione dal fascismo, «oggi siamo un modello»

Nova Gorica celebra la liberazione dal fascismo, «oggi siamo un modello»

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Nova Gorica celebra la liberazione dal fascismo, «oggi siamo un modello»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 20 Apr 2024
Copertina per Nova Gorica celebra la liberazione dal fascismo, «oggi siamo un modello»

Questa mattina la cerimonia in municipio con la cantante Marjetka Popovski, il sindaco Turel: «Ricordare ai giovani cosa vuol dire vivere in modo libero».

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Mentre in Italia l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo cade il 25 aprile, due giorni dopo in Slovenia si celebra la Giornata dell’insurrezione contro l’occupatore. Anticipando di una settimana la ricorrenza, questa mattina il Comune di Nova Gorica ha reso omaggio ai combattenti dell’Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia che combatterono durante la Seconda guerra mondiale, ospitando in municipio un evento con musica e versi. A esibirsi è stata Marjetka Popovski insieme ai suoi musicisti.

L’artista di Isola ha cantato alcuni celebri brani della Resistenza, inclusa l’italiana Bella Ciao, alternando anche storie che videro contrapposti fascisti e partigiani. Presente anche una delegazione dell’Unione economica culturale slovena (Skgz) di Gorizia, mentre l’iniziativa è stata organizzata insieme all’Associazione dei partigiani sloveni Nob di Nova Gorica. A portarne i saluti è stata a vicepresidente Katjuša Žigon, al posto della presidente Ingrid Kašca Bucik, mentre il sindaco Samo Turel ha tenuto il suo discorso.

«Oggi - sono le parole del primo cittadino - la libertà di avere la democrazia è un privilegio di cui forse non ce ne rendiamo conto. Gli sloveni hanno sempre trovato una coesione tramite la cultura e la lingua, è quello che ci ha portato a combattere contro il fascismo nella Seconda guerra mondiale. Adesso noi a Nova Gorica siamo un modello, perché ci rendiamo conto del passato ma lavoriamo insieme in questo progetto transfrontaliero con Gorizia: non facciamo della lingua e della cultura un ostacolo ma un vantaggio».

Turel ha posto l’attenzione anche sui giovani, per fargli rendere conto «che cosa vuol dire vivere in modo libero. Le cose che stanno succedendo oggi nel mondo, dalla guerra all’Intelligenza artificiale, ci devono far pensare e ne sono certo che la nostra lingua e cultura ci renderanno sempre più forti. Continueremo a essere una nazione unita». A Gorizia, invece, il 25 aprile riunirà i circoli Anpi del centro, Sant’Anna, Piedimonte con la Sso, Skgz e la comunità di Piuma, Oslavia e San Mauro per le tradizionali tappe ai monumenti ai caduti.

Sul tema, peraltro, è arrivato l’annuncio della Lega nazionale di Gorizia che «riconosceremo il 25 aprile del 1945 come data fondativa della nostra democrazia - sono le parole del presidente Luca Urizio - consci che per Gorizia la vera data della liberazione fu il 12 giugno 1945 (data ufficialmente riconosciuta). Lo faremo per dare un esempio ad altre associazioni che invece restano ideologizzate tanto, per esempio, da voltare le spalle alla bandiera in occasione del ventennale del Giorno del Ricordo».

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